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13 Luglio 2022
13:38

C’è un dettaglio nascosto in una delle foto del telescopio spaziale James Webb

Nelle immagini della nebulosa dell’Anello Meridionale si cela una lunga striscia luminosa mai osservata prima d’ora: è la vista laterale di una galassia lontana.
A cura di Valeria Aiello
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La nebulosa dell’Anello meridionale ripresa dalla NIRcam (a sinistra) e dal MIRI (a destra) del telescopio spaziale James Webb. Le frecce verdi indicano la lunga scia luminosa / NASA, ESA, CSA e STScI.
La nebulosa dell’Anello meridionale ripresa dalla NIRcam (a sinistra) e dal MIRI (a destra) del telescopio spaziale James Webb. Le frecce verdi indicano la lunga scia luminosa / NASA, ESA, CSA e STScI.

Le prime, incredibili foto del telescopio spaziale James Webb, dalla primissima anteprima della più profonda e nitida immagine a infrarossi dell’Universo, seguita dallo spettro atmosferico dell’esopianeta gassoso Wasp-96b e dagli scatti della nebulosa dell’Anello Meridionale, del Quintetto di Stephan e della nebulosa della Carina, mostrano il nostro cosmo come mai visto prima d’ora. Ma c’è un dettaglio che a un primo sguardo ci è sfuggito: si nasconde nelle immagini della nebulosa planetaria Anello Meridionale, la nuvola di gas in espansione che circonda una stella morente, che si trova a circa 2.000 anni luce di distanza. Ed è qui che, scrutando attraverso la polvere cosmica della nebulosa, i potenti occhi a infrarossi del James Webb hanno catturato quella che sembra una lunga striscia luminosa, nascosta nella parte superiore sinistra dell’immagine.

Cos’è la lunga striscia luminosa nello sfondo della nebulosa Anello Meridionale

La lunga striscia bluastra (indicata dalla freccia verde), è in realta una galassia vista lateralmente / NASA, ESA, CSA e STScI.
La lunga striscia bluastra (indicata dalla freccia verde), è in realta una galassia vista lateralmente / NASA, ESA, CSA e STScI.

Ho fatto una scommessa, puntando sul fatto che facesse parte della nebulosa – ha detto l’astronomo della NASA, Karl Gordon durante la presentazione dell’immagine, secondo quanto riportato da Business Insider – . Ma ho perso la scommessa, perché poi abbiamo esaminato con più attenzione sia le immagini della NIRcam (Near-Infrared Camera, ndr) sia del MIRI(Mid-Infrared Instrument, ndr), ed è chiaramente una galassia lontana”.

La lunga striscia luminosa è dunque la vista laterale di una galassia, che non solo ha un aspetto decisamente intrigante ma fornisce anche una prospettiva che potrebbe consentire agli astronomi di affinare la loro conoscenza di questi oggetti. Anche la maggior pare dei punti luminosi colorati, ha spiegato la NASA, sono galassie, e non stelle.

Le foto della nebulosa Anello Meridionale

Nel complesso, le due immagini – mostrate di seguito nel dettaglio – mostrano la nebulosa Anello Meridionale quasi frontalmente, con due stelle al centro, bloccate in un’orbita stretta. Quella più debole, al centro dell’immagine, è una nana bianca – il nucleo collassato di una stella morta – che, durante la sua vita, era fino a otto volte la massa del Sole. Raggiunta la fine della sua vita, ha spazzato via i suoi strati esterni e il nucleo è collassato in un oggetto ultradenso (fino a 1,4 volte la massa del Sole), racchiuso in un oggetto delle dimensioni della Terra. Il telescopio spaziale James Webb ha rivelato per la prima volta che questa stella è ammantata di polvere. La stella più luminosa è, invece, in una fase precedente della sua evoluzione stellare e probabilmente espellerà la propria nebulosa planetaria in futuro.

A sinistra l’immagine della nebulosa Anello Meridionale ottenuta con la Near–Infrared Camera (NIRCam) del telescopio James Webb. A destra, l’immagine della stessa nebulosa ottenuta con il Mid–Infrared Instrument (MIRI) del telescopio James Webb, che mostra per la prima volta che la seconda stella è circondata dalla polvere / NASA, ESA, CSA e STScI.
A sinistra l’immagine della nebulosa Anello Meridionale ottenuta con la Near–Infrared Camera (NIRCam) del telescopio James Webb. A destra, l’immagine della stessa nebulosa ottenuta con il Mid–Infrared Instrument (MIRI) del telescopio James Webb, che mostra per la prima volta che la seconda stella è circondata dalla polvere / NASA, ESA, CSA e STScI.

Se potessimo ruotare le immagini per vederle di taglio, scopriremmo che la forma tridimensionale della nebulosa Anello Meridionale è più simile a quella di due ciotole, ciascuna rivolta con la parte inferiore verso l’altra, che si aprono tra loro con un grande foro al centro. “Poiché le nebulose planetarie esistono da decine di migliaia di anni, osservare la nebulosa è come guardare un film al rallentatore eccezionale” ha precisato la NASA.

Ogni guscio emesso dalla stella offre ai ricercatori la capacità di misurare con precisione il gas e la polvere che sono presenti al suo interno. “Questa polvere finirà per arricchire le aree circostanti, espandendosi in quello che è noto come mezzo interstellare. E poiché è molto longeva, la polvere potrebbe finire per viaggiare nello spazio per miliardi di anni e incorporarsi in una nuova stella o pianeta”.

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