Se gli alieni arrivassero sulla Terra, cosa mangerebbero? Le ipotesi dell’esperto di nutrizione

Con la recente uscita del nuovo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, si è tornato a parlare molto di alieni. L’argomento, negli ultimi tempi, è stato spesso sulla cresta dell’onda mediatica, non solo grazie alla desecretazione dei cosiddetti “X Files” annunciata dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma anche per la recente visita dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS. Le sue anomalie, infatti, sono state al centro di osservazioni ardite e suggestive, soprattutto da parte del fisico e astronomo dell’Università di Harvard Avi Loeb, che ha pubblicato diversi articoli a sostegno della potenziale natura artificiale della cometa aliena.
Un tema particolarmente affascinante legato alla potenziale visita di organismi extraterrestri sulla Terra riguarda la loro alimentazione. In molti film di fantascienza, come La guerra dei mondi con Tom Cruise (rivisitazione del romanzo originale di H.G. Wells), gli esseri umani sono al centro del menù, spesso insieme alle mucche. Nelle varie interpretazioni a tinte horror gli alieni si nutrono direttamente della carne oppure, come avviene nel film di Spielberg del 2005, la nostra specie viene “liquefatta” e “triturata” per ottenere un composto rosso con cui irrorare e fertilizzare il pianeta. Chiaramente, non avendo mai avuto a che fare con gli alieni (non sappiamo nemmeno se esistono, sebbene molti lo ritengano probabile), non sappiamo esattamente di cosa si nutrano.
Un’ipotesi in tal senso è stata fatta per gioco – ma comunque con i piedi ben piantati nella scienza – dal professor José Miguel Soriano del Castillo, docente di Nutrizione e Bromatologia presso il Dipartimento di Medicina Preventiva e Salute Pubblica dell’Università di Valencia (Spagna). In un articolo pubblicato su The Conversation, lo studioso sottolinea che ciascuna specie sulla Terra ha una dieta modellata da evoluzione e simbiosi, come ad esempio il koala che si nutre essenzialmente di eucalipto e le sopracitate mucche che ottengono energia dalla cellulosa grazie a batteri simbionti. Anche ciascuno di noi “mangia nel contesto della propria cultura, del microbiota intestinale, delle condizioni mediche, dell’età, del budget e della propria storia di vita”. Fra l’altro, noi siamo l’unica specie extraterrestre (o meglio, con capacità extraterrestri) che conosciamo, e la dieta degli astronauti deve essere modulata appositamente.
Con la microgravità, spiega Soriano del Castillo, diminuisce l’appetito, cambia il gusto, si modificano metabolismo, massa muscolare e idratazione; i cibi necessitano di una consistenza e conservazione differenti. Tutti cambiamenti che si verificano a poche centinaia di chilometri sopra le nostre teste. Un alieno che arrivasse sulla Terra potrebbe trovare un ricchissimo buffet di sostanze edibili per noi e le altre specie della biosfera, ma non è detto che lo siano per la sua. Anche se gli alieni fossero basati su carbonio e acqua come noi, il cibo terrestre potrebbe non essere adatto per amminoacidi incompatibili, risultare indigeribile o addirittura tossico. Nella Guerra dei mondi gli alieni non vengono sconfitti dalle armi umane, ma da microrganismi tossici per loro, che potrebbero essere presenti nell’ambiente e nel cibo.
Ammesso che gli alieni possano mangiare il cibo terrestre, quale sarebbe il loro consumo? Qui entra in gioco la scienza, spiega l’autore dell’articolo, sottolineando che determinati principi possono essere applicati anche a creature immaginarie come i “grigi” e altre figure aliene della fantascienza. Il classico grigio o omino verde (“marziano”), con un peso stimato di 25–40 chilogrammi, avrebbe un consumo basale di circa 800–1.100 kcal/giorno, che potrebbe aumentare sensibilmente con un cervello enorme (tipico) e con una vita particolarmente attiva. Un cosiddetto rettiliano di 100–150 kg potrebbe arrivare a consumare oltre 3.000 kcal/giorno se endodermico, muscoloso e attivo; se invece fosse un vero rettile, consumerebbe molto meno. Un alieno umanoide di stazza umana, con un peso tra gli 80 e i 100 kg, potrebbe avere bisogno di un apporto calorico giornaliero “compreso tra 1.900 e 2.300 kcal a riposo e tra 2.500 e 4.000 kcal durante l’attività”, evidenzia lo scienziato. Una forma di vita sintetica, un’intelligenza artificiale “post-biologica”, d’altro canto, non avrebbe bisogno di nutrienti, ma di elettricità, calore e altre forme di energia per ricaricarsi.
“Se un visitatore extraterrestre fosse composto da carbonio, acqua e avesse una composizione chimica simile a quella terrestre, il nostro pianeta gli offrirebbe un buffet piuttosto rischioso. Vi si trova acqua liquida, sali, carbonio organico, zuccheri, grassi, amminoacidi e minerali, ma anche potenziali tossine, agenti patogeni, allergeni e altre molecole incompatibili”, sottolinea l’esperto, aggiungendo che tante cose a disposizione non significano necessariamente commestibilità o utilità. “In astrobiologia – aggiunge – si ritiene generalmente che la vita richieda tre elementi: una fonte di energia, un mezzo liquido e gli elementi chimici adatti. Ma questo non significa che tutti gli esseri viventi nell’universo seguano la stessa dieta. La dieta non riguarda solo l’energia: riguarda la biochimica, il microbioma e l’evoluzione.”
Ecco perché gli alieni, nel caso in cui dovessero visitarci, potrebbero non trovare ciò di cui hanno bisogno per prosperare. Essi potrebbero non aver bisogno del cibo degli esseri umani (o degli esseri umani stessi) per nutrirsi, ma magari delle materie prime, come “acqua, azoto, fosforo, ferro, sali, lipidi, biomassa microbica o semplici molecole organiche”. Da qui anche l’idea della Guerra dei mondi di usarci come concime, e non direttamente come mangime. “Se mai dovessimo entrare in contatto con esseri biologici extraterrestri, non avremmo bisogno solo di diplomatici, linguisti o ingegneri. Avremmo bisogno anche di esperti in grado di capire quali molecole tollerano queste forme di vita, di quanta energia hanno bisogno, cosa le avvelena, quali microrganismi ospitano e quali risorse potrebbero utilizzare senza distruggere gli ecosistemi del pianeta. In altre parole, avremmo bisogno di nutrizionisti alieni”, ha chiosato l’esperto.