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Fentanyl, il farmacologo Trifirò: “Fuori controllo medico è un’arma letale, 5 minuti per l’arresto respiratorio”

Il farmacologo Gianluca Trifirò a Fanpage.it chiarisce gli effetti del fentanyl e i rischi dell’uso improprio: “È un oppioide molto potente che, fuori dal contesto clinico, può diventare estremamente pericoloso”.
Intervista a Gianluca Trifirò
Professore di Farmacologia presso l’Università di Verona e Coordinatore del gruppo di lavoro di farmacovigilanza della Società Italiana di Farmacologia (SIF).
Gli effetti del fentanyl sull’organismo e perché il suo uso al di fuori del contesto ai fini assistenziali può essere estremamente pericoloso
Gli effetti del fentanyl sull’organismo e perché il suo uso al di fuori del contesto ai fini assistenziali può essere estremamente pericoloso

La scomparsa di 80 fiale di fentanyl dall'Ospedale Israelitico di Roma ha acceso i riflettori su uno degli oppioidi sintetici più potenti in medicina. Il farmaco è utilizzato come analgesico nella terapia del dolore e in ambito anestetico, ma il suo impiego al di fuori dei contesti assistenziali può avere conseguenze gravissime e, in alcuni casi, risultare letale. Ne abbiamo parlato con il farmacologo Gianluca Trifirò, coordinatore del gruppo di lavoro di farmacovigilanza della Società Italiana di Farmacologia (SIF), che a Fanpage.it ha spiegato quali sono i rischi dell’abuso di fentalyn e quali effetti produce sull’organismo.

Professore, perché la scomparsa di ottanta fiale di fentanyl da un ospedale preoccupa così tanto?
Il fentanyl è tristemente noto per l’epidemia di dipendenza che ha colpito gli Stati Uniti negli ultimi anni. Si tratta di un oppioide molto forte, che va gestito con grandissima accuratezza, perché può dare sia dipendenza con uso cronico sia provocare effetti collaterali anche gravi a brevissimo termine. In questo caso, però, il problema principale non è il farmaco in sé, ma l’uso che potrebbe essere fatto: potrebbe finire nel mercato nero ed essere utilizzato come droga, completamente al di fuori di qualsiasi contesto clinico. Credo che la criticità principale sia proprio questa.

Cos’è il fentanyl e perché viene utilizzato in medicina?
Il fentanyl è un analgesico oppioide molto potente che rappresenta un’opzione terapeutica importante in ambito anestetico e nella terapia del dolore. Come soluzione iniettabile, il suo utilizzo più comune è come componente analgesico in anestesia generale, con intubazione e ventilazione del paziente, e per il trattamento analgesico nelle unità di terapia intensiva dei pazienti sottoposti a ventilazione assistita. Il cerotto al fentanyl invece è indicato per il trattamento del dolore cronico grave negli adulti e nei bambini sopra i 2 anni che necessitano di una terapia continua e che hanno già sviluppato tolleranza agli oppioidi.

Quali sono gli effetti del fentanyl sull’organismo?
Bisogna distinguere l’utilizzo terapeutico, che avviene in un processo di cura regolamentato e sotto controllo medico, da quello che potrebbe essere l’uso in un mercato illegale. In quest’ultimo caso, i rischi sono enormi, perché, fuori dal contesto terapeutico, il fentanyl può diventare un’arma letale.

L’overdose può provocare depressione del centro del respiro e, nei casi più gravi, anche la morte.  L’esposizione cronica, invece, può portare alla dipendenza e ai gravi quadri clinici che purtroppo vediamo negli Stati Uniti. Soprattutto se il fentanyl viene assunto insieme ad altre sostanze, come alcol o altri farmaci o droghe che deprimono il centro del respiro a livello del sistema nervoso centrale può potenziale la depressione respiratoria e aumentare il rischio di arresto cardio-respiratorio.

Altri effetti che si osservano comunemente con gli oppiodi sono i sintomi gastrointestinali, come nausea, vomito e stipsi, ma anche vertigini, confusione e allucinazioni.

La crisi respiratoria è l’evento più pericoloso?
Sì, la depressione respiratoria è la reazione avversa più pericolosa del fentanyl, che può risultare letale. Consideri che questo evento è dose-dipendente e può raggiungere il picco in appena 5 minuti, portando apnea prolungata e morte improvvisa.

C’è un antidoto per l’overdose da fentanyl?
Come per gli altri oppioidi, il naloxone può inibire gli effetti del fentanyl e invertire quelli di un'overdose, perché ha un'affinità maggiore per i recettori degli oppioidi, anche se non è comunque privo di rischi.

Qual è il vero pericolo di un farmaco come il fentanyl che esce dal circuito ospedaliero?
Il rischio è chiaramente legato all’utilizzo al di fuori di qualsiasi contesto assistenziale, con finalità completamente diverse da quelle terapeutiche. In queste condizioni vengono meno l’utilizzo di un dosaggio appropriato e le misure di sicurezza che rendono il fentanyl un farmaco efficace e controllato, con conseguenze che possono essere anche molto gravi.

 

 

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