Creato strumento che mostra i percorsi migliori per salvarsi da un maremoto
I ricercatori hanno messo a punto uno strumento economico e replicabile che aiuta le persone a scegliere il percorso migliore per salvarsi da uno tsunami (o maremoto). Si tratta di un'applicazione che combina più parametri al fine di mostrare la strada giusta da imboccare per non essere travolti in base al tempo che si ha a disposizione: di fatto, è una sorta di Google Maps di emergenza, sebbene non in tempo reale. Tra i parametri utilizzati dagli scienziati figurano tracce GPS derivate da esercitazioni ad hoc, mappe di evacuazione e simulazioni di inondazioni innescate da un grande terremoto. Il tutto viene tradotto in brevi e semplici video di grande impatto, che mostrano quali percorsi vengono inondati e in quanto tempo durante un maremoto.
Il 23 ottobre 2026, in seguito a una sequenza di scosse di terremoto nei pressi delle Eolie, la più potente delle quali di magnitudo 5.0, è stata diramata un'allerta di livello arancione per il rischio di un possibile maremoto, cui sono seguite anche alcune evacuazioni in Sicilia. Fortunatamente il fenomeno non si è manifestato, ma è chiaro che essere preparati innanzi a simili eventi è fondamentale per salvare quante più vite possibili. Nei Paesi particolarmente esposti al rischio, come Giappone e Cile, i cittadini hanno a disposizione mappe di evacuazione che li aiutano a identificare i percorsi migliori da percorrere nel caso si inneschi il disastro naturale. Spesso vengono svolte esercitazioni periodiche proprio per essere pronti a una simile evenienza.
Queste mappe, però, per quanto utilissime, presentano un limite di fondo sostanziale: sono statiche, pertanto non mostrano l'impatto del fattore tempo. Naturalmente, più rapidamente ci si incammina verso i percorsi indicati, maggiori sono le probabilità di salvarsi, tuttavia più passa il tempo e più il numero di percorsi ancora in grado di condurci alla salvezza si riduce. Ma quali sono quelli giusti? Lo strumento messo a punto dagli scienziati colma proprio la lacuna delle mappe statiche: mostra sempre i percorsi migliori, ma li lega alla dipendenza temporale. Per fare un esempio pratico, se un percorso preso 5 minuti dopo la scossa può portarci alla salvezza, potrebbe non farlo più dopo 8 minuti; lo strumento indica quali restano i “percorsi buoni” in relazione al tempo a disposizione.
A mettere a punto l'applicazione sono stati i ricercatori Alejandra Gubler e Matías Carvajal, rispettivamente dell'Istituto di Geografia presso l'Università Cattolica Pontificia di Santiago del Cile e di Valparaiso. I due studiosi si sono concentrati sulle tracce GPS raccolte tra il 2022 e il 2026 dai partecipanti a esercitazioni di evacuazione a Viña del Mar, una comunità del Cile centrale particolarmente esposta al rischio di tsunami. Qui, infatti, si prevede un evento catastrofico in futuro. Purtroppo, a seguito di una forte terremoto, per chi vive lungo la costa cilena ci sono pochissimi minuti per mettersi in salvo da un maremoto, così i residenti conducono periodicamente esercitazioni, aiutandosi con le sopracitate mappe di evacuazione statiche per farsi trovare pronti.

Gli studiosi hanno preso i dati GPS e li hanno combinati con simulazioni di inondazioni innescate da un terremoto, facendo emergere quanto il fattore tempo fosse fondamentale nel determinare la scelta del percorso giusto. In tutto sono state analizzate 119 traiettorie GPS, a ciascuna delle quali sono stati associati tre tempi di partenza, dal momento esatto in cui i sismografi hanno rilevato il sisma: evacuazione immediata o 0 minuti (T0), a 8 minuti dall'evento (T8) – tempo generico associato all'emissione di un'allerta tsunami – e a 12 min (T12), il momento in cui l'onda colpisce la costa. Il tool ha calcolato che delle 119 traiettorie seguite dai partecipanti, solo in 100 conducevano alla salvezza partendo immediatamente; a T8 il numero dei percorsi utili è crollato a 49; mentre a T12 ne erano rimasti soltanto tre.
I ricercatori hanno raggruppato tutte le traiettorie in 13 corridoi di salvezza principali, il cui numero si chiudeva rapidamente in base al tempo trascorso. È interessante notare che anche distanze ridotte tra un corridoio e l'altro potevano fare una differenza enorme sulla possibilità di essere travolti o meno. "In contesti prossimi al terremoto, come nel Cile centrale, dove lo tsunami può raggiungere la costa in pochi minuti, il margine di sicurezza è molto ridotto, quindi ogni minuto conta davvero", ha affermato in un comunicato stampa la dottoressa Gubler, aggiungendo che i video elaborati dallo strumento hanno avuto un impatto molto forte su chi aveva partecipato alle esercitazioni.
«Sovrapponendo le traiettorie all'inondazione in avanzamento, lo strumento produce video intuitivi che rendono visibili le conseguenze di una partenza ritardata a residenti, autorità e decisori», hanno scritto gli autori dello studio, aggiungendo che il metodo economico e facilmente replicabile «integra i modelli di evacuazione dettagliati e può essere particolarmente utile nelle comunità soggette a tsunami con risorse limitate, favorendo la consapevolezza, la preparazione e la comunicazione del rischio di evacuazione.» I dettagli della ricerca “A Low‐Cost Tool for Communicating the Time‐Critical Feasibility of Near‐Field Tsunami Evacuation: A Proof of Concept in Viña del Mar, Chile” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Seismological Research Letters.