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11 Luglio 2022
20:08

150 balene avvistate nell’Oceano Antartico mentre si nutrono assieme: il video meraviglioso

Durante una spedizione in Antartide gli scienziati hanno avvistato enormi gruppi di balene mentre si nutrivano assieme. Perché è una splendida notizia.
A cura di Andrea Centini
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La balenottera comune australe (Balaenoptera physalus quoyi), una sottospecie che vive nell'emisfero sud del pianeta, è tornata a riappropriarsi dell'habitat antartico da cui era stata “strappata” durante l'epoca della baleneria. Nel cuore di una spedizione scientifica condotta lungo le coste della penisola antartica nel 2018, infatti, sono stati avvistati ben 100 gruppi di balenottere comuni. La maggior parte di essi era composto da pochi esemplari, massimo quattro, ma in un'area gli scienziati hanno incontrato due enormi aggregazioni di cetacei, nelle quali c'erano 50 e 70 esemplari. L'anno successivo, durante un'altra spedizione, gli scienziati hanno avvistato ben 150 balenottere in un unico “gruppone”. Uno spettacolo straordinario e commovente, considerando che questi maestosi giganti del mare erano stati portati sull'orlo dell'estinzione. Ancora oggi la balenottera comune è classificata come vulnerabile (VU) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN); questi avvistamenti non fanno che ben sperare per il futuro di questa meravigliosa specie (e della sua sottospecie australe).

Una balenottera comune. Credit: Andrea Centini
Una balenottera comune. Credit: Andrea Centini

A studiare e descrivere l'incontro con i grandi gruppi di cetacei è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati tedeschi dell'Alfred Wegener Institute Helmholtz Centre for Polar and Marine Research, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Institute of Marine Ecosystem and Fishery Science dell'Università di Amburgo e della Natural History Unit della BBC, la cui troupe ha ripreso gli animali con l'ausilio dei droni e da un'elicottero. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Bettina Meyer, docente presso l'Università di Oldenburg, hanno scoperto questi gruppi di balene per caso; tra marzo e maggio del 2018, infatti, si erano diretti verso la penisola antartica – con l'ausilio del rompighiaccio da ricerca Polarstern – con l'obiettivo principale di studiare il krill, i crostacei di cui si nutrono i giganti del mare. La troupe della BBC ha partecipato alla spedizione anche con un elicottero, con il quale sono stati condotti 22 voli e coperti oltre 3.200 chilometri.

Come indicato, durante le osservazioni aree e dalla nave sono stati scoperti circa cento piccoli gruppi di balene, ma due di essi erano enormi. Sia il primo che il secondo, composti rispettivamente da 50 e 70 balenottere comuni australi, sono stati identificati nei pressi di Elephant Island, nel Mare di Weddell al largo della Penisola Antartica. “Non avevo mai visto così tante balene in un posto prima ed ero assolutamente affascinato dall'osservare questi enormi gruppi nutrirsi”, ha dichiarato la professoressa Meyer, genuinamente entusiasta per l'incontro.

Queste grandi aggregazioni, del resto, non solo ci raccontano che le balenottere comuni si stanno riappropriando dell'habitat dal quale erano state annientate dall'uomo, ma sono un segnale positivo per l'intero pianeta e l'equilibrio degli ecosistemi. Come spiegato dai biologi, infatti, gli escrementi delle balene sono un fertilizzante eccezionale per il fitoplancton, che a sua volta nutre il krill. A beneficiarne verticalmente è tutto l'ecosistema antartico, ma non solo. “Quando la popolazione di balene cresce, gli animali riciclano più nutrienti, aumentando la produttività dell'Oceano Antartico. Ciò stimola la crescita delle alghe, che da parte loro assorbono l'anidride carbonica dall'atmosfera attraverso la fotosintesi, riducendo la concentrazione di CO2 atmosferica”, ha aggiunto la professoressa Meyer. I dettagli della ricerca “Return of large fin whale feeding aggregations to historical whaling grounds in the Southern Ocean” sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports del circuito Nature.

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