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8 Marzo 2022
17:13

Un asteroide che avrebbe potuto colpire la Terra nel 2023 si è rivelato sicuro

Per diversi giorni è stato calcolato che l’asteroide 2022 AE1 avrebbe potuto colpire la Terra il 4 luglio 2023, ma i calcoli successivi lo hanno scongiurato.
A cura di Andrea Centini
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Il 6 gennaio di quest'anno è stato scoperto un asteroide che ha messo seriamente in allerta gli scienziati; i calcoli sulla sua orbita, infatti, facevano ritenere probabile un impatto contro la Terra il 4 luglio del 2023. A rendere lo scenario ancora più inquietante, il fatto che il livello di rischio continuasse ad aumentare giorno dopo giorno. Poiché 2022 AE1 – questo il nome del “sasso spaziale” – ha un diametro stimato di 70 metri, una eventuale collisione con la superficie terrestre può determinare gravi danni a livello locale, soprattutto in caso di coinvolgimento di un'area densamente popolata. Fortunatamente le osservazioni di follow-up condotte dopo la scoperta hanno prima attenuato e poi del tutto scongiurato il pericolo, ma siamo andati davvero molto vicini a un'emergenza “inedita” per l'umanità.

Tutto è iniziato quando il telescopio del Mount Lemmon Observatory in Arizona, facente parte della rete di sorveglianza dei Near Earth Object (NEO) Catalina Sky Survey (CSS), ha messo nel mirino 2022 AE1. Il potenziale impatto futuro è stato calcolato dal sistema automatizzato Asteroid Orbit Determination (AstOD). Poiché sono necessari più rilevamenti per determinare l'effettivo rischio di impatto con la Terra, dopo la scoperta gli astronomi si sono messi al lavoro per condurre tutte le simulazioni e i calcoli del caso. A quasi tre giorni esatti dalla prima osservazione le probabilità di impatto sono state calcolate in 1 su 2.900 (un'inezia dal punto di vista astronomico), sono scese a 1 su 1.800 dopo 5,9 giorni e 1 su 1.500 dopo 7,1 giorni. Il rischio crescente ha fatto sobbalzare diverse sedie e non è inverosimile immaginare nei centri di ricerca scene non dissimili da quelle viste in Don't Look Up, subito dopo la scoperta della cometa Dibiansky (naturalmente con le dovute proporzioni, dato che il corpo celeste del film aveva un diametro di 9 chilometri e quindi la capacità di scatenare un'estinzione di massa). A 7,9 giorni il rischio è diminuito presentando una probabilità di 1 su 2.800, ma poi è risalito a 1 su 1.700 dopo 8,1 giorni.

Credit: ESA
Credit: ESA

A quel punto si è palesata la Luna Piena e i ricercatori hanno perso la possibilità di continuare a monitorare l'asteroide 2022 AE1, rendendo l'attesa particolarmente snervante, come sottolineato in un comunicato stampa dall'astronomo Marco Micheli del Near-Earth Object Coordination Center (NEOCC) dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). “Nei miei quasi dieci anni all'ESA non ho mai visto un oggetto così rischioso”, ha dichiarato il dottor Micheli. “È stato emozionante tracciare 2022 AE1 e perfezionarne la traiettoria fino a quando non abbiamo avuto abbastanza dati per dire con certezza che questo asteroide non ci colpirà”, ha aggiunto lo scienziato. Quando il disturbo della Luna si è fatto da parte, al giorno 16,1 è stata determinata una probabilità di impatto di 1 su 71.000 e successivamente si è rilevato il rischio zero. Ora sappiamo che il 4 luglio 2023 l'asteroide 2022 AE1 passerà a circa 10 milioni di chilometri dalla Terra (oltre 20 volte quella che ci separa dalla Luna) e non ci sarà alcun rischio di collisione. Non solo il prossimo anno, ma per i prossimi cento anni, secondo gli studiosi.

“L'asteroide 2022 AE1 non presenta alcun rischio di impatto”, ha chiosato la scienziata Laura Faggioli, anch'essa esperta nel NEOCC che ha calcolato l'orbita di 2022 AE1. “Se il percorso di 2022 AE1 fosse rimasto incerto, avremmo usato ogni mezzo possibile per continuare a osservarlo con i più grandi telescopi che abbiamo. Poiché è stato rimosso dalla nostra lista dei rischi, non abbiamo più bisogno di seguirlo: è ora di passare al prossimo”, ha chiosato la scienziata. Nonostante il rischio di impatto con questo sasso spaziale sia stato scongiurato, prima o poi dovremo fare i conti con uno di questi oggetti provenienti dallo spazio profondo. Si stima infatti che ogni 100 milioni di anni si schianti contro la Terra un colosso come Chicxulub, l'asteroide che fece estinguere i dinosauri. Proprio alla luce di questo rischio gli scienziati stanno studiando dei metodi per deviare le traiettorie degli asteroidi, cosa che proverà a dimostrare la sonda DART nella prima missione di difesa planetaria.

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