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Paracetamolo, boom di casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti. AIFA: “Gravi rischi per la salute”

A seguito di un significativo incremento dei casi di sovradosaggio intenzionale di paracetamolo negli adolescenti, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato una nota di richiamo per sottolineare i gravi rischi per la salute che si corrono.
A cura di Andrea Centini
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L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato una nota di richiamo sull'uso corretto e consapevole del paracetamolo, in particolar modo da parte degli adolescenti, a causa del preoccupante incremento di segnalazioni di effetti avversi – anche gravi – in questa fascia d'età legate al sovradosaggio intenzionale. Il paracetamolo è uno dei farmaci più prescritti al mondo, grazie alla sua comprovata efficacia contro il dolore cronico e acuto (funzione analgesica) e contro la febbre (funzione antipiretica). Non a caso, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo pone come farmaco di prima linea nella sua scala dei trattamenti contro il dolore. Ma come tutti i farmaci in commercio, la sua autorizzazione è stata determinata dal rapporto favorevole fra costi e benefici ed è legata allo scrupoloso rispetto del dosaggio raccomandato (nel foglietto illustrativo e nella prescrizione medica, laddove presente). Come spiegato dalla stessa AIFA e dall'Istituto Humanitas, infatti, “l'assunzione eccessiva di paracetamolo può danneggiare il fegato”.

L'azione epatotossica è legata al fatto che il farmaco, sintetizzato per la prima volta alla fine del XIX secolo dal chimico statunitense Harmon Northrop Morse, una volta assunto viene trasformato in un metabolita tossico per il fegato. Per questo motivo non vanno superati i dosaggi raccomandati (variano anche in presenza di malattie croniche del fegato, alcolismo e altri fattori). Un dosaggio eccessivo, nei casi estremi, può innescare anche un'epatite fulminante e letale. Poiché tuttavia si tratta di un farmaco da banco, per il quale non è necessaria la prescrizione medica, alcuni possono erroneamente pensare che sia un medicinale privo di rischi, pertanto per combattere determinati malesseri eccedono nell'assunzione.

Il problema, come spiegato dall'AIFA nella sua nota pubblicata martedì 5 maggio, è particolarmente significativo per gli adolescenti. “Il richiamo – spiega l'Agenzia Italiana del Farmaco – si basa sull’analisi congiunta dei dati disponibili a livello nazionale, quelli della Rete Nazionale di Farmacovigilanza e, in particolare, quelli del Centro Antiveleni di Pavia, che indicano un numero significativo di casi di sovradosaggio intenzionale di paracetamolo in questa fascia di età. Pur in assenza di un incremento dei casi nel tempo e di evidenze riconducibili a comportamenti imitativi o a presunte ‘sfide social‘, il fenomeno rappresenta un rischio clinico rilevante, soprattutto considerando la vulnerabilità degli adolescenti”.

È alla luce di questi preoccupanti dati che, nella nota di richiamo, l'AIFA evidenzia l'importanza di “attenersi scrupolosamente alle dosi indicate nel foglio illustrativo o nella prescrizione medica”; di rispettare gli intervalli temporali delle somministrazioni, evitare l'uso incrociato con altri farmaci contenenti il medesimo principio attivo o composti che possono danneggiare il fegato; e di contattare immediatamente l'assistenza sanitaria in caso di sovradosaggio, anche se non si manifestano dei sintomi. L'AIFA sottolinea che gli adolescenti devono essere consapevoli dei rischi legati “all'uso improprio dei medicinali” e che gli adulti di riferimento devono svolgere “un ruolo attivo nel favorire una corretta informazione e un utilizzo responsabile”. Negli adolescenti il metabolismo epatico è ancora in maturazione e l'uso impulsivo e compulsivo di farmaci di banco facilmente accessibili, magari senza leggere i foglietti illustrativi, può sfociare in sovradosaggi intenzionali con conseguenze anche molto gravi e irreversibili.

L'Istituto Humanitas sottolinea di cercare immediatamente assistenza medica se, dopo l'assunzione del paracetamolo, si manifestano pelle arrossata, vesciche, difficoltà respiratorie e di deglutizione, orticaria, gonfiore in varie parti del corpo, prurito e altre condizioni. In presenza di sovradosaggio, l'AIFA specifica che si deve contattare un medico anche in assenza di sintomi.

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