Cancro al seno più diffuso: nuova terapia riduce molto il rischio di progressione della malattia o morte

Immagine
Cancro al seno. Credit: iStock
I ricercatori hanno dimostrato che una nuova terapia contro la forma più diagnosticata di cancro al seno, la HR+/HER2-, è in grado di ridurre sensibilmente il rischio di progressione della malattia o morte. I risultati dello studio di Fase 3 pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica The New England Journal of Medicine.

Una nuova terapia combinata contro la forma di cancro al seno più diffusa ha offerto ottimi risultati in uno studio di Fase 3 pubblicato sul The New England Journal of Medicine, la più autorevole rivista medica al mondo. I farmaci giredestrant ed everolimus, entrambi somministrati per via orale, hanno infatti praticamente raddoppiato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nelle donne affette da carcinoma mammario avanzato ER-positivo/HER2-negativo (o HR+/HER2-). La terapia è risultata particolarmente efficace nelle pazienti con una specifica mutazione del gene ESR1, fortemente associata alla resistenza alle terapie endocrine.

Rispetto al trattamento con everolimus più terapia standard, le pazienti con mutazioni di ESR1 sottoposte alla nuova terapia hanno infatti raggiunto 10,0 mesi senza progressione della malattia, contro i 5,5 mesi del gruppo di controllo. Ciò corrisponde a una riduzione del 63 percento del rischio di progressione o morte. Per il gruppo generale delle pazienti coinvolte nello studio, anche senza le sopracitate mutazioni, la nuova terapia ha garantito 8,8 mesi di sopravvivenza libera da progressione contro i 5,5 mesi del trattamento standard. Questo dato corrisponde a una riduzione del 44 percento del rischio di progressione o morte. Per quanto concerne gli effetti collaterali, non sono state rilevate differenze significative con la terapia standard. Tra le reazioni avverse più rilevate figurano stomatite (infiammazione della bocca), diarrea e anemia.

Siamo dunque innanzi a risultati estremamente positivi di cui potranno beneficiare le pazienti affette da tumore della mammella avanzato o metastatico positivo al recettore degli estrogeni (ER-positivo o HR-positivo) e negativo al recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2-negativo). Tra i sottotipi di cancro al seno, quello HR/ER-positivo-HER2-negativo è il più diagnosticato al mondo; basti pensare che, in base a quanto indicato dal National Cancer Institute degli Stati Uniti, ben il 70 percento dei casi di cancro al seno è rappresentato da questa forma. Questa notizia, pertanto, può donare speranza a moltissime pazienti affette da questa diffusa malattia oncologica, tra le più diagnosticate al mondo.

A determinare che la combinazione di farmaci giredestrant più everolimus è in grado di migliorare sensibilmente la sopravvivenza libera da progressione è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti l'Hospital General Universitario Gregorio Marañón di Madrid (Spagna), l'Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Modena (Italia), la Tokai University School of Medicine di Isehara (Giappone), la società Genentech di San Francisco e molti altri.

I ricercatori, coordinati dalla professoressa Erica L. Mayer, hanno coinvolto 373 pazienti nello studio di Fase 3 evERA, randomizzato e in aperto, al fine di valutare l'efficacia della nuova terapia rispetto a un trattamento standard. I farmaci coinvolti sono il giredestrant, definito dagli autori dello studio in un comunicato stampa «un nuovo degradatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERD) di nuova generazione e antagonista completo», e l'everolimus, un inibitore della proteina mTOR. Spesso queste pazienti sviluppano resistenza ai farmaci tradizionali, in particolar modo quelle con mutazioni di ESR1; per questo motivo sono state sottoposte alla nuova terapia sperimentale.

Come indicato, i risultati ottenuti con il nuovo trattamento sono stati sensibilmente superiori rispetto alla terapia standard, praticamente raddoppiando la sopravvivenza libera da progressione. “C'è un bisogno urgente di terapie nuove e più efficaci per i tumori al seno metastatici ER-positivi, in particolare per le pazienti i cui tumori sviluppano resistenza alle attuali terapie endocrine e che hanno mostrato una progressione della malattia dopo il trattamento con inibitori di CDK4/6”, ha affermato la professoressa Erica Mayer, che dirige la ricerca clinica sul cancro al seno presso il Dana-Farber Cancer Institute ed è la ricercatrice principale dello studio evERA. "I risultati che pubblichiamo oggi dimostrano che una nuova terapia di combinazione può migliorare sostanzialmente il controllo della malattia rispetto a una terapia standard e può apportare grandi benefici a un elevato numero di pazienti con tumore al seno in stadio avanzato”, ha aggiunto l'esperta. “Questi risultati, tra cui un raddoppio quasi completo della sopravvivenza libera da progressione nella popolazione con mutazioni di ESR1, indicano una nuova opzione altamente efficace per le pazienti affette da carcinoma mammario metastatico HR+”, ha chiosato la ricercatrice.

Come spiegato da Roche, la Food and Drug Administration (FDA) degli USA ha fissato il Prescription Drug User Fee Act (PDUFA) per girestrant nel trattamento del tumore al seno in fase iniziale al 30 novembre 2026, mentre per la malattia avanzata al 18 dicembre 2026. I dettagli della ricerca, "Giredestrant plus Everolimus in Advanced Breast Cancer", sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views