Delivery della droga lungo la rotta balcanica: rifornivano i locali turistici del Nord-Est, 16 arresti

Facevano arrivare cocaina, marijuana e hashish attraverso le rotte balcaniche per rifornire la movida della Lombardia e del Nord Adriatico. È il sistema criminale scoperto dalla Guardia di Finanza di Trieste che ieri ha arrestato 16 persone ritenute appartenenti a un'organizzazione criminale transnazionale italo-albanese con basi in varie province del Nord-Italia: Brescia, Lecco, Milano, Monza Brianza, Pavia, Savona e Siena.
Sotto la direzione della Dda di Milano e in collaborazione con il Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza è stato colpito il sodalizio che nel periodo estivo riforniva le piazze antistanti a discoteche, pub, stabilimenti balneari e strutture ricettive delle location turistiche del Nord-Est come Sistiana, Grado, Latisana, Lignano, Bibione, Jesolo, Caorle.
Le attività investigative hanno delineato l’esistenza di una solida e strutturata organizzazione composta da veri e propri “professionisti” del narcotraffico che adottavano diverse e strategie tese a massimizzazione i profitti e a minimizzare il rischio di essere scoperti.
Le comunicazioni tra i vari membri dell’organizzazione, ad esempio, avvenivano tramite l’utilizzo di piattaforme criptate, cui si aggiungeva un costante ricambio di schede sim e telefoni cellulari. Anche le autovetture utilizzate venivano continuamente sostituite per non correre il rischio di essere individuati.
I canali di approvvigionamento della sostanza stupefacente, soprattutto cocaina, marijuana e hashish, erano garantiti attraverso l’importazione lungo consolidate rotte balcaniche con una collaborazione tra organizzazioni criminali italiane e consorterie di origine albanese.
Inoltre, nel corso delle indagini è stato inoltre appurato che il sodalizio si era dotato, nella campagna pavese, di una serra nella quale aveva cominciato la produzione autonoma di marijuana.
Una volta introdotte nel territorio nazionale, le sostanze stupefacenti venivano inizialmente “stoccate” all'interno di una ramificata rete di appartamenti e autorimesse presi in locazione da soggetti incensurati con funzione di prestanome, e quindi di non immediata riconducibilità ai membri dell’organizzazione.
Come funziona il delivery della droga nella movida nel Nord-Est
L’operazione ha tratto origine da un controllo operato a Latisana, Udine, in prossimità della nota località turistica friulana di Lignano Sabbiadoro, da cui è scaturito l’arresto di 2 corrieri e il sequestro di 2 kg di marijuana.
Il tutto funzionava attraverso la redistribuzione degli stupefacenti ai pusher operanti nelle ordinarie piazze di spaccio lombarde e nei locali e zone ad alta vocazione turistica dell’Italia Settentrionale. Per tale finalità il sodalizio si avvaleva di persone con funzioni di delivery territoriale diversificando le mansioni tra chi doveva minuziosamente preparare le dosi e chi aveva l’incarico di distribuirle capillarmente sul territorio. Si trattava di fitta rete costituita sia da italiani che da giovani albanesi. Questi ultimi, incensurati, venivano fatti giungere in Italia per permanervi per brevi periodi, massimo 90 giorni, lasso di tempo utile per soggiorni turistici. Al termine venivano fatti rientrare in Albania per essere sostituiti da altri connazionali. Così via in un ciclo potenzialmente infinito.
Droga e armi nei fortini dell'organizzazione criminale
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati: 70,5 kg di marijuana (di cui 64 kg a Sesto San Giovanni, 2 kg a Latisana e 4,5 kg a Lecco); 21 kg di cocaina (di cui 20 kg a Saronno e 1 kg a Milano); 1 pistola beretta modello 34 calibro 9 short con matricola abrasa e relativo munizionamento, 1 autovettura modello Alfa Stelvio, con telaio appositamente modificato per il trasporto degli stupefacenti, procedendo all’arresto, in flagranza di reato, di 7 soggetti.
All’epilogo delle attività investigative, la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha ottenuto dal Gip meneghino 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altri membri dell'organizzazione, ritenuti tra i principali esponenti. Sono state disposte inoltre perquisizioni nei confronti di 33 indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, per ricettazione, per riciclaggio, per detenzione di armi clandestine.
In parallelo alle attività investigative tese a smantellare il sodalizio criminale, i Finanzieri triestini sono riusciti a quantificare in 1,1 milioni di euro i proventi illegalmente ottenuti per i quali la Procura di Milano ha disposto l’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza che consentiva di cautelare immobili, vetture, gioielli, denaro contante e altre disponibilità finanziarie.
A ciò si aggiungono, a seguito delle attività di perquisizione delegate dall’Autorità Giudiziaria, l’ulteriore arresto in flagranza di reato di un indagato per detenzione di armi clandestine nonché il sequestro di 7,2 kg di marijuana impacchettati e pronti per la commercializzazione, 2 pistole con matricola abrasa e relativo munizionamento, 10 armi bianche, Rolex, e denaro contante.