Apparizioni della Madonna a Medjugorje: la posizione della Chiesa e i test “scientifici” sui veggenti

Tra lunedì 27 e martedì 28 luglio 2026 un giovane ha vandalizzato il santuario di Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, imbrattando con vernice nera alcune statue della Madonna (fra cui quella sulla cosiddetta Collina delle Apparizioni e quella situata presso la Croce Blu). Durante l'atto vandalico, ripreso dalle telecamere, è stato dato alle fiamme l’altare esterno della Parrocchia di San Giacomo – incendio poi domato rapidamente – e sono state lasciate anche scritte contro i sei veggenti che, da adolescenti, avrebbero iniziato a vedere la Vergine Maria a partire dal 1981. Si tratta di Ivan Dragičević, Marija Pavlović, Jakov Čolo, Mirjana Dragičević, Ivanka Ivanković e Vicka Ivanković.
Al momento non si conosce il movente dell'attacco; tuttavia le frasi rivolte ai veggenti – apostrofati come “impostori” – e i riferimenti al male e al diavolo suggeriscono che chi l'ha compiuto non creda né alle presunte apparizioni mariane a Medjugorje né al culto ad esse associato. Il presunto autore sarebbe inoltre un giovane ex tossicodipendente coinvolto in un percorso di fede da cui è stato tratto anche un film-documentario. L'uomo frequenterebbe da tempo il santuario, ma ora rischia cinque anni di carcere per i danni arrecati al luogo di culto profanato.
Le presunte apparizioni mariane a Medjugorje
Medjugorje è al centro di significative polemiche sin da quando gli adolescenti hanno iniziato a parlare delle apparizioni della Madonna sul Podbrdo, la Collina delle Apparizioni. Le prime a vederla, il 24 giugno 1981, sarebbero state Ivanka Ivanković e Mirjana Dragičević, che poi avrebbero rapidamente coinvolto anche gli altri quattro. I sei avrebbero continuato ad avere le visioni di questa figura femminile – avvolta da luce celestiale azzurra e con un bambino in braccio – per diversi giorni consecutivi. Quando la notizia iniziò a diffondersi, la polizia ostacolò le visite sulla collina, facendo sottoporre i “veggenti” anche a visite psichiatriche. Fu persino arrestato il prete del paese, Jozo Zovko, accusato di aver organizzato una messinscena.
I ragazzi affermarono di aver avuto altre apparizioni mariane anche al di fuori della collina, ad esempio nella Parrocchia di San Giacomo e nelle loro abitazioni, alimentando ulteriormente la curiosità per la vicenda. Ben presto la notizia giunse su giornali importanti e Medjugorje divenne meta di pellegrinaggio. La polizia, a un certo punto, non ostacolò più le visite. Come per Fatima e Lourdes – che tuttavia sono riconosciuti dalla Chiesa come luoghi di apparizione autentici – i veggenti ricevettero (a loro dire) dei segreti da parte della Madonna. Mirjana Dragičević avrebbe anche una “pergamena” proveniente dal Paradiso che solo lei sarebbe in grado di leggere (appare come un foglio bianco). Si stima che oggi circa 3 milioni di persone si rechino ogni anno presso il santuario sorto nell'area delle apparizioni: secondo fedeli e veggenti proseguirebbero quotidianamente (o in giorni precisi) anche ai giorni nostri.
La posizione della Chiesa su Medjugorje
La posizione della Chiesa sulle apparizioni mariane a Medjugorje, ad oggi, non è ancora definitiva. Nel 1986 la commissione diocesana intervenuta sul caso espresse la formula “Constat de non supernaturalitate”, la stessa usata per le presunte apparizioni della Madonna a Trevignano. Ciò significa che non è stata dimostrata l'origine soprannaturale delle apparizioni. Nel 1991 la Conferenza episcopale emise la dichiarazione di Zadar, con la quale veniva ribadita l'impossibilità di affermare che si tratti di vere apparizioni e fenomeni soprannaturali. Sette anni dopo, pur non riconoscendo come autentiche le apparizioni, la Congregazione autorizzò i pellegrinaggi a Medjugorje. La Chiesa ha provato a fare chiarezza con un'apposita commissione guidata dal cardinale Camillo Ruini e istituita da Papa Benedetto XVI a partire dal 2010. Nel 2014 essa sarebbe giunta alla conclusione che le prime sette apparizioni potrebbero essere autentiche, mentre le successive non sono state ritenute credibili. Papa Francesco, nel 2017, ha nominato un inviato speciale per la Santa Sede a Medjugorje e nel 2019 ha autorizzato i pellegrinaggi organizzati da diocesi e parrocchie, ma ha sottolineato più volte che questo processo non riconosce né autentica le apparizioni.
Bergoglio, del resto, è stato spesso critico nei confronti del culto a Medjugorje, soprattutto riguardo alle apparizioni mariane “a orari e programmate”, su cui si basa molto del business legato alle visite dei pellegrini al santuario (sono sorti hotel e altre infrastrutture per ospitarli). “Preferisco la Madonna madre, non la Madonna capo-ufficio che manda messaggi ogni giorno”, disse Papa Francesco, esprimendo tutta la sua perplessità riguardo alle apparizioni continue. Nonostante Medjugorje sia sotto il controllo diretto del Vaticano, che supervisiona sacramenti e pellegrinaggi, non lo riconosce (o perlomeno non ancora) come luogo di apparizioni autentiche come Fatima e Lourdes. Viene comunque considerato un luogo di grazia e preghiera, con frutti positivi legati a conversioni, guarigioni, riconciliazioni, opere di carità, ecc.
Cosa dice la scienza sulle apparizioni di Medjugorje
Fin dalle prime apparizioni i veggenti sono stati sottoposti a vari esami e studi, per verificare la sanità mentale, cosa accadeva durante le estasi, come percepivano il mondo reale e simili. Uno degli studi più citati da chi segue il culto di Medjugorje è quello del medico francese Henri Joyeux, che nel biennio 1984–1985 applicò degli elettrodi ai veggenti proprio durante le estasi. Scrisse che la loro percezione visiva del mondo esterno spariva e che la scienza non era in grado di spiegare i dati, quindi il fenomeno sarebbe stato da considerare soprannaturale. Anche un neurofisiologo e un altro neurologo giunsero alla conclusione che le estasi dei veggenti, sani di mente, avessero caratteristiche di misticismo. Tuttavia, come sottolineato dal CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), non si trattava di studiosi indipendenti, ma di medici e ricercatori molto vicini ai movimenti religiosi e dunque non neutrali. Talvolta sposavano anche posizioni pseudoscientifiche. Joyeux, ad esempio, è stato radiato dall’ordine dei medici, mentre altri sostenevano pranoterapia e medicina olistica medievale. I veggenti non avrebbero accettato di sottoporsi a controlli scientifici indipendenti per verificare il loro stato.
Un curioso esperimento effettuato da Jean-Louis Martin nel 1985, documentato in video, mostra che durante le estasi i veggenti erano tutto fuorché disconnessi dal mondo esterno. In quell'occasione, infatti, fece finta di infilare un dito nell'occhio a Vicka Ivanković, che invece di restare immobile ebbe un riflesso con la testa per evitare di essere colpita. Questo comportamento contraddice la teoria di Joyeux, secondo la quale i veggenti, durante le estasi, entrerebbero in una totale “sospensione dei sensi”. Il medico francese provò a dimostrarlo con il test del cartoncino posizionato davanti agli occhi, che – secondo i veggenti – non oscurava la visione della Madonna. La reazione di Vicka evidenzia invece che i veggenti percepiscono ciò che accade attorno a loro. Vicka Ivanković si giustificò dicendo che in quel momento la Madonna le avrebbe mostrato il bambino e lei pensò che stesse per cadere. Le “prove scientifiche” citate dai sostenitori di Medjugorje non reggono a una verifica metodologica e il semplice esperimento del dito nell'occhio può confermarlo.