Mario Tozzi a Fanpage.it: “Il Marsili prima o poi erutterà, un mega tsunami è il pericolo principale”

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Mario Tozzi davanti a Niscemi. Credit: Mario Tozzi
Il colossale vulcano sottomarino Marsili è balzato nuovamente agli onori della cronaca nazionale, a seguito delle recenti scosse di terremoto al largo delle isole Eolie (Sicilia), seppur non correlate. Fanpage.it ha contattato il geologo, primo ricercatore del CNR e conduttore di Sapiens Mario Tozzi per un commento sui rischi legati al gigante sommerso.
Intervista a Mario Tozzi
Geologo, Primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), divulgatore scientifico e conduttore televisivo di Sapiens - Un Solo Pianeta su Rai3

A seguito delle recenti scosse di terremoto registrate al largo delle Eolie, con la più forte verificatasi poco dopo mezzogiorno di lunedì 23 ottobre e sfociata in un'allerta tsunami di livello arancione, sì è tornati a parlare del grande vulcano sottomarino Marsili, la cui vetta giace a centinaia di metri di profondità nel cuore del Mar Tirreno meridionale. Gli esperti non hanno rilevato alcuna correlazione tra la sequenza di terremoti e il gigantesco vulcano attivo, il più grande sottomarino d'Europa con i suoi circa 60 chilometri di lunghezza e 20 chilometri di larghezza. Il fenomeno sismico dei giorni scorsi, che ha destato non poca preoccupazione tra i residenti delle isole siciliane, ha riacceso i riflettori sui potenziali rischi legati questo colosso sommerso. Per comprenderne meglio il potenziale impatto e rischi, Fanpage.it ha contattato il geologo Mario Tozzi, Primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), divulgatore scientifico e conduttore televisivo del programma Sapiens – Un Solo Pianeta su RAI 3. Proprio domani, sabato 31 ottobre 2026, alle 21.30 sarà trasmessa la prima puntata della nuova serie, dedicata ai 60 anni dall'alluvione di Firenze e al rischio idrogeologico in Italia.

Dottor Tozzi, nei giorni scorsi si è tornati a parlare del vulcano Marsili a seguito dei terremoti al largo delle Eolie. Sebbene non ci siano correlazioni, cosa può dirci su questo vulcano sottomarino e sui rischi associati?

Il Marsili è un vulcano attivo che si trova nel basso Tirreno e fa parte di un sistema di vulcani sottomarini presenti in quell'area. Tra questi ci sono anche il Vavilov, un suo “lontano parente” e la catena vulcanica del Palinuro. Questi vulcani testimoniano un fenomeno geologico molto importante: il Tirreno è un bacino che si sta aprendo, un mare che si sta formando dal punto di vista geologico. Potenzialmente, il Tirreno è in grado di diventare un oceano, sostituendo il Mediterraneo. In altre parole, presenta dinamiche simili a quelle degli oceani, anche se su scala ridotta.

Che cosa significa esattamente che il Tirreno si sta "aprendo"?

Significa che nel sottosuolo risalgono magmi che, nel tempo, contribuiscono alla formazione di nuova crosta oceanica. Questa attività avviene attraverso grandi fratture della crosta terrestre oppure tramite edifici vulcanici come il Marsili, il Vavilov e i vulcani della catena del Palinuro. Si tratta di strutture geologicamente molto giovani. Il Tirreno, infatti, si sta formando da circa 10 milioni di anni.

Esistono testimonianze storiche di eruzioni del Marsili?

Non esistono testimonianze dirette tramandate dall'uomo, come avvenuto per esempio con l'isola Ferdinandea, il vulcano emerso nel 1831 a sud della Sicilia e successivamente sprofondato sotto il livello del mare. Nel caso del Marsili non abbiamo memoria storica di eruzioni osservate dall'uomo, ma le evidenze geologiche e stratigrafiche dimostrano che si tratta di un vulcano attivo. Ed è enorme. Ha un asse maggiore lungo circa 60 chilometri ed è alto quasi 2.000 metri rispetto al fondale circostante. È una struttura vulcanica di dimensioni davvero impressionanti.

In caso di eruzione, quale sarebbe il principale rischio?

Il pericolo maggiore non sarebbe tanto l'eruzione in sé, quanto la possibile generazione di tsunami. Questi potrebbero essere provocati da grandi frane sottomarine oppure, nello scenario più significativo, dal collasso dell'edificio vulcanico. Se una grande eruzione svuotasse parzialmente la camera magmatica, potrebbe formarsi una caldera e il conseguente sprofondamento potrebbe generare tsunami molto importanti. Un fenomeno analogo è avvenuto nella storia di Santorini, con la differenza che lì il vulcano era emerso, mentre il Marsili è completamente sommerso. Sono gli tsunami con le onde più alte, li possiamo chiamare mega tsunami.

Ci spieghi

Gli tsunami possono avere origini diverse. Quelli generati dai terremoti sono quelli che danno vita alle onde più basse. Gli tsunami vulcanici, quelli prodotti da frane sottomarine o, ancor peggio, dall'impatto di un asteroide, possono raggiungere altezze enormemente superiori. In alcuni casi si può parlare di onde alte anche 100 – 200 metri. Questo è il pericolo maggiore.

Un vulcano di queste dimensioni è difficile da monitorare?

No. Naturalmente non viene monitorato con la stessa intensità riservata ai Campi Flegrei o al Vesuvio, ma è una struttura abbastanza sotto controllo. Eventuali movimenti significativi del fondale o accumuli di materiale che ne modificassero l'altezza sarebbero rilevati.

Sulle sue pendici sono presenti numerosi coni vulcanici minori, circa 80. Ce ne sono alcuni che preoccupano più di altri?

I coni vulcanici presenti nell'area sono molti e alcuni sono stati attivi in tempi relativamente recenti. Tuttavia non ce n'è uno che, attualmente, desti particolari preoccupazioni più degli altri. Ma potrebbero formarsene di nuovi, questo è un po' il problema.

Esistono stime sui tempi di una futura eruzione del Marsili?

No. Nessuno può dire se il Marsili erutterà tra un anno, tra dieci anni o tra due secoli. L'unica cosa che possiamo affermare con certezza è che, trattandosi di un vulcano attivo, prima o poi tornerà a eruttare.

Cambiamo argomento. Sta per iniziare la nuova stagione di "Sapiens". Ci può anticipare qualcosa?

La prima puntata sarà dedicata ai sessanta anni dall'alluvione di Firenze e, allo stesso tempo, a un anno dalla grande frana che ha colpito Niscemi. L'obiettivo è mostrare come l'Italia continui a essere il Paese con il più alto rischio idrogeologico di tutta l'Europa. C'è il record europeo di frane. Basti pensare che sul territorio nazionale si concentrano circa 620.000 delle 750.000 frane rilevate in Europa.

Siamo andati a Niscemi per capire che cosa sia successo e quali siano le cause di eventi di questo tipo. Allo stesso tempo abbiamo ricostruito i giorni dell'alluvione di Firenze, chiedendoci se una tragedia simile potrebbe verificarsi ancora oggi. Per la puntata dedicata all'alluvione di Firenze utilizzeremo anche il film realizzato da Franco Zeffirelli subito dopo l'evento. Inoltre saranno presenti contributi provenienti da diverse parti del mondo, tutti legati al tema del dissesto idrogeologico e del rischio naturale. Sapiens, prodotto da RAI Cultura, andrà in onda il sabato sera alle 21.20 su Rai 3, per quattro puntate che chiuderanno la stagione.

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