Enorme fabbrica di magneti e metalli a base di terre rare in costruzione negli USA: la sfida di Trump alla Cina
Magneti e metalli a base di terre rare sono considerati tra i componenti più preziosi delle nuove tecnologie e la loro produzione è saldamente in mano alla Cina. Pechino, infatti, detiene una quota significativa del mercato mondiale perché è l'unico Paese a poter disporre dell'intera filiera produttiva, dall'estrazione alla raffinazione, passando per metallurgia e fabbricazione su larga scala. Non a caso, fino a circa il 70 percento della produzione mondiale di terre rare appartiene alla Cina, che si traduce anche nella produzione mondiale del 90 percento (e oltre) di magneti. Fra essi anche quelli denominati NdFeB (neodimio-ferro-boro), i magneti permanenti più potenti ad oggi disponibili. Essi, infatti, sono caratterizzati dalla più alta densità di energia magnetica fra i magneti permanenti, sono fortissimi anche in piccole dimensioni e resistono alla smagnetizzazione. Sono ampiamente utilizzati per costruire motori delle auto elettriche, robot governati dall'IA, generatori delle turbine eoliche e sistemi militari. Chi controlla questa filiera produttiva, di fatto, ha in pugno l'economia globale del futuro. E gli Stati Uniti, per non farsi sfilare la leadership commerciale dalla Cina, stanno facendo il possibile per tenere il passo e investire nelle terre rare e nei magneti.
A tal proposito, mercoledì 9 settembre la grande società USA Rare Earth, Inc. (quotata in borsa) ha posato la prima pietra per la realizzazione di un nuovo, gigantesco impianto destinato proprio alla produzione di metalli e magneti a base di terre rare. La fabbrica è in costruzione a Blacksburg, nella Carolina del Sud, con l'obiettivo di realizzare “una catena di approvvigionamento di terre rare sicura e integrata per gli Stati Uniti e i suoi alleati.” L'investimento è di ben 1,2 miliardi di dollari e permetterà di creare circa 500 nuovi posti di lavoro “altamente qualificati e ben retribuiti nel settore manifatturiero nella regione Upstate della Carolina del Sud”, spiega USA Rare Earth, Inc.
L'obiettivo di capacità produttiva dello stabilimento, che occuperà un'area di circa 75.000 metri quadrati, è estremamente ambizioso: si punta infatti a realizzare ben 6.400 tonnellate metriche all'anno (tpa) dei sopracitati magneti permanenti NdFeB, oltre a 5.000 tpa di metalli e leghe a base di terre rare. Se tutto andrà secondo i piani, l'impianto entrerà in funzione in tempi relativamente brevi, dato che la messa in servizio è prevista per il 2028. Nel frattempo è in programma anche l'espansione dello stabilimento già attivo di Stillwater in Oklahoma, dove la produzione è iniziata quest'anno. Alla luce dei molteplici e nevralgici settori in cui questi materiali giocano un ruolo fondamentale, l'amministrazione Trump ha acquisito il 10 percento di USA Rare Earth, Inc. e messo sul piatto un accordo da ben 1,6 miliardi di dollari. Non c'è da stupirsi proprio per l'importanza che magneti potenti e terre rare ricoprono per difesa, intelligenza artificiale, energie rinnovabili e anche industria aerospaziale, tutti settori in cui gli Stati Uniti sono in stretta concorrenza con la Cina. L'interesse per la Groenlandia di Donald Trump va letto nel medesimo contesto di geopolitica.
Il nuovo stabilimento di Blacksburg non verrà coinvolto in tutta la filiera; le terre rare, infatti, arriveranno dal Brasile (dalla miniera di Pela Ema) e dal giacimento di Round Top in Texas, dopo essere state raffinate e separate. Nel nuovo impianto i metalli e le leghe verranno lavorati per ottenere i potentissimi magneti. “L'inizio dei lavori a Blacksburg rappresenta un momento importante perché trasforma la nostra visione da semplici progetti su carta in un'infrastruttura concreta”, ha affermato in un comunicato stampa la CEO di USA Rare Earth Barbara Humpton. “Stiamo creando le capacità di cui l'America ha bisogno per produrre in patria materiali e magneti essenziali a base di terre rare, investendo al contempo a lungo termine nelle persone e nelle comunità che ci aiuteranno a raggiungere questo obiettivo. Siamo orgogliosi che il prossimo capitolo della crescita di USA Rare Earth si stia costruendo qui, nella Carolina del Sud”, ha aggiunto l'esperta. Non resta che attendere la messa in funzione della fabbrica per capire se la capacità produttiva sarà rispettata.