Il volo di bombi e calabroni non viola alcuna legge della fisica
Tra le frasi motivazionali più citate e condivise sui social network c'è quella sui bombi (o sui calabroni, a seconda della versione), nella quale si sostiene che questi insetti non potrebbero volare secondo le leggi della fisica, eppure «loro non lo sanno e lo fanno lo stesso». Il messaggio che questa frase vuole trasmettere è piuttosto semplice, ovvero che limiti apparentemente insormontabili – o peggio, le opinioni degli altri – non devono tagliarci le gambe e impedirci di raggiungere i nostri obiettivi, anche quelli più ambiziosi. In sostanza, nessuno ha il diritto di dirci che non ce la possiamo fare, che siamo inadeguati per arrivare a un determinato traguardo.
La frase a effetto e un po' abusata, è finita anche al centro della recente e bella canzone “Le_Ali” di Max Pezzali, accompagnata da un video nostalgico che ha conquistato il cuore dei fan degli 883 (e non solo). Il ritornello è il seguente:
“C’è una storia che si sente raccontare
Di quegli insetti che si ostinano a volare
Nonostante in teoria non lo potrebbero fare
E però non lo sanno perché hanno le ali nel cuore”
In questo caso il riferimento al presunto "super potere" degli imenotteri è legato alla storia di due ragazzi di periferia, Max Pezzali e Mauro Repetto, che grazie al talento e ai sacrifici sono riusciti a dar vita a una delle band musicali tra le più amate in Italia, divenuta un vero e proprio simbolo per i giovani degli anni '90.
Ma torniamo ai nostri artropodi, del resto siamo su una pagina di Scienze. È vero che bombi e calabroni volano sebbene le leggi della fisica, in base alle loro caratteristiche anatomiche, non lo permetterebbero? Assolutamente no. E a spiegarne le ragioni è l'ecologo Andrea Bonifazi, fondatore della pagina Scienze Naturali, divulgatore scientifico e scrittore. In un post pubblicato su Facebook e Instagram, con un velo di ironia ha spiegato che, se le leggi della fisica dicono che non potete volare,, difficilmente ci riuscireste nonostante tanta buona volontà, sottolineando che è «meglio evitare di provarci». Poi è andato dritto al nocciolo della questione.
Tutto ruoterebbe attorno all'opera “Le Vol des Insectes” scritta dallo zoologo e ingegnere aeronautico (quando si dice passione per lo studio) Antoine Magnan, che all'inizio del secolo scorso si concentrò sullo studio del volo di insetti e uccelli per applicarlo ai velivoli a motore. Insegnò Meccanica animale applicata all'aviazione al Collège de France fino al 1938, anno della sua scomparsa. Nel suo testo il professor Magnan scrisse di aver applicato le leggi della resistenza dell'aria agli insetti, giungendo alla conclusione che il loro volo è impossibile, sulla base dei calcoli messi a punto assieme al collega matematico André Sainte-Laguë. Questa prima parte del suo ragionamento, seguita da un'altra in cui sottolinea che non c'è da stupirsi per i risultati ottenuti per via delle dinamiche sconosciute del volo degli insetti, è stata estrapolata e decontestualizzata, finendo per essere trasformata nella celebre (o forse sarebbe meglio dire, famigerata) frase motivazionale.
«Il problema di fondo – evidenzia il dottor Bonifazi – è che il fondamento scientifico su cui si basa è l'aver trattato il bombo come un aeroplano in miniatura, applicando al suo volo un modello aerodinamico errato. Infatti, le ali di un aereo generano portanza mentre si muovono nell'aria con un flusso relativamente stabile, mentre le ali del bombo oscillano avanti e indietro rapidamente, cambiando continuamente orientamento e creando vortici d'aria che generano portanza. Applicando al volo di un insetto un modello pensato per un'ala fissa, ignorando il movimento delle ali, si ottiene una stima sbagliata della portanza disponibile.» Il ricercatore romano sottolinea pertanto che il volo di bombi e calabroni non viola assolutamente leggi della fisica, ma è «perfettamente compatibile con la meccanica dei fluidi».
“La canzone di Max è molto bella e la citazione usata è perfettamente adatta al racconto che ci vuole trasmettere musicalmente. Una romantica licenza poetica che, però, affonda le radici in una convinzione annosa, ma imprecisa”, ha affermato a Fanpage.it il dottor Bonifazi. “Tuttavia, la spiegazione scientifica che ci fa capire che un insetto vola semplicemente perché può farlo, non rimuove il velo di poesia che aleggia su questa massima motivazionale. Anzi, forse rende il tutto più affascinante”, ha chiosato l'esperto. Recentemente Bonifazi ci ha raccontato che gli escrementi che si trovano su terrazzi e davanzali nella maggior parte dei casi non appartengono a topi e ratti, bensì ai gechi.