Telescopio NASA Swift in caduta sulla Terra: quando e dove è previsto il rientro

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Il telescopio Swift della NASA rientrerà nell’atmosfera terrestre il 4 novembre 2026, con una finestra di incertezza di 12 ore che estende la possibile caduta dalle 22:11 del 3 novembre alle 22:11 del 4.

Il telescopio spaziale Swift della NASA, che ha studiato i lampi di raggi gamma per quasi 22 anni, è in caduta incontrollata sulla Terra nelle prossime ore. Le ultime stime di The Aerospace Corporation (CORDS), basate sui dati di tracciamento orbitale della rete di sorveglianza spaziale statunitense (SSN), indicano che il telescopio rientrerà nell’atmosfera terrestre il 4 novembre 2026 alle 10:11 ora italiana, con un margine di incertezza di +/- 12 ore che estende la finestra temporale dalle 22:11 del 3 novembre fino alle 22:11 del 4. Anche la previsione della US Space Force, riportata dalla NASA, colloca il rientro nella stessa fascia temporale, fissando le 9:30 del 4 novembre (ora italiana) come valore centrale della finestra di previsione, con un margine di incertezza di +/- 11 ore. Il servizio di tracciamento indipendente Satflare restringe ulteriormente questa finestra a +/- 6 ore, indicando come orario di riferimento le 10:57 ora italiana del 4 novembre.

Questa finestra temporale non permette ancora di individuare con precisione dove avverrà il rientro di Swift che, con un’inclinazione orbitale di circa 20,6 gradi rispetto al piano equatoriale terrestre, raggiunge latitudini comprese tra 20,6° parallelo nord e il 20,6° parallelo sud, attraversando una fascia che comprende le regioni tropicali di diversi continenti, tra cui Africa, Asia e America Meridionale, oltre a vaste porzioni di oceani.

Dal peso di una tonnellata e mezza, l’osservatorio spaziale dovrebbe bruciare quasi completamente nell’atmosfera, con probabilità davvero molto limitate che eventuali frammenti non si consumino durante il rientro, come spiegato da Luigi Bignami a Fanpage.it. Secondo la NASA, le possibili componenti sopravvissute potrebbero ricadere su entrambi gli emisferi, a seconda del momento effettivo del rientro.

Quando e dove cadrà il telescopio Swift

Il rientro del telescopio spaziale Swift è atteso per il 4 novembre, anche se le diverse previsioni forniscono indicazioni leggermente differenti sull’orario sulla base di rilevazioni e modelli di tracciamento differenti. Secondo SatFlare, che colloca l’orario medio della finestra di rientro alle 10:57 ora italiana, il punto individuato per l'ingresso nell'atmosfera, convenzionalmente fissato a 80 km di altitudine, si trova nell'oceano Pacifico meridionale, a est della Papua Nuova Guinea e in prossimità delle isole Tokelau.

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La mappa mostra il punto di rientro previsto del telescopio spaziale Swift della NASA, corrispondente alle 10:57 ora italiana del 4 novembre 2026. Credit: SatFlare

La fascia lungo cui potrebbe verificarsi il rientro, delimitata da un margine di incertezza che per Satflare è attualmente stimato in +/- 6 ore, è tuttavia molto più estesa e comprende ampie porzioni del Pacifico meridionale, ma anche alcune aree del Sud-est asiatico, dell’America meridionale e dell’Africa centrale.

Il telescopio Swift della NASA e i suoi 22 anni di osservazioni astronomiche

Lanciato il 20 novembre 2004, il telescopio spaziale Swift ha trascorso quasi 22 anni ad osservare i lampi di raggi gamma (gamma-ray bursts o GRB), tra gli eventi più energetici che si verificano nell’Universo, associati soprattutto alle esplosioni di supernove e alla fusione di oggetti compatti, come le stelle di neutroni. La sua peculiarità era quella di individuare rapidamente questi fenomeni e orientare i propri strumenti verso la regione di cielo da cui provenivano questi segnali, in modo da poterne seguire l’evoluzione anche nelle altre lunghezze d’onda.

Il telescopio, delle dimensioni complessive di circa 5 metri e mezzo di lunghezza e altrettanti di larghezza considerando i pannelli solari, ospita infatti tre diversi strumenti, a partire dal cacciatore di raggi gamma, il Burst Alert Telescope (BAT), progettato per individuare le sorgenti, insieme ad altri due strumenti di rilevazione, il il telescopio a raggi X XRT e il telescopio ultravioletto e ottico UVOT. Questa combinazione ha permesso a Swift di captare migliaia di eventi energetici nel corso della sua missione, fornendo informazioni sulla loro origine e sui processi fisici che li generano.

Le sue osservazioni hanno permesso di studiare, ad esempio, i bagliori prodotti dalla fusione di stelle di neutroni, confermando il legame tra questi eventi e la formazione delle kilonove. Tra i risultati più significativi figurano l’individuazione di GRB 090423, un lampo di raggi gamma originato da una stella esplosa quando l’Universo aveva appena 630 milioni di anni, e l’osservazione di un segnale ultravioletto associato alla fusione di stelle di neutroni che ha prodotto l’onda gravitazionale GW170817.

Negli ultimi anni, il recente periodo di intensa attività solare ha tuttavia accelerato la discesa orbitale del telescopio, portando la NASA a tentare una missione di recupero per estenderne la sua vita operativa L’incarico, affidato alla società Katalyst Space, ha previsto la progettazione e il lancio del veicolo spaziale Link, che avrebbe dovuto agganciarlo e riportarlo in un’orbita più alta. Il salvataggio è però fallito a causa di un problema a uno dei motori di Link, che ha compromesso l’intera operazione, condannando Swift a concludere la sua lunga corsa attorno alla Terra con il rientro nell’atmosfera.

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