“L’Ebola non è sotto controllo”: l’Africa CDC teme la peggiore epidemia della storia

L’epidemia di Ebola dichiarata un mese fa emergenza sanitaria internazionale dall’OMS potrebbe diventare la peggiore della storia se non verranno rapidamente affrontate le criticità nella risposta sanitaria. È l’avvertimento arrivato dal direttore generale dell’Africa CDC, Jean Kaseya, secondo cui la diffusione del virus rischia di superare le più gravi crisi provocate dall’Ebola. “Se non fermiamo l’epidemia molto presto, sarà peggiore di quella che abbiamo avuto nell’Africa occidentale e nella Repubblica Democratica del Congo orientale” ha dichiarato Kaseya durante una riunione virtuale dei capi di Stato africani in Burundi. Il riferimento è alle due più grandi epidemie di Ebola degli ultimi anni: quella che tra 2014 e il 2016 colpì Guinea, Liberia e Sierra Leone causando oltre 11.000 morti e quella che tra il 2018 e il 2020 interessò il Kivu orientale, nella Repubblica Democratica del Congo, provocando più di 2.200 decessi.
Attualmente, l’epidemia conta almeno 827 casi confermati e 194 decessi, ma è in gran parte fuori controllo nelle province del Nord e del Sud Kivu e dell’Ituri. L’epidemia è causata dalla specie Bundibubyo del virus Ebola, per la quale non esistono vaccini o trattamenti.
Perché l’epidemia di Ebola non è ancora sotto controllo
Tra le principali criticità segnalate dall’Africa CDC c’è il tracciamento dei contatti, uno degli strumenti più importanti per interrompere la trasmissione del virus. Secondo l’Agenzia sanitaria dell’Unione Africana, migliaia di persone entrate in contatto con casi di Ebola non sono ancora state rintracciate, rendendo difficile interrompere le catene di trasmissione.
“Il contenimento dipende soprattutto dall’individuazione rapida dei casi, dall’isolamento dei pazienti, dal tracciamento dei contatti e da sepolture sicure e dignitose” precisa l’Agenzia, ricordando che il virus si trasmette attraverso i fluidi corporei anche dopo la morte. “Quando vaccini e terapie non sono disponibili, le misure di base salvano vite”.
Alle difficoltà operative si aggiungono quelle economiche. L’Africa CDC ha segnalato un deficit di finanziamento di 21,5 milioni di dollari e ha invitato governi, partner e donatori ad agire rapidamente. Durante il vertice dei leader africani, il presidente del Burundi, Évariste Ndayishimiye, attuale presidente dell’Unione Africana, ha dichiarato che il piano continentale da 518 milioni di dollari previsto per i prossimi sei mesi ha raccolto finora meno di 100 milioni.
Jean Kaseya ha avvertito che ulteriori ritardi potrebbero far aumentare drasticamente il costo della risposta all’epidemia. “Se non lo otterremo nelle prossime quattro settimane, non chiederemo di nuovo 500 milioni di dollari, ma circa 1,5 miliardi. Se ritardiamo ulteriormente, arriveremo a 7,5 miliardi di dollari" ha affermato.