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5 Agosto 2022
18:37

Il 2022 è l’anno più caldo di sempre in Italia, primi 7 mesi roventi: l’allarme del CNR

I dati raccolti dall’ISAC-CNR indicano che ad oggi il 2022 è l’anno più caldo di sempre nel nostro Paese. Nei primi 7 mesi temperature più elevate della media.
A cura di Andrea Centini
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A sinistra, temperature di giugno in Italia. Credit: CNR
A sinistra, temperature di giugno in Italia. Credit: CNR

Se il 2022 finisse in questo momento, saremmo innanzi all'anno più caldo in assoluto nella storia dell'Italia. Per i primi sette mesi dell'anno, infatti, siamo a ben + 0,98° C rispetto alla media storica del medesimo periodo. Ad annunciarlo l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR), nel suo rapporto mensile dedicato al clima del Bel Paese. Non a caso da settimane stiamo vivendo un'ondata di “caldo iperestremo” paragonabile a quella del 2003, l'anno più caldo a livello globale da quando viene tenuta traccia della "febbre" del pianeta. In Italia, tuttavia, l'anno più rovente ad oggi risulta il 2018, che al termine dei 12 mesi fece registrare un + 1,58° C rispetto alla media annuale.

I primi sette mesi dell'anno del 2022 hanno fatto registrare medie generalmente molto elevate, pertanto, se questo trend dove continuare anche tra agosto a dicembre, è verosimile che il 2022 scalzerà il 2018 dalla testa della classifica. Il mese di luglio appena concluso, ad esempio, è stato uno dei più torridi in assoluto dal 1800 ad oggi, secondo solo a quello registrato proprio nel 2003. Secondo i dati ISAC-CNR, infatti, le temperature sono state di ben + 2,26° C al di sopra della media di riferimento.

Tra le cause dell'ondata di calore la presenza ingombrante dell'anticiclone africano, che ha preso il posto del ben più mite anticiclone delle Azzorre, che decenni fa ci regalava estati decisamente più gradevoli. Oggi riesce a fare solo capolino ogni tanto. Questo scambio tra le due masse d'aria d'alta pressione si ritiene sia legato sia a fenomeni naturali, come l'indebolimento delle correnti a getto, che a fenomeni di origine antropica. Le emissioni di CO2 (anidride carbonica) e altri gas a effetto serra, i principali catalizzatori dei cambiamenti climatici, sono infatti in grado di alterare gli equilibri dei cicli atmosferici e dunque influenzare anche correnti e temperature. Anche l'indebolimento delle correnti a getto potrebbe essere “aiutato” dal riscaldamento globale.

Non solo luglio, ma anche maggio e giugno sono stati particolarmente roventi rispetto alla media dei due mesi, innalzando la temperatura del 2022 fin quasi di 1° C sopra la media dal 1800. Intervistato dall'ANSA, il dottor Michele Brunetti dell' ISAC-CNR specifica che fino ad oggi il 2022 ha fatto registrare medie particolarmente elevate in tutti i mesi, ma ciò non significa che alla fine di dicembre saremo sicuramente innanzi all'anno più rovente in Italia, “perché se nei prossimi mesi le medie mensili dovessero scendere, anche quella annuale scenderebbe”, ha chiosato l'esperto.

Al momento siamo solo sulla “buona strada” (o meglio, sulla cattiva strada) e bisogna solo sperare che questo caldo asfissiante si attenui. Il problema dei cambiamenti climatici risiede nel fatto che queste ondate di calore risulteranno sempre più frequenti e intense in futuro, se non taglieremo in modo netto e drastico le emissioni. Ciò catalizzerà di conseguenza anche l'aumento delle temperature medie e con esse il rischio di anni sempre più caldi. Un recente studio condotto da Climate Central ha ad esempio previsto che entro il 2100 diverse città degli Stati Uniti avranno una temperatura paragonabile a quella delle città del Medio Oriente, come ad esempio Dubai e Baghdad.

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