Plastica di uso quotidiano, oltre il 90% delle sostanze chimiche analizzate è ad alto rischio per la salute

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Un nuovo report dell’ Environmental Justice Foundation (EJF) ha esaminato migliaia di sostanze chimiche presenti in prodotti plastici di uso quotidiano, tra cui imballaggi per alimenti, giocattoli, tessili e articoli domestici.

La plastica di uso quotidiano, come quella di imballaggi alimentari, giocattoli, tessili, e articoli domestici, contiene sostanze chimiche che possono rappresentare un serio rischio per la salute. Secondo una nuova analisi dell’Environmental Justice Foundation (EJF), oltre il 90% delle sostanze valutate presenta caratteristiche di pericolosità e possibilità di esposizione da essere considerato ad alto rischio. In particolare, l’organizzazione ha preso in esame cinque categorie di prodotti in plastica e, tra le sostanze per cui erano disponibili dati sufficienti, ha riscontrato tra l’88,9% e il 92,8% di sostanze che possono essere considerate pericolose per l’uomo.

“Abbiamo analizzato gli effetti che queste sostanze chimiche contenute nella plastica possono avere sul corpo, insieme ai livelli di esposizione, per calcolare il rischio complessivo per la salute” ha affermato Naima Fenderl, autrice principale del report appena pubblicato. Tra i potenziali danni alla salute rientrano lo sviluppo di tumori, le alterazioni genetiche e la tossicità a carico del sistema endocrino, riproduttivo e degli organi.

I prodotti di plastica con più sostanze ad alto rischio

Il report ha preso in esame cinque categorie di prodotti in plastica di uso quotidiano, dagli imballaggi alimentari agli articoli per la casa e ai dispositivi medici. Per ciascuna ha messo in relazione le sostanze presenti nei prodotti con i dati disponibili sulla loro pericolosità e la possibilità di esposizione.

  • Imballaggi alimentari, pellicole, involucri, sacchetti, bottiglie, contenitori e vaschette: tra le 498 sostanze chimiche per cui erano disponibili entrambi i tipi di informazione, il 91,6% è stato classificato ad alto rischio per la salute.
  • Giocattoli per bambini: tra le 243 sostanze valutabili, la quota classificata ad alto rischio è dell’88,9%. Tra gli articoli considerati figurano costruzioni, personaggi, bambole, puzzle, tricicli, monopattini, macchinine a pedali e altalene, che possono contenere plastificanti, ritardanti di fiamma, coloranti e profumi, tra cui ftalati, fosfati e adipati.
  • Tessili, inclusi capi di abbigliamento sintetico, scarpe, tende, biancheria, tappeti, mobili e cuscini, oltre ai tessili utilizzati in edilizia, agricoltura e trasporti: tra le 601 sostanze per cui erano disponibili dati su pericolosità e possibilità di esposizione, il 92,8% è stato classificato ad alto rischio. La categoria comprende
  • Articoli domestici, come utensili e attrezzature da cucina, stoviglie, prodotti per la pulizia, articoli per il bagno, attrezzi da giardinaggio e forniture per ufficio e scuola: tra le 410 sostanze valutabili, il 92,4% è stato classificato ad alto rischio.
  • Prodotti per l’igiene e dispositivi medici, inclusi cerotti, siringhe, spazzolini, filo interdentale, tamponi, contenitori per pillole, tubi e dispositivi protesici. tra le 122 sostanze per cui erano disponibili dati su tossicità ed esposizione, il 92,6% è stato classificato ad alto rischio.

Per molte sostanze mancano ancora dati sulla sicurezza

A questi risultati si affianca il dato sulla mancanza di informazioni sulla sicurezza di migliaia di sostanze presenti nella plastica. Secondo l’analisi dell’EFJ, il 79,2% delle sostanze contenute nelle cinque categorie di prodotti prese in esame non dispone di dati rilevanti per valutarne tossicità, rischio di esposizione o entrambe, evidenziando un’importante lacuna nelle conoscenze sulla loro sicurezza.

Per gli imballaggi alimentari, questa quota si assesta attorno al 76%, mentre per i tessili al 75,3%. Nei giocattoli per bambini la quota scende al 53,4%, mentre raggiunge il 65,7% negli articoli domestici e il 50,6% nei prodotti per l’igiene e nei dispositivi medici.

La plastica è presente in ogni aspetto della nostra vita

La plastica è un problema per la quantità di rifiuti prodotti, ma anche per le migliaia di sostanze chimiche che contiene, molte delle quali possono essere trasferite ad alimenti, acqua, aria e organismo umano. L’esposizione può avvenire per ingestione, inalazione e per contatto cutaneo.

La produzione globale di prodotti plastici è passata da meno di 2 milioni di tonnellate nel 1950 a oltre 430 milioni di tonnellate all’anno. Secondo le proiezioni citate dal report, potrebbe più che raddoppiare entro il 2050 e più che triplicare entro il 2100. Entro il 2050, inoltre, si stima che verranno prodotte circa 2 miliardi di tonnellate di additivi chimici per la plastica.

A questa crescita si accompagna una conoscenza ancora incompleta delle sostanze utilizzate o presenti nei materiali plastici. Il progetto PlastChem, alla base dell’analisi, ha raccolto evidenze su oltre 16.000 sostanze chimiche presenti o commercializzate per l’uso nella plastica: più di 4.200 sono state identificate come pericolose per la salute umana e/o per l’ambiente, mentre per oltre 10.000 mancano informazioni sulla loro pericolosità.

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