Come una carie può causare un’infezione ai polmoni: il caso di Daniel Osvaldo
Una grave infezione polmonare causata da una carie non curata: sarebbe questa la causa del problema di salute dell’ex calciatore Daniel Osvaldo, ricoverato in un ospedale di Llavallol, in Argentina, dopo un intervento chirurgico d’urgenza per un grave versamento pleurico. Le ultime notizie riportano un miglioramento delle sue condizioni, mentre proseguono cure e accertamenti per individuare con precisione i microrganismi responsabili dell’infezione polmonare. Lo stesso Osvaldo ha raccontato di aver inizialmente sottovalutato i sintomi, attribuendoli a dolori muscolari e ritardando così i controlli medici, fino al peggioramento del quadro clinico con l’estensione dell’infezione alla pleura e il versamento pleurico come complicanza.
In una recente intervista, Osvaldo ha rivelato che, durante il ricovero, i medici hanno individuato una carie come origine dell’infezione ai polmoni e hanno estratto il dente sospettato di aver agito da serbatoio dei microrganismi patogeni.
Come è possibile che una carie possa causare un’infezione ai polmoni
Una carie non curata favorisce e concorre allo sviluppo di alterazioni del microbioma del cavo orale, promuovendo la proliferazione di specie patogene che possono predisporre a polmoniti e altre infezioni delle basse vie respiratorie. Questi microrganismi possono raggiungere i polmoni attraverso la respirazione oppure, in alcuni casi, diffondendosi attraverso il flusso sanguigno.
È anche possibile che mediatori biologici, come citochine infiammatorie o enzimi idrolitici rilasciati da un’infezione dentale possano essere aspirati nelle vie aeree, causando infiammazioni che aumentano la suscettibilità alle infezioni.
L’associazione tra una cattiva salute orale ed insorgenza di patologie respiratorie è documentata in numerosi studi. Tra le specie correlate alla carie e alle infezioni del cavo orale e coinvolte nell’asse bocca-polmone figurano batteri del genere Veillonella, Prevotella, Klebsiella e Pseudomonas, riscontrati più frequentemente nelle infezioni delle basse vie respiratorie.