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Svelata HULC, la super fotocamera che gli astronauti porteranno sulla Luna nella missione Artemis 3

Gli astronauti della missione Artemis 3, che dovrebbe partire nel 2025, porteranno sulla Luna una nuova super fotocamera chiamata HULC. Il prototipo è stato testato con successo sull’isola di Lanzrote, alle Canarie. Ecco quali sono le sue caratteristiche.
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A cura di Andrea Centini
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L'astronauta dell'ESA Thomas Pesquet con una HULC. Credit: ESA
L'astronauta dell'ESA Thomas Pesquet con una HULC. Credit: ESA

Si chiama HULC (acronimo di Handheld Universal Lunar Camera) ed è la nuova fotocamera portatile che gli astronauti utilizzeranno sulla Luna durante la missione Artemis 3 della NASA, quella che nei prossimi anni – probabilmente nel 2025 – porterà sul satellite della Terra la prima donna e la prima persona nera. Il dispositivo non è stato ancora completato, tuttavia esistono già dei prototipi perfettamente funzionanti, che gli astronauti hanno potuto provare nel contesto di una missione del progetto PANGEA. Si tratta di uno speciale programma di formazione, nel quale gli astronauti vengono addestrati all'utilizzo di svariate tecnologie (in ambienti più o meno estremi) per diventare dei provetti scienziati in grado di operare sul complesso scenario della regolite lunare.

Credit: ESA
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L'ultima sessione di PANGEA si è tenuta su Lanzarote, isola appartenente all'arcipelago delle Canarie (Spagna), proprio perché caratterizzata da paesaggi lunari. A parteciparvi l'astronauta francese dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) Thomas Pesquet; la statunitense della NASA Jessica Wittner e Takuya Onishi della JAXA, l'Agenzia spaziale giapponese. I tre, durante la spedizione tra le rocce vulcaniche e le grotte della splendida isola spagnola, hanno potuto testare a fondo un prototipo della HULC, che è stata progettata per coniugare la massima qualità delle immagini ottenute con la praticità di utilizzo sulla Luna. I pulsanti sono studiati per essere manipolati agevolmente con i grossi guanti delle tute spaziali indossate dagli astronauti, mentre la macchina è dotata di specifiche protezioni contro la regolite lunare, una polvere di roccia finissima, abrasiva e potenzialmente tossica che gli scienziati vogliono sfruttare come “cemento” per costruire strade sulla Luna, servendosi di una grande lente in grado di fonderla. La nuova fotocamera lunare è anche progettata per sopportare temperature estreme, da – 200 a 120 °C.

Credit: ESA
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Naturalmente si tratta di un passo in avanti significativo rispetto alla celeberrima Hasselblad 500 EL Data Camera, utilizzata dagli astronauti statunitensi durante le missioni Apollo. Era una versione modificata della Hasselblad 500 C (una fotocamera professionale di altissima qualità dell'epoca) e montava un obiettivo da 60 mm. Come spiegato dall'ESA in un comunicato stampa, la HULC, basata sulla tecnologia mirrorless, combina componenti di fotocamere tradizionali con parti appositamente studiate dalla NASA, progettate per catturare immagini e video (una novità) ad altissima risoluzione dell'ambiente lunare.

I tre astronauti coinvolti nella missione PANGEA hanno utilizzato con profitto il prototipo, sia all'aperto che nell'oscurità delle grotte di Lanzarote. “La fotocamera lunare sarà uno dei tanti strumenti che dovranno maneggiare sulla Luna, quindi dovrebbe essere facile da usare. Il fattore umano è un grosso problema per noi, perché vogliamo che la telecamera sia intuitiva e non gravosi per l'equipaggio”, ha dichiarato Jeremy Myers, responsabile della NASA per la telecamera HULC. Anche la vecchia Hasselblad delle missioni Apollo era stata “semplificata” e resa semi-automatica per agevolare il lavoro degli astronauti (molti comunque hanno la passione della fotografia, come il nostro Luca Parmitano).

Credit: ESA
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La nuova fotocamera deve essere plasmata per catturare al meglio i dettagli delle rocce e delle altre strutture geologiche lunari, per questo le immagini ottenute dal prototipo sono state analizzate a fondo da scienziati planetari e geologi. “È stato molto utile avere a disposizione il punto di vista dei geologi per assicurarsi che le foto avessero la giusta risoluzione, profondità di campo ed esposizione per massimizzare i risultati scientifici”, ha sottolineato il dottor Myers. Durante le missioni Apollo furono impiegate quattro fotocamere con cui gli scienziati raccolsero poco più di 1.400 immagini. Con le nuove fotocamere digitali si ritiene che gli astronauti scatteranno molte più fotografie, oltre a raccogliere video per la prima volta.

Come indicato, la HULC è ancora un prototipo da perfezionare: “Stiamo cercando di scegliere gli obiettivi migliori per gli scatti sulla Luna e di ottimizzare le impostazioni in modo intelligente. Vogliamo che gli astronauti siano in grado di scattare un'immagine dettagliata di una struttura cristallina in una roccia e di catturare paesaggi, il tutto con la giusta esposizione”, ha spiegato il dottor Myers. Gli astronauti di Artemis 3 (o III) alluneranno nei pressi del Polo Sud del satellite, vicino a crateri perennemente in ombra per cercare il ghiaccio d'acqua. Sarà un ambiente molto complesso dove ottenere scatti dettagliati, per questo c'è ancora molto lavoro da fare sull'ottimizzazione della HULC.

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