"Quell’uomo è morto e ho il cuore spezzato ma sono tranquillo con la mia coscienza. Ho avuto paura d’essere ammazzato e non avrei mai sparato per salvare le mie biciclette", a parlare tramite il suo legale è Fredy Pacini, il gommista di 57 anni che nella notte di mercoledì ha vissuto momenti drammatici nel suo negozio quando l'ennesimo tentativo di furto è finito nel sangue con la morte di uno dei malviventi. "Quando mi sono alzato dal letto, svegliato dal rumore della vetrata infranta, ho capito che ci stavano provando ancora una volta e ho preso la pistola. Allora mi sono affacciato alle scale e l’ho visto. Lui era già entrato nel magazzino, aveva il piccone in mano, lo brandiva come un’arma, aveva il volto coperto da un passamontagna" ha ricordato il commerciante ricostruendo l'accaduto. "Ho puntato l’arma verso il malvivente con il piccone, ma ho avuto la sensazione che quell’uomo volesse raggiungermi. Era spavaldo, pericoloso. Allora ho mirato alle gambe e ho sparato" ha aggiunto.

Pacini, che ora è indagato per eccesso di legittima difesa, credeva di averlo solo ferito, invece  due proiettili hanno raggiunto il ladro alla coscia e al ginocchio della gamba sinistra, uccidendolo. Si tratta di un 29enne moldavo trovato esanime a terra dai soccorsi e morto poco dopo. "Ho sparato dall’alto verso il basso e quando ho visto il ladro fuggire dalla finestra credevo di non averlo colpito. "Quando sono uscito per vedere se i ladri fossero davvero fuggiti, dopo aver avvertito i carabinieri, ho visto invece quel corpo riverso a terra" ha sottolineato Pacini che da tempo trascorreva le notti nel suo negozio di Monte San Savino (Arezzo) dopo essere stato vittima di ben 38 furti.

"Ha agito con legittima difesa a tutti gli effetti. Ovviamente è costernato e dispiaciuto per quanto accaduto ma è perfettamente tranquillo e con la coscienza a posto" ha confermato il suo legale,   l'avvocato Alessandra Cheli, aggiungendo: "L'indagine è un atto dovuto e giusto perché c'è da accertare un fatto, ci sono delle indagini in corso. L'indagine è doverosa e si attendono le risultanze con assoluta serenità". "Ora preferisce il silenzio ma ci tiene a ringraziare tutti coloro che gli hanno espresso solidarietà e vicinanza" ha concluso i legale. Da ore infatti si susseguono nel paese e fuori i messaggi di solidarietà di compaesani e conoscenti. Fuori dal negozio qualcuno ha appeso un cartello "Siamo tutti con te".