La NASA lancia con successo Link, la missione per salvare il telescopio Swift in caduta sulla Terra
Il veicolo robotico Link si sta dirigendo verso il telescopio spaziale Swift della NASA per evitare la sua caduta incontrollata sulla Terra. La missione, la prima nel suo genere, è stata lanciata oggi, venerdì 3 luglio 2026 alle 4:36 EDT (le 10:36 in Italia) dalla base aerea di Bucholz sull’atollo di Kwajalein, nelle Isole Marshall, portando in orbita il robot spaziale a bordo di un aereo L-1011 Stargazer della Northrop Grumman. Una volta raggiunta un’altitudine di circa 12.000 metri, Link è stato rilasciato in volo e il razzo Pegasus XL, su cui era installato, ha acceso i suoi motori, dando ufficialmente il via alla missione Swift Boost. Il lancio era inizialmente previsto per il 30 giugno, ma era stato rinviato al 1° e al 2 luglio a causa di condizioni meteorologiche sfavorevoli, per poi slittare nuovamente a causa di un problema di software che ieri aveva bloccato il dispiegamento del razzo dopo il decollo dello Stargazer.
Se tutto andrà come previsto, sarà la prima volta che una missione riuscirà a riposizionare un telescopio non progettato per essere sottoposto a manutenzione in orbita. “Negli ultimi due decenni, Swift ha svolto un ruolo chiave nello studio del cosmo, osservando il cielo in un’ampia gamma di luce e individuando rapidamente le esplosioni di breve durata” ha affermato S. Bradley Cenko, responsabile scientifico di Swift. “Non vediamo l’ora di riprendere questo lavoro una volta completata la missione”.
Il lancio di Link: le fasi della missione NASA per salvare il telescopio Swift
Dal lancio di Link al riposizionamento in orbita del telescopio Swift, il profilo della missione Swift Boost della NASA prevede una serie di fasi: dall’inserimento del veicolo in orbita alle manovre di avvicinamento, fino all’aggancio e al ritorno operativo dell’osservatorio.
Lancio, inserimento in orbita e avvicinamento a Swift
Una volta lanciato a bordo dello Stargazer e rilasciato in volo a un’altitudine di 12.000 metri, il veicolo robotico Link ha iniziato il suo viaggio per raggiungere Swift. Il razzo Pegasus XL su cui era installato ha acceso in sequenza i motori dei suoi tre stadi, raggiugendo l’altitudine prevista in circa 10 minuti.
Prima di iniziare l’avvicinamento finale, il veicolo dovrà inviare conferma del corretto dispiegamento dei pannelli solari e del funzionamento dei sistemi di alimentazione. Seguiranno alcune settimane di verifiche, durante le quali i controllori di terra testeranno i diversi sistemi del veicolo, per assicurarsi che tutto funzioni correttamente.
Completato il collaudo, il team potrà manovrare Link verso Swift. Durante l’avvicinamento, il veicolo raccoglierà e invierà immagini del telescopio, che verranno utilizzate per individuare i punti di aggancio più adatti. “Questo rendezvous e la successiva presa saranno processi lenti e meticolosi che potrebbero richiedere circa un mese” ha precisato la NASA in un comunicato ufficiale.
L’aggancio e il riposizionamento in orbita
Una volta individuati i punti di presa, i bracci robotici di Link agganceranno Swift e lo terranno saldamente assicurato. Da quel momento i due veicoli saliranno insieme: Link attiverà una serie di propulsori a bassa spinta che innalzeranno gradualmente l’orbita nei mesi successivi.
Completata questa fase, Link si sgancerà, lasciando il telescopio su un’orbita stabile.
Il ritorno in funzione di Swift
Terminato il riposizionamento, la NASA potrà riavviare tutti i sistemi e gli strumenti scientifici del telescopio, seguendo una procedura simile a quella adottata dopo il lancio di Swift, nel 2004. Il ritorno alla piena operatività scientifica potrebbe richiedere circa un mese o più.
Le tempistiche indicate restano comunque stime: l'approccio dei team coinvolti è improntato alla flessibilità, con la possibilità di sospendere le operazioni, valutare i dati raccolti e apportare modifiche al programma durante la missione.
Perché il telescopio Swift sta cadendo sulla Terra
Tutti i veicoli spaziali in orbita terrestre bassa subiscono la resistenza da parte dell’atmosfera, ma la recente fase di tempeste solari ha amplificato questo effetto sul telescopio Swift, che ha iniziato a decadere più rapidamente del previsto. Operativo da 21 anni e senza un sistema di propulsione propria per mantenere la propria orbita, il telescopio è sceso sotto i 400 chilometri di altitudine all’inizio di febbraio, arrivando vicino al punto in cui l’attrito atmosferico rende inevitabile il rientro.
Negli ultimi mesi sono state però adottate misure operative per ridurre l’effetto dell’atmosfera, che hanno mantenuto Swift a un’altitudine di almeno 300 chilometri sopra la Terra, dove una missione di riposizionamento può avere successo.
“La NASA avrebbe potuto consentire a Swift di rientrare nell’atmosfera, ma la situazione ha offerto l’opportunità di dimostrare una capacità fondamentale per il futuro dell’esplorazione spaziale” ha spiegato l’Agenzia spaziale americana.
Il telescopio Swift, costato 500 milioni di dollari, potrà così continuare a fornire il suo prezioso contributo scientifico. “Questo approccio audace prolungherà la sua vita operativa e sarà anche più economico rispetto alla sostituzione delle capacità uniche dell’osservatorio”.