Le foto della meravigliosa danza dei pesci volanti a Genova, biologa Motta: “Mai visti così tanti”

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La danza dei pesci volanti sull'acqua. Credit: Gabriella Motta
Quest’anno, innanzi a Genova, è stato visto un numero eccezionale di pesci volanti, che la biologa marina Gabriella Motta ha immortalato con la sua fotocamera. Le foto e il racconto di questo magico incontro nel Mediterraneo.

Fra le cose più belle ed emozionanti che è possibile osservare durante un'escursione in mare vi sono le acrobazie dei pesci volanti, pesci ossei appartenenti alla famiglia degli esocetidi (Exocoetidae) conosciuti anche come “pesci rondine”. Questi splendidi animali marini, come suggerisce il nome, hanno evoluto uno straordinario adattamento che ha permesso loro di conquistare anche l'ambiente aereo, sebbene non si possa certo dire che volino come gli uccelli, i pipistrelli o gli insetti. In sostanza, questi pesci spiccano dei balzi a grandissima velocità dalla superficie del mare, sfruttando le pinne pettorali allargate e a forma di vela per planare elegantemente sull'acqua.

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Pesce volante. Credit: Gabriella Motta

I pesci volanti sono in grado di coprire centinaia di metri e restare in aria per decine di secondi, grazie al profilo aerodinamico delle pinne che genera portanza e consente planate rapide spettacolari. Sembrano dei piccoli jet che sfrecciano sul Grande Blu. Secondo il Guinness World Record, il primato documentato di volo più lungo appartiene a un pesce volante filmato nel maggio del 2008 nelle acque tra l'isola di Kuchinoerabujima e l'isola di Yakushima (prefettura di Kagoshima), in Giappone: l'esemplare, filmato da una troupe televisiva di NHK che si trovava a bordo di un traghetto, volò per ben 45 secondi a una velocità stimata di circa 30 chilometri orari. In genere questi pesci si tengono entro 1 metro dalla superficie dell'acqua, tuttavia in alcuni casi possono raggiungere un'altezza di ben 6 metri.

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Pesci volanti. Credit: Gabriella Motta

Chiaramente questi balzi, che hanno un costo energetico non indifferente, hanno uno scopo ben preciso: secondo i ricercatori, infatti, si è evoluto per sfuggire ai predatori marini, come pesci spada, tonni e lampughe, che restano disorientati da un pasto non solo velocissimo, ma in grado letteralmente di sparire dal mare e ripiombare chissà dove, a centinaia di metri di distanza.

Alcune specie di pesce volante usano come profili aerodinamici solo le pinne pettorali, talvolta così lunghe da raggiungere la pinna caudale, mentre altre sfruttano anche le pinne ventrali, dando vita a un “velivolo vivente” con quattro ali e non due. Nel Mar Mediterraneo sono presenti quattro specie, due più comuni (Cheilopogon heterurus e Hirundichthys rondeletii) e due più rare (Exocoetus volitans e Exocoetus obtusirostris). Tra chi ha avuto l'opportunità e il privilegio di poter osservare e fotografare più volte questi meravigliosi animali vi è la biologa marina Gabriella Motta del Consorzio Liguria Via Mare, che lavora come avvistatrice e scienziata di bordo durante le escursioni di whale watching.

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Pesce volante. Credit: Gabriella Motta

“Quest'anno – spiega Gabriella a Fanpage.it – da metà settembre in poi, soprattutto verso la fine del mese, abbiamo iniziato a vedere molti pesci volanti, veramente tanti. Non mi era mai capitato di vederne così numerosi come quest'anno. Li abbiamo visti soprattutto in uscita dal porto di Genova, a un miglio dalla costa. Partivano proprio ai lati della nostra motonave, se ne vedevano anche a decine insieme.” “Nelle giornate col mare calmo, piatto e liscio come una tavola, si riusciva a vedere proprio lo zigzag sulla superficie dell'acqua, prodotto dalla coda eterocerca”, ha aggiunto l'esperta. La pinna caudale eterocerca è quella caratterizzata da un lobo più lungo dell'altro, come si può osservare in molti squali, fra i quali il caso estremo è rappresentato dallo squalo volpe. “È un particolare interessante, dato che la maggior parte dei pesci ossei, o perlomeno una buona parte dei pesci ossei, ha una coda omocerca (con due lobi identici NDR)”, spiega la biologa, aggiungendo che il pesce volante usa la parte inferiore e più lunga per fare da perno. “Muovendo la coda lateralmente produce questi zigzag che gli permettono di stare il più possibile fuori dall'acqua, fino a quando non si tuffano nuovamente dentro il mare”, afferma la dottoressa Motta.

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Pesci volanti. Credit: Gabriella Motta

È interessante notare che questa danza sull'acqua, che lascia scie e disegni ben visibili nelle splendide foto che Gabriella ha condiviso con Fanpage.it, è stata rappresentata anche nel film Avatar: La Via dell'Acqua, dove ci sono creature cavalcabili chiaramente ispirate ai pesci volanti. Il regista James Cameron, del resto, è un grande appassionato di biologia marina è ha tratto ispirazione dal Grande Blu per molte delle sue opere.

Anche noi abbiamo avuto la fortuna di avvistare e fotografare alcuni pesci volanti, nel Mare Nostrum ma soprattutto nell'Oceano Atlantico, nelle acque attorno alle Azzorre, dove li abbiamo visti spiccare il volo a velocità impressionanti vicino al nostro gommone. Qui di seguito potete vedere un nostro scatto molto fortunato: questi pesci sono infatti talmente rapidi da risultare difficilissimi da inquadrare e mettere a fuoco in tempo. Spesso si sparano raffiche a caso con la fotocamera nella speranza di coglierli.

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Pesce volante fotografato alle Azzorre. Credit: Andrea Centini

“La cosa impressionante e meravigliosa è la permanenza fuori dall'acqua, la distanza che coprono”, ha sottolineato la dottoressa Motta. “Quando li vedi di persona ti rendi conto della meraviglia e dello spettacolo che stai che stai vivendo. A volte noi biologi di bordo commentiamo questa ‘tecnica di volo'  fuori dall'acqua, facendo notare che le pinne pettorali vengono tenute fisse, non battute come le ali di un uccello. Spieghiamo che si tratta di un adattamento da parte dei pesci che hanno ‘imparato a volare' fuori dall'acqua per sfuggire ai predatori. Sono piccoli, veloci e io rimango sempre stupita ogni volta che li vedo, quindi il più delle volte non riesco neanche a fotografarli, sia per la velocità che per l'emozione di osservarli”, ha chiosato la Gabriella. Comprendiamo perfettamente le sue parole, sia sulla difficoltà del “metterli nel mirino” che sulla grande emozione che si prova a vederli dal vivo: sono infatti tra le creature più affascinanti che è possibile osservare in Natura.

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Pesce volante. Credit: Gabriella Motta
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