La storia del ragazzo di 13 anni che accoltella la prof a Roma porta di nuovo alla stessa rete: le chat NVE
Un ragazzo di 13 anni entra a scuola. Ha un coltello e uno smartphone. Secondo alcune testimonianze ha anche un caschetto con una GoPro attaccata. Altri dicono che volesse fare una diretta video che non è nemmeno partita. Punta una professoressa, Isabella Marsili. Prende una bomboletta di spray urticante, gliela spruzza in faccia. Poi prende il coltello, glielo punta addosso. Marsili se la cava, giusto qualche ferita. La dinamica è ancora da ricostruire. Forse il ragazzo si è fermato, forse qualcuno l’ha bloccato. È una storia successa nelle ultime ore, a Roma. Ma se vi sembra di averla già sentita è perché si tratta di una storia che è già successa. Marzo, Trescore Balneario, provincia di Bergamo. Un ragazzo entra a scuola con un coltello. Al collo ha fissato il suo smartphone che trasmette in diretta su un gruppo Telegram. Registra tutto. Punta la professoressa che cammina nei corridoi, le avvicina il coltello alla gola, la colpisce abbastanza forte da farla sanguinare. Qui le ferite sono più serie: la prof sopravvive.
Non in questi termini, non con dettagli così definiti, ma negli ultimi mesi abbiamo letto altre storie di ragazzi molto giovani, poco più che bambini. Ragazzi che arrivano a scuola con un coltello, o che si preparano nelle loro camerette sui manuali che spiegano come organizzare una strage. Sono linee tracciate dalle stesse vittime. Chiara Mocchi, la prof accoltellata a Trescore Balneario ha dichiarato a La Presse.
“Esprimo sgomento per questo episodio incomprensibile, e vicinanza alla professoressa di italiano. Ho appreso che ha reagito bene, e che è stata già in caserma per la sua deposizione. Ringrazio il ragazzo che ha difeso la professoressa, così come è capitato a me il 25 marzo. Anche questo ragazzo è un esempio come il mio alunno, coraggio prontezza, umanità, senso civico. Sostengo la professoressa nel suo percorso di ripresa dal grande choc psicologico che ha subito”.
I punti ci sono, bisogna capire come unirli. Le indagini devono ancora iniziare ma ci sono tanti segnali che mettono uno vicino all’altro l’accoltellamento di Roma con quello di Trescore Balneario. Un ragazzo, senza precedenti. Un coltello. Un obiettivo scelto forse alla cieca. La diretta su un gruppo Telegram, su cui ora sono in corso accertamenti. Il 6 luglio del 2026 ne avevamo parlato su Abisso, nell’episodio Infiltrata nelle chat dove gli adolescenti vengono addestrati alla violenza: la trappola di Euno.
Le storie di Roma e Trescore Balneario non sono casi isolati. Sono i punti finali di un disegno complesso che nasce dalla Nihilistic Violent Extremism (NVE), una costellazione di gruppi, forum, blog, chat e profili che sembrano portare avanti un’agenda. Non ci sono obiettivi chiari, non c’è un manifesto politico: è più un’ideologia, alimentata strage dopo strage sui social. Un mondo che vive di meme, manifesti, idoli e storie. I tre punti attorno a cui ruota questa galassia sono nichilismo, violenza e individualismo. Lo abbiamo visto meglio nel caso di Trescore Balneario, dove il ragazzo che ha accoltellato la prof ha lasciato un manifesto:
“Per quanto riguarda la mia ideologia politica, non mi riconosco in nessuna ideologia ben definita perché l'unica cosa che conta sono io, nessun altro conta, nessuna vita ha importanza al di fuori della mia. La vita è priva di senso se decidi di viverla come un topo, seguendo una routine quotidiana come uno schiavo”.
La domanda ora è abbastanza semplice. Da dove arriverà la prossima storia?