Il fungo gigante appena scoperto in Cina è alto mezzo metro e pesa più di 2 kg

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Il suo corpo fruttifero delle dimensioni eccezionali non è l’unica particolarità di questa nuova specie.

Si è guadagnato l’appellativo di “re” dell’antico regno di Dian, Dianjunus rex, per le impressionanti dimensioni del suo corpo fruttifero e la storia dello Yunnan, la provincia della Cina sudoccidentale dove è stato scoperto: è un nuovo fungo gigante, che può raggiungere mezzo metro di altezza e superare i 2 kg di peso, ma finora sfuggito agli occhi dei ricercatori che lo hanno individuato durante le ricerche micologiche nelle foreste temperate di conifere vicino a Damaidi e Yipinglang e nella foresta pluviale tropicale nei pressi di Nanbang.

La sua identificazione è stata possibile grazie all’analisi delle caratteristiche morfologiche e genetiche degli esemplari raccolti. Il confronto del DNA con quello di altri funghi conosciuti ha rivelato che Dianjunus rex non appartiene a nessuna specie, genere e persino famiglia nota all’interno dell’ordine Xylariales, il che ha portato i ricercatori a istituire anche la nuova famiglia delle Dianjunaceae.

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I corpi fruttiferi di Dianjunus rex e le operazioni di pesatura degli esemplari raccolti. Credit: <em>Frontiers in Fungal Biology </em>2026

Il suo parente più prossimo è Graphostroma platystoma, un fungo che cresce su legno morto di latifoglie in diverse aree dell’emisfero settentrionale e rappresenta a sua volta l’unica specie nota della famiglia Graphostromataceae. Come altri funghi dell’ordine Xylariales, noti per la produzione di enzimi in grado di degradare molecole vegetali complesse, anche Dianjunus rex potrebbe quindi produrre enzimi che lo aiutano a digerire il legno morto.

Il fungo gigante risale a 65 milioni di anni fa

L’eccezionalità di Dianjunus rex non si limita solo alle dimensioni e alla classificazione scientifica. Ricostruendo la sua storia evolutiva, i ricercatori hanno stimato che la famiglia delle Dianjunaceae sia comparsa circa 65 milioni di anni fa, appena un milione di anni dopo l’estinzione di massa del Cretaceo-Paleogene, che portò alla scomparsa dei dinosauri non aviani e di numerose altre forme di vita.

Una tempistica ha sollevato un’ipotesi intrigante. “Dopo l’estinzione di massa, le foreste hanno subito cambiamenti drastici, tra cui l’improvvisa disponibilità di grandi quantità di materiale vegetale morto” ha affermato il dottor Indunil C. Senanayake, professore associato presso la Banca del Germoplasma delle Specie Selvatiche dell’Istituto di Botanica di Kunming, in Cina, e autore corrispondente del nuovo studio, pubblicato su Frontiers in Fungal Biology. “Per i funghi decompositori del legno, tale sconvolgimento ambientale potrebbe aver creato nuove opportunità ecologiche”.

Quanto invece alle insolite dimensioni di Dianjunus rex, i cui corpi fruttiferi sono molto più alti di quelli di altri Ascomiceti conosciuti, che raggiungono al massimo i 20-30 centimetri, il dottor Senanayake ritiene che possano aver aiutato il fungo a disperdere le spore attraverso il vento, facendole arrivare oltre la vegetazione e i detriti che ricoprono il suolo delle foreste più fitte. “È però anche vero  che un corpo fruttifero che svetta al di sopra della vegetazione richiede un notevole dispendio energetico” ha aggiunto l’esperto. “Probabilmente questa strategia si è evoluta dove i benefici ecologici superavano i costi”.

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