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Cambiamenti climatici

A Londra presto temperature infernali di 45° C, l’allarme del sindaco Khan: “Città non pronta”

Un rapporto preliminare sull’impatto della crisi climatica a Londra ha fornito un risultato drammatico: presto la città dovrà affrontare giorni con temperature di 45° C. Per il sindaco Khan la City non è pronta e punta il dito sulla scarsa collaborazione del governo centrale.
A cura di Andrea Centini
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Presto la città di Londra dovrà affrontare temperature infernali di 45° C per più giorni nel corso dell'anno. Potrebbe sembrare un'assurdità, visto il clima temperato e piovoso (tendenzialmente fresco) che caratterizza in genere il Regno Unito, tuttavia è quello che emerge da un rapporto preliminare citato al Guardian dal sindaco di Londra Sadiq Khan, attualmente impegnato nella Climate Week in corso di svolgimento a New York City. Si tratta di un vertice sul clima con esperti internazionali, durante il quale si discuterà dell'evoluzione del riscaldamento globale, del suo impatto e di ciò che possiamo fare per arginare le conseguenze più drammatiche e irreversibili della crisi climatica.

Il sindaco ha sottolineato al Guardian che la metropoli non è pronta ad affrontare temperature del genere, con edifici e infrastrutture inidonei a sostenere ondate di caldo così estremo. Con 45° C a Londra significa “che la metropolitana non è adeguata, che alcune case sono troppo calde durante il giorno, anche le case di cura e le scuole”, ha affermato il politico di origini pakistane. “Significa che dobbiamo adattarci a quelle temperature adesso. È giunto il momento per coloro che stanno ritardando l'azione di svegliarsi perché tutto questo sta accadendo adesso. È adesso e sta succedendo a noi”, ha chiosato Khan. Anche se il rapporto di cui parla si riferisce al futuro prossimo, il riferimento del sindaco della City è alle recenti ondate di calore, in particolar modo quella dell'estate 2022, durante la quale sono state raggiunte temperature mai viste prima nel Regno Unito. Proprio a Londra per la prima volta sono stati superati i 40° C a luglio 2022, poco dopo il record di martedì 19 luglio registrato dalla stazione di monitoraggio di Coningsby (Lincolnshire), con 40,3° C. Mai prima di allora la colonnina di Mercurio si era spinta a questi livelli nella terra di Albione.

Ma questo, come indicano gli esperti, è solo l'inizio, dato che le temperature medie continuano a innalzarsi pericolosamente anno dopo anno, col rischio che si arrivi ben presto a un riscaldamento globale superiore a 1,5° C oltre la media dell'epoca preindustriale. Questa è la soglia che preoccupa gli scienziati, poiché oltre di essa si entra in un territorio inesplorato con conseguenze irreversibili. Scioglimento dei ghiacciai, diffusione di malattie tropicali, perdita di raccolti, estinzioni di massa, collasso di equilibri ecologici, innalzamento del livello del mare, ondate di calore mortali, migrazioni di scala epocale. Queste sono solo alcune delle conseguenze che minacciano la tenuta dell'intera civiltà. Nonostante la situazione sia drammatica, Khan punta il dito contro il primo ministro britannico Rishi Sunak, che non starebbe facendo abbastanza per tutelare il Paese – e la sua città – dalla crisi climatica. Intanto ha programmato la piantumazione di alberi da ombra e l'installazione di condizionatori negli autobus. “Stiamo imparando competenze da altre città, ma non possiamo fingere di non essere indietro perché il Regno Unito ha recuperato lentamente il ritardo”, ha affermato il sindaco di Londra. “Dobbiamo dare tutto per questo. Abbiamo avuto pochissimo sostegno da parte del governo. Il fatto che il primo ministro non verrà all’assemblea generale delle Nazioni Unite e potrebbe non andare alla Cop28 la dice lunga”, ha aggiunto Khan.

Il caldo torrido dell'estate 2022 è stato talmente devastante per la città che i vigili del fuoco non venivano impegnati così tanto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, per far fronte a una serie di vasti incendi alle porte della città. “Il record di temperatura di tutti i tempi per il Regno Unito non è stato semplicemente battuto, è stato completamente distrutto. Anche come scienziato del clima che studia queste cose, questo è spaventoso”, ha dichiarato la professoressa Hannah Cloke, dell’Università di Reading. L'agenzia per la sicurezza sanitaria nazionale emise un avviso di rischio per la salute di livello 4 e per la prima volta fu richiesto il razionamento dell'acqua nell'Inghilterra meridionale. Anche i treni furono rallentati per il rischio che i binari potessero deformarsi per il caldo. Uno studio ha dimostrato che simili temperature sarebbero state estremamente improbabili senza il contributo umano, cioè le emissioni di CO2 e altri gas climalteranti responsabili della crisi climatica. Ora ci sono ampie probabilità che a causa della crisi climatica Londra possa dover affrontare i 45° C, come dichiarato dal professor Howard Boyd al Guardian. I risultati finali dell'indagine saranno pubblicati nel mese di dicembre.

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