Morta la Major Oak, la quercia di 1.200 anni simbolo della foresta di Sherwood e Robin Hood

La Major Oak, la quercia simbolo della foresta di Sherwood legata alla leggenda di Robin Hood, è morta. L’albero, che secondo le stime aveva circa 1.200 anni, non si è risvegliato dall’inverno ed è rimasto senza foglie, quando la primavera è ormai terminata. Secondo gli esperti, mostrava segni di declino da diversi anni, nonostante i numerosi interventi per salvarlo.
Dal 2021 la Major Oak era monitorata dalla Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), l’ente che gestisce il sito di interesse scientifico speciale (SSSI) della Foresta di Sherwood, che ha interpellato alcuni dei maggiori specialisti di suolo e alberi per comprenderne le reali condizioni. È stata le stessa RSPB a dare notizia della sua morte, precisando che la quercia non verrà abbattuta, ma continuerà a caratterizzare il paesaggio della foresta. “Ora offrirà rifugio a numerose specie che dipendono dal legno morto in decomposizione. È anche per la presenza di questi habitat che la foresta di Sherwood gode di particolari tutele ambientali”.
Le cause della morte della Major Oak
Le RSPB non ha determinato una singola causa precisa della morte della quercia, ma gli esperti ritengono che sia il risultato di una complessa combinazione di fattori. “Per oltre un secolo, i tentativi, pur benintenzionati, di preservarne l'imponente forma – attraverso l’utilizzo di puntelli metallici, tutori, cemento e rivestimenti – ne hanno impedito l'invecchiamento naturale, creando di fatto ulteriori ostacoli alla sua sopravvivenza” spiega l’ente. “Milioni di visitatori hanno inoltre compattato il terreno sabbioso intorno alle radici, rendendo difficile il passaggio di acqua, sostanze nutritive e ossigeno all'albero”.
La criticità della situazione è emersa in seguito a recenti indagini, che hanno rivelato che il terreno era estremamente duro e povero di vita, e che l’apparato radicale della Major Oak era molto più piccolo e debole di quanto suggerito da precedenti analisi. “Questa combinazione di terreno povero, interventi umani e un apparato radicale indebolito è stata un fattore determinante nel suo declino”.
Ad aggravare la situazione anche i cambiamenti climatici, in particolare le ondate di calore e siccità che hanno colpito il Regno Unito negli ultimi anni. “Hanno peggiorato le difficoltà che l’albero si trovava ad affrontare”.
La sua storia, tuttavia, non si concluderà con la morte dell'albero. Sono state infatti coltivate giovani piante ottenute da ghiande e talee della Major Oak e la RSPB sta valutando insieme ai propri partner come preservarne l'eredità. “Esistono già discendenti della celebre quercia piantati in diverse parti del mondo e sono allo studio iniziative per favorirne la crescita, affinché possano produrre a loro volta nuove ghiande e mantenere viva una storia che dura da oltre un millennio”.