Scoperto in Thailandia il fiore del diavolo, nero e con due “occhi” rossi: non fa fotosintesi né cerca la luce

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Il fiore del diavolo (Thismia daemona). Credit: Neeranuch Taosiri
In una montagna thailandese, nel cuore del Parco Nazionale Thong Pha Phum, i botanici hanno scoperto una nuova specie di pianta soprannominata “fiore del diavolo”. Thismia daemona non ha clorofilla né fa la fotosintesi per sopravvivere: sembra una pianta di Mordor.

In una foresta montana della Thailandia i ricercatori hanno scoperto una nuova specie di pianta dalle caratteristiche così peculiari che hanno deciso di chiamarla “fiore del diavolo”. Il nome scientifico scelto dai botanici, Thismia daemona, è infatti un chiaro riferimento alle sue proprietà “diaboliche”, se messe a confronto con quelle dei tipici organismi vegetali. Partiamo dall'aspetto, decisamente atipico e curioso. I fiori tubulari sono di un colore nero come la pece (o nero – brunastro in alcuni esemplari), sui quali spiccano nella porzione superiore due grossi “occhi” rossi-arancioni generati da tepali modificati. Sopra di essi spunta una mitra da cui emergono tre lunghe appendici a forma di clava con l'apice ricurvo, molto simili a sinistre corna. Gli stami sono di un blu traslucido e i tricomi sono bianchi. Da una certa angolazione, questi curiosi fiori sembrano civette stilizzate adornate da uno stranissimo cappello. Piante del genere, evidentemente, sarebbero ben integrate nel paesaggio di Mordor, regno oscuro della Terra di Mezzo al centro dell'universo fantasy de Il Signore degli Anelli creato dallo scrittore inglese John Ronald Reuel Tolkien.

Ma l'aspetto di Thismia daemona non è la sua unica peculiarità. Il fiore del diavolo, infatti, non cerca la luce come le altre piante, ma vive sotto uno spesso strato di foglie secche ed emerge dal sottobosco – l'altezza massima è di una dozzina di centimetri –  soltanto durante la fioritura. Si tratta inoltre di piante definite “achlorofille”, cioè non hanno la clorofilla e non sfruttano la fotosintesi per produrre il nutrimento e l'energia di cui hanno bisogno per sostenersi. Dunque come fanno i fiori del diavolo a sopravvivere se non sfruttano questo meccanismo? Il loro sostentamento non fotosintetico è legato a una rete di funghi sotterranea, cui sono connessi tramite radici pelose a forma di corallo ramificato. Per questa ragione sono definiti organismi micoeterotrofi.

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Il fiore del diavolo (Thismia daemona). Credit: Tosak Seelanan

A scoprire e descrivere questa pianta straordinaria è stato un team di ricerca thailandese guidato da scienziati dell'Unità di ricerca sulle piante della Thailandia – Dipartimento di Botanica della Facoltà di scienze dell'Università Chulalongkorn (Bangkok), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Erbario PSU – Divisione di Scienze Biologiche della Facoltà di Scienze dell'Università Prince of Songkla. I ricercatori, coordinati dal professor Sahut Chantanaorrapint, hanno trovato questa pianta a una quota compresa tra i 950 e i 970 metri nel sottobosco di una foresta montana nel cuore del Parco Nazionale Thong Pha Phum, tra foglie secche e piccole piante di bambù. Si tratta di un dettaglio significativo perché, fino ad oggi, le piante dello stesso genere – conosciute anche con il nome evocativo di “lanterne delle fate” – erano presenti solo in determinati habitat umidi. Ciò significa che i fiori del diavolo hanno un areale molto più ampio di quel che si immaginasse.

A rendere ancor più interessante la scoperta vi è il fatto che, all'interno del genere Thismia che comprende circa 120 specie di piante, solo 15 vivono in Thailandia. Fra esse, nel sottogruppo Geomitra, Thismia daemona è la prima in assoluto scoperta nel Paese asiatico; le altre erano state trovate tutte a Sumatra e nel Borneo. “Il ritrovamento di Thismia daemona nel Parco Nazionale di Thong Pha Phum è stata davvero una grande sorpresa”, ha affermato il dottor Chantanaorrapint in un comunicato stampa. “In genere – ha aggiunto il botanico – le specie di Thismia sono note per vivere nelle foreste pluviali di pianura perennemente umide; tuttavia, questa popolazione è stata scoperta in una foresta montana sempreverde stagionale ad un'altitudine di quasi 1.000 metri sul livello del mare.

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Il fiore del diavolo (Thismia daemona). Credit: PhytoKeys

I ricercatori hanno trovato una popolazione di fiore del diavolo composta da appena 50 piante, in un'area complessiva inferiore ai 0,05 chilometri quadrati. Poiché si trovano in un parco molto frequentato dai turisti, c'è il rischio che le piantine possano essere calpestate inavvertitamente; per questo motivo la specie è stata già segnalata come in “pericolo critico di estinzione” per la Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), anche se si tratta di un'indicazione provvisoria a causa dell'assenza di dati. Molte montagne dell'area non sono state esplorate e il fiore del diavolo potrebbe essere più diffuso di quanto osservato. I dettagli della ricerca “Thismia daemona (Thismiaceae), a new species from Thailand supported by morphological and molecular evidence” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PhytoKeys.

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