video suggerito
video suggerito

Una sola dose di cocaina altera le cellule del cervello: “La droga lascia una ‘cicatrice’ che può innescare dipendenza”

I ricercatori hanno determinato che basta una sola dose di cocaina per innescare alterazioni nelle cellule cerebrali. Queste modifiche, secondo gli esperti, sono come una “cicatrice nel genoma dei neuroni” che può gettare le basi per lo sviluppo della dipendenza, sin dal secondo uso.
Cocaina. Credit: iStock
Cocaina. Credit: iStock

Basta una singola esposizione alla cocaina per innescare alterazioni significative nelle cellule del cervello. È quanto emerso da un nuovo studio presentato durante una conferenza al Forum 2026 della Federazione delle Società Europee di Neuroscienze (FENS), attualmente in corso a Barcellona, in Spagna. Questi cambiamenti, secondo gli autori dello studio, non solo mettono in discussione il fatto che l'uso occasionale possa essere “innocuo”, come spesso sostengono i consumatori di questa droga, ma sembrano anche gettare le basi per lo sviluppo della dipendenza, che può innescarsi già dalla seconda esposizione. In sostanza, quando si consuma cocaina una volta, le cellule cerebrali cambiano e predisporrebbero l'organismo allo sviluppo della dipendenza, associata ad ansia, paranoia e a lungo termine a “danni cardiaci, impotenza e problemi di salute mentale”, evidenziano gli scienziati in un comunicato stampa.

In base al documento World Drug Report 2025–2026 dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), si calcola che nel mondo nel 2023 ben 316 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni hanno fatto uso di droghe; fra esse in 25 milioni hanno fatto uso di cocaina, una delle sostanze stupefacenti più consumate in assoluto (tanto da essere rilevabile nelle acque dei fiumi metropolitani, su larga parte delle banconote e persino nell'aria delle università). I dati su consumo e produzione di questa sostanza, inoltre, come indicato dall'ONU sono in costante e preoccupante crescita: “Nel 2023, la produzione, i sequestri e il consumo di cocaina hanno raggiunto nuovi massimi storici, rendendola il mercato delle droghe illecite in più rapida crescita al mondo”, sottolinea l'agenzia, aggiungendo che la produzione illegale “è schizzata a 3.708 tonnellate, quasi il 34% in più rispetto al 2022”. I sequestri sono in aumento del 70 percento – rispetto al quadriennio precedente – e il consumo è balzato dai 13 milioni di individui del 2013 ai 25 milioni del 2023.

È in questo contesto che gli scienziati stanno ancora cercando di comprende a fondo l'impatto di questa sostanza sulla salute a breve e a lungo termine. A condurre la nuova ricerca è stato un team internazionale guidato da scienziati della prestigiosa Johns Hopkins University di Baltimora (Stati Uniti) e del Centro Max Delbrück per la Medicina Molecolare di Berlino (Germania). I ricercatori, coordinati dalla professoressa Ana Pombo, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver effettuato alcuni esperimenti con modelli murini (topi). In parole molto semplici, hanno applicato una tecnica chiamata mappatura dell'architettura del genoma per verificare gli effetti della cocaina sulle cellule cerebrali dopo una singola esposizione. Ebbene, gli scienziati hanno rilevato significative alterazioni nei neuroni dopaminergici siti nella regione tegmentale ventrale del mesencefalo, una parte del cervello “nota per svolgere un ruolo importante nei meccanismi di ricompensa e motivazione”.

A sole 24 ore dall'esposizione alla sostanza stupefacente, i ricercatori hanno osservato che la cocaina è in grado di riorganizzare la struttura tridimensionale del DNA, “creando circa 1.700 nuove zone di isolamento della cromatina e perdendone circa 1.100”. I neuroni esposti, inoltre, iniziano a produrre più neuropeptidi strettamente connessi alla dipendenza, mentre geni associati al regolare funzionamento neuronale vengono ridotti nell'attivazione. Queste alterazioni persistono per almeno due settimane e i ricercatori le hanno paragonate come a “cicatrici” nel genoma delle cellule. Simili effetti sarebbero tutto fuorché innocui, secondo gli esperti.

Questi cambiamenti persistenti potrebbero preparare il terreno per una risposta più forte dopo una seconda dose di cocaina, il che potrebbe contribuire a spiegare perché il cervello diventa suscettibile alla dipendenza da cocaina. Dobbiamo ancora indagare quanto a lungo durano questi cambiamenti. Sono permanenti o le cellule cerebrali possono recuperare nel tempo? Dobbiamo anche studiare come questi cambiamenti si traducano nel rischio di dipendenza”, ha affermato la professoressa Pombo. “Questi risultati mettono in discussione l'idea che l'uso ricreativo occasionale di cocaina sia innocuo, suggerendo che anche un solo utilizzo potrebbe modificare il nostro cervello e aumentare il rischio di dipendenza in futuro”, le ha fatto eco la professoressa Christina Dalla dell'Università Nazionale e Capodistriana di Atene (Grecia), non coinvolta nello studio. Chiaramente i topi non sono esseri umani e i risultati dovranno essere confermati in appositi studi clinici. I dettagli della ricerca sono stati presentati durante una conferenza al FENS 2026.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views