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Telescopio Swift in caduta sulla Terra, la NASA fissa i tempi di salvataggio: Link al lancio entro fine anno

La NASA pianifica entro fine anno il lancio del veicolo robotico Link per salvare il telescopio Swift. La missione punta ad agganciare l’osservatorio spaziale e spingerlo in un’orbita più alta per evitare il rientro incontrollato sulla Terra.
A cura di Valeria Aiello
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Il telescopio Swift della NASA in orbita attorno alla Terra: una missione senza precedenti proverà a salvarlo dal rientro. Credit: NASA’s Goddard Space Flight Center Conceptual Image Lab
Il telescopio Swift della NASA in orbita attorno alla Terra: una missione senza precedenti proverà a salvarlo dal rientro. Credit: NASA’s Goddard Space Flight Center Conceptual Image Lab

La NASA ha definito i tempi per salvare il telescopio Swift, l’osservatorio spaziale da mesi al centro di preoccupazioni per il suo rientro incontrollato verso la Terra. Il piano prevede il lancio entro la fine dell’anno del veicolo robotico Link, sviluppato da Katalyst Space Technologies, che dovrà agganciare il telescopio e spingerlo in un’orbita più alta, prolungandone l’attività scientifica. Si tratta di una missione senza precedenti per uno strumento non predisposto alla manutenzione orbitale: se l’operazione riuscirà, potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di interventi robotici per il recupero dei satelliti.

Il veicolo robotico Link è ora al Goddard Space Flight Center della NASA, a Greenbelt, nel Maryland, per i test ambientali in preparazione al lancio. “Sono passati solo circa sette mesi da quando la NASA ha assegnato a Katalyst un contratto per tentare il rilancio di Swift in orbita con il suo veicolo Link” ha spiegato S. Bradley Cenko, responsabile scientifico di Swift. “Insieme alle modifiche apportate alle nostre operazioni scientifiche, i team stanno creando le migliori opportunità possibili per estendere la vita operativa dell’osservatorio e continuare la sua missione di esplorazione cosmica”.

Nel frattempo, la NASA ha comunicato che il decadimento orbitale è stato rallentato con interventi operativi mirati: la sospensione progressiva degli strumenti e l’ottimizzazione dell’assetto dei pannelli solari hanno ridotto la resistenza atmosferica, guadagnando mesi preziosi per il tentativo di recupero. “Swift continua a produrre preziosi dati scientifici e noi abbiamo trovato un modo per preservarli, definendo al contempo un modello per le nostre operazioni nello spazio” ha dichiarato Ghonhee Lee, CEO di Katalyst Space Technologies.

Perché il telescopio Swift è in caduta verso la Terra

Tutti i satelliti in orbita terrestre bassa subiscono la resistenza dell’atmosfera, che agisce come forza frenante rallentandone la velocità orbitale e riducendone gradualmente l'altitudine nel tempo. Nel caso di Swift, operativo da 21 anni, la recente fase di maggiore attività solare – che ha riscaldato e fatto espandere l’atmosfera – , ha intensificato questo effetto, accelerando la perdita di quota e spingendo il telescopio spaziale vicino al punto in cui l’attrito atmosferico renderà inevitabile il rientro.

Negli ultimi mesi sono state però adottate modifiche operative per ridurre gli effetti dell’atmosfera: riducendo al minimo superfici esposte e consumi energetici, i team hanno guadagnato tempo prezioso e ampliato la finestra utile per intervenire. È questo margine, spiega la NASA, che rende oggi possibile il tentativo di salvataggio.

Per massimizzare le possibilità di successo dell'incremento orbitale, l'’altitudine media di Swift deve essere superiore a circa 300 chilometri. All'inizio di febbraio, l’altitudine media era scesa sotto i 400 chilometri. Le modifiche introdotte stanno rallentando la discesa, prolungandone il tempo in orbita in vista della missione di rilancio”.

Come funzionerà la missione per salvare Swift

La missione, denominata Swift Boost, prevede l’avvicinamento in orbita del veicolo robotico Link al telescopio Swift, seguito da una fase di cattura, un passaggio particolarmente complesso perché l’osservatorio non è stato progettato per essere agganciato da un altro satellite. Per questo il veicolo utilizzerà un meccanismo studiato per effettuare la presa su una struttura portante, senza interferire con gli strumenti scientifici.

Dopo la cattura, Link stabilizzerà la posizione e applicherà una spinta controllata per innalzare l’orbita e allontanare  Swift dal rischio di rientro.

Prima del lancio, previsto entro fine anno, il modulo sarà sottoposto a test di vibrazione e termici presso il Goddard Space Flight Center della NASA. Successivamente sarà trasferito in Virginia, presso il Wallops Flight Facility, dove verrà installato su un razzo Pegasus di Northrop Grumman.

Il lancio avverrà con una modalità non convenzionale: il razzo sarà portato in quota da un aereo L-1011 Stargazer e rilasciato in volo a circa 12.000 metri di altitudine, una soluzione che consente maggiore flessibilità nella scelta del punto di partenza, nei tempi e nelle condizioni meteo.

Se riuscirà, la missione non solo eviterà il rientro incontrollato, ma sarà la prima nel suo genere, dimostrando che è possibile intervenire su satelliti già in servizio anche senza predisposizione alla manutenzione. Un risultato che potrebbe cambiare il modo in cui le agenzie spaziali gestiscono la durata e il valore delle missioni in orbita.

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