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120 punture di Caravella Portoghese in un solo giorno a San Sebastian: sono pericolose per l’uomo

Le spiagge di San Sebastian, in Spagna, sono state invase da un banco di Caravelle Portoghesi (Physalia physalis). Sono animali diffusi anche nel Mar Mediterraneo: i loro tentacoli sono lunghi fino a 30 metri e pieni di un veleno che è pericoloso per l’uomo.
FANPAGE.IT | Una Caravella Portoghese: foto di Andrea Centini
FANPAGE.IT | Una Caravella Portoghese: foto di Andrea Centini

Un corpo dall’aria gelatinosa, una vela sul dorso e delle propaggini che assomigliano a dei tentacoli. La Caravella Portoghese è uno degli animali più chiacchierati che si muovono sui nostri mari. Il nome scientifico è Physalia physalis, può sembrare una medusa ma secondo la letteratura scientifica si tratta di fatto di un sifonoforo, una colonia formata da quattro organismi diversi. Poi li vedremo nello specifico. Nelle ultime ore il suo nome è tornato nei titoli dei giornali spagnoli: le spiagge di San Sebastian, vicino a Bilbao, si sono riempite di queste creature. Difficile non notarle. Sono lunghe qualche centimetro, hanno colori che vanno dal blu al viola e non sopravvivono a lungo sulla spiaggia. Eppure a fare notizie sono soprattutto gli incidenti. Le Caravelle Portoghesi sono animali urticanti: in un solo giorno a San Sebastian sono state registrate 120 punture. La maggior parte, come riporta El Mundo, di lieve entità. A causa della presenza di Caravelle Portoghesi sulle spiagge di San Sebastian è stata alzata la bandiera rossa.

Non è un comportamento comune. Le Caravelle Portoghesi si muovono spesso in banchi, usano la vela per navigare le correnti. Non si muovono naturalmente verso la spiaggia, dove per loro non ci sono possibilità di sopravvivenza ma capita. Di solito vivono al largo e questi spiaggiamenti sono dovuti spesso a correnti troppo forti o a venti che le portano dove non riescono più a tornare. È una dinamica che succede anche con altri organismi simili: giusto pochi giorni fa avevamo raccontato su Fanpage.it lo spiaggiamento sulle coste della Cumbria, nel Regno Unito, di un banco di Velella velella, più note come barchette di San Pietro o San Giovanni.

Il problema dei tentacoli urticanti: “Uno degli animali più velenosi del mare”

La parte visibile della Caravella Portoghese, quella che emerge dall’acqua, è una sacca di gas chiamata pneumatoforo. I tentacoli sono di fatto dactilozoidi e possono superare senza problemi i 30 metri di lunghezza. La digestione e la riproduzione dell’organismo vengono affidate a gastrozoidi e gonozoidi. La parte di questo organismo più temuta sono proprio i tentacoli, quei dactilozoidi impregnati di veleno. Nel novembre del 2024 gli effetti di questo veleno sono stati descritti nello studio Revealing the Bioactivities of Physalia physalis Venom Using Drosophila as a Model: dove viene scritto come “potenzialmente mortale” per l’uomo. Leggiamo: “Il veleno induce paralisi o morte in una vasta gamma di vertebrati, compresi gli esseri umani, ampliando il gruppo degli animali più velenosi del mondo marino”. L’indicazione, quando se ne incontra una in mare, è quella di allontanarsi e avvisare chi è in mare.

San Sebastian si trova nei Paesi Baschi, una regione nel Nord della Spagna. Le sue spiagge si affacciano sull’Oceano Atlantico, uno dei tanti ambienti dopo è possibile trovare le Caravelle Portoghesi, soprattutto nelle acque più calde delle fasce tropicali e subtropicali. Giusto lo scorso maggio vi abbiamo raccontato di un incontro con una Caravella Portoghese nelle acque delle Azzorre, con un esemplare dalle tinte verde-acqua. Non è difficile trovarle però anche nel Mar Mediterraneo. Uno studio portato avanti dalle università di Palermo e Catania insieme all’Istituto Marine dell’Andalusia, ha ripercorso le tracce di questo organismo che è stato sempre presente nei mari vicino all’Italia.

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