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Fiji, scoperta isola artificiale di 1.200 anni: “È fatta di conchiglie, creata con scarti alimentari”

Nell’arcipelago delle Fiji è stata scoperta una nuova isola quasi interamente composta da conchiglie di molluschi. Secondo gli scienziati ha 1.200 anni ed è stata creata accumulando scarti alimentari.
A cura di Andrea Centini
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I ricercatori hanno scoperto una nuova isola nell’arcipelago delle Fiji (o Figi), composto da oltre 300 isole popolate e altre centinaia di piccoli territori emersi e disabitati. Scoprirne una nuova, in questo dedalo nel cuore dell’Oceano Pacifico sud-occidentale, potrebbe non sembrare sorprendente; ma la nuova isola di circa 3.000 metri quadrati, identificata al largo di Culasawani, a nord della costa di Vanua Levu, è davvero speciale. Essa, infatti, per il 70–90 percento è composta da conchiglie di molluschi e, molto probabilmente, si tratta di un’isola artificiale generata dall’accumulo di scarti alimentari circa 1.200 anni fa. In sostanza, secondo gli esperti, gli antichi abitanti della regione hanno consumato o lavorato in tempi relativamente brevi una quantità enorme di molluschi, tanto da dare vita a una vera e propria isola formata dal deposito delle conchiglie. Le isole formate da scarti alimentari prendono il nome di midden island.

A scoprire e descrivere la nuova isola delle Fiji è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati australiani dell’Università della Sunshine Coast, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di numerosi istituti. Tra quelli coinvolti, il Centro Oceanico per le Arti, la Cultura e gli Studi del Pacifico dell’Università del Pacifico del Sud (Repubblica delle Fiji), la Facoltà di Agricoltura, Pesca e Foreste dell’Università Nazionale delle Fiji, il Dipartimento di Geografia dell’Università di Cork (Irlanda) e il Museo delle Fiji. I ricercatori, coordinati da Patrick D. Nunn del Centro australiano per la ricerca sulle isole del Pacifico, avevano identificato per la prima volta la strana isola nel gennaio 2017, ma solo ora ne hanno analizzato a fondo le caratteristiche, facendo emergere la sua peculiarità. Si tratta infatti della prima isola artificiale di cumuli di conchiglie scoperta nel Pacifico meridionale, a ovest della Papua Nuova Guinea, come indicato nell’abstract dello studio.

L’isola, come detto, è composta per il 70–90 percento da conchiglie di molluschi; la parte restante è argilla e sabbia. Inizialmente i ricercatori hanno ipotizzato che potesse trattarsi di una terra emersa generata da onde di tsunami, che avrebbero accumulato i detriti in un’area concentrata (l’isola raggiunge un’altezza media di 60 centimetri durante l’alta marea). Tuttavia, le analisi hanno portato a scartare questa ipotesi. Le ragioni sono diverse: il deposito di conchiglie è omogeneo e non presenta strati o segni di rimescolamento intenso; tutte le conchiglie appartengono a specie commestibili; sono presenti frammenti di ceramica risalenti alla cosiddetta “fase Ra”; il deposito non si estende oltre l’isola e non si assottiglia verso l’interno. Tutto lascia immaginare che su quell’area (o su palafitte in stile Lapita) vivesse un’antica popolazione che, in un periodo relativamente breve, consumò una quantità enorme di molluschi, tanto da dar vita a una vera e propria isola. Non si può escludere che esistesse una sorta di “industria” della lavorazione, in cui la carne dei molluschi veniva prelevata e poi inviata altrove. Curiosamente, non sono state trovate lische di pesce o strumenti in pietra.

La datazione al radiocarbonio indica che questo accumulo risale al 760 d.C. circa (circa 1.200 anni fa), con un intervallo compreso tra il 420 e il 1040 d.C. Ciò suggerisce il coinvolgimento della popolazione Lapita, legata ai primi colonizzatori dell’arcipelago. Una volta formatasi l’isola, attorno ad essa si è sviluppata una foresta di mangrovie che ne ha custodito i segreti fino ai giorni nostri. Siamo dunque di fronte a un’isola completamente diversa da quelle “nuove” scoperte negli ultimi anni: una emersa in Alaska a causa dello scioglimento di un ghiacciaio; un’altra comparsa nel Mar Caspio per l’abbassamento del livello dell’acqua; e altre due nell’Oceano Pacifico e nel Mar Cinese Meridionale (al largo del Giappone) a causa dell’attività vulcanica. I dettagli della nuova ricerca, “Shell-Dense Island Off Culasawani, Vanua Levu Island, Fiji: Midden or Muddle?”, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Geoarchaeology.

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