Crede che sia solo singhiozzo, ma non passa: era l’unico sintomo di un problema nascosto

Immagine
È il caso di un uomo di 65 anni che si è presentato in ospedale con un singhiozzo che durava da 4 giorni e nessun altro sintomo che facesse pensare a qualcosa di più serio.

Un singhiozzo che durava da quattro giorni, ma nessun altro sintomo che facesse pensare a qualcosa di più serio: è così che un uomo di 65 anni si è presentato in ospedale, convinto che quel disturbo fosse solo un episodio fastidioso, che non riusciva tuttavia a far passare. Fumava un pacchetto di sigarette al giorno ed era allergico alla penicillina, ma non aveva né febbre o brividi, né in quei giorni aveva avuto tosse, dolori o sudorazione notturna. I suoi parametri vitali erano sostanzialmente nella norma, ma la persistenza del singhiozzo ha spinto i medici a ricoverarlo e indagare più a fondo.

Di solito, il singhiozzo è un fenomeno transitorio, provocato da una contrazione involontaria del diaframma e dei muscoli intercostali, seguita da un’improvvisa chiusura della glottide, che produce il caratteristico “hic”. Generalmente innocuo e di breve durata, quando si manifesta per più di 48 ore viene definito persistente e può essere un segnale di diverse condizioni, tra cui problemi dell’apparato digerente, del sistema nervoso centrale o degli organi nel torace.

Il singhiozzo era il sintomo di un problema polmonare

Un primo sospetto che il singhiozzo fosse il segnale di una condizione sottostante era emerso alla visita pneumologica, quando l’equipe di medici che ha seguito il caso, guidata dal dottor Antonio Al Hazzouri del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Balamand di Beirut, in Libano, aveva rilevato “una ridotta ventilazione polmonare nelle zone medie e inferiori del polmone destro”.

Gli esami iniziali avevano escluso tumori e infezioni gastrointestinali, ma la concentrazione della proteina C-reattiva, un marker di infiammazione, era pari a di 297 mg/L, ben al di sopra del valore considerato normale. Anche la conta dei globuli bianchi era elevata, con i neutrofili, cellule del sistema immunitario che aiutano a contrastare le infezioni batteriche, che costituivano l’81,3% del totale.

I medici hanno quindi richiesto una TC del torace, che ha mostrato una lesione polmonare nel lobo inferiore destro, con una cavità di circa 2,8 centimetri di larghezza dall’aspetto tipico di un ascesso polmonare, cioè un accumulo di pus causato da un’infezione batterica. Un successivo test PCR sul liquido di lavaggio polmonare ha identificato Klebsiella pneumoniae, il batterio responsabile dell’infezione.

Quando il singhiozzo è l’unico segnale

Nel caso pubblicato sulla rivista Clinical Medicine Insights: Case Reports, i medici hanno evidenziato come, in situazioni in cui è persistente, il singhiozzo possa essere “l’unico sintomo di una grave patologia toracica, incluso un ascesso polmonare, anche in assenza di febbre o sintomi respiratori”.

In genere, questo tipo di problema polmonare si manifesta con sintomi come affaticamento, sudorazione notturna, febbre, brividi o tosse con espettorato, mentre nel caso dell’uomo “il singhiozzo è stato il solo indizio clinico che ha portato alla scoperta incidentale di un ascesso polmonare”.

Il trattamento ha richiesto diverse settimane di terapia, con la somministrazione di tre antibiotici, inizialmente la combinazione piperacillina-tazobactam per via endovenosa, interrotta per una reazione allergica e sostituita da levofloxacina per via endovenosa, seguita da tigeciclina per due settimane. Con il trattamento dell’infezione, il singhiozzo si è risolto e una volta dimesso dall’ospedale, l’uomo ha completato un ciclo domiciliare a base di levofloxacina orale di sei settimane, fino alla completa guarigione.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views