Un fungo fa vedere persone piccolissime a chi lo mangia, ma non contiene sostanze allucinogene note

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Chi lo ha mangiato racconta allucinazioni in cui persone piccolissime si muovono nel mondo reale, ma il fungo non presenta alcuna traccia di composti psichedelici già noti.

Stava mangiando una zuppa di funghi quando ha iniziato a vedere piccolissime persone che usavano il suo cucchiaio come un trampolino per tuffarsi nella ciotola e mettersi a nuotare. Alla cucchiaiata successiva, le minuscole creature sembravano seguirlo fin dentro la bocca, facendogli venire il dubbio se fosse il caso di finire il piatto.
Un’allucinazione bizzarra, come le altre raccontate da chi ha consumato i cosiddetti “funghi lillipuziani”, capaci di produrre visioni decisamente fuori dall’ordinario. Tutte accomunate da decine e, in alcuni casi, centinaia di omini di pochi centimetri che appaiono muoversi mondo reale, camminare attorno agli oggetti o arrampicarsi sulle superfici.

La prima segnalazione nota di questo fenomeno risale al 1934, quando un team di ricercatori giunto in Papua Nuova Guinea sperimentò questo strano effetto dopo un pasto a base di funghi selvatici. In seguito, altri studiosi si recarono in quegli stessi luoghi per individuare le specie responsabili, senza però riuscire a identificare sostanze in grado di spiegare le allucinazioni. L’assenza di una spiegazione chimica portò nel tempo a dubitare che i funghi potessero essere effettivamente responsabili delle visioni, suggerendo che si trattasse di credenze culturali o folklore.

L’ipotesi rimase tale fino agli anni Novanta, quando alcune persone dello Yunnan, in Cina, riportarono allucinazioni molto simili dopo aver mangiato funghi della famiglia delle Boletaceae, di cui fanno parte anche i porcini. La specie rimase però incerta e solo successivamente si iniziò a sospettare che il “colpevole” fosse un fungo descritto di recente, chiamato Lanmaoa asiatica.

recentemente descritto, come dettagliato in un recente studio pubblicato sulla rivista Mycology .

Lanmaoa asiatica, il fungo che fa vedere persone piccolissime

Un indizio che potesse trattarsi di Lanmaoa asiatica è emerso nel 2024, quando i micologi Colin Domnauer e Bryn Dentinger dell’Università dello Utah sono venuti a conoscenza delle esperienze vissute da una comunità indigena della Cordillera Settentrionale, nelle Filippine.

I membri di quella comunità che mangiavano un fungo selvatico, chiamato localmente Sedesdem, raccontavano di vedere minuscole figure umane, simili a quelle riportate in Papua Nuova Guinea e nello Yunnan, dove i funghi associati a queste visioni erano conosciuti rispettivamente come Nonda e Jian shou qing.

Per verificare se si trattasse della stessa specie, i ricercatori hanno raccolto e analizzato il DNA di quei funghi, confermando che erano tutti riconducibili alla specie Lanmaoa asiatica. Come dettagliato in uno studio pubblicato sulla rivista Mycologia, i due studiosi non sono però riusciti a esaminare i Nonda della Nuova Guinea, non avendo trovato esemplari da analizzare.

Nessuna traccia di sostanze allucinogene note

Il mistero del Lanmaoa asiatica si è nuovamente infittito quando gli stessi ricercatori hanno cercato di identificare la sostanza responsabile delle allucinazioni. Le analisi chimiche e genetiche non hanno rilevato alcun composto psicoattivo noto, lasciando la sua identificazione e il suo meccanismo d’azione ancora da chiarire.

Il sospetto è che contenga una sostanza psicoattiva ancora sconosciuta, la cui scoperta potrebbe svelare il segreto di Lanmaoa asiatica e degli omini che popolano le allucinazioni di chi lo mangia.

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