“Volo passeggeri Copenaghen – Roma rischiò collisione con un caccia russo”
Tragedia sfiorata lo scorso marzo per un aereo passeggeri della compagnia scandinava Sas, che avrebbe rischiato la collisione con un cacciabombardiere russo sui cieli della Svezia. E' quanto rende noto un dossier dell’European Leadership Network secondo cui lo scontro è stato evitato solo grazie alla buona visibilità e all’abilità del pilota. L'aereo, con 132 persone a bordo, era partito da Copenaghen e diretto a Roma. L'episodio è avvenuto pochi mesi prima dell'abbattimento sui cieli dell'Ucraina del volo Malaysian Airlines in cui lo scorso luglio persero la vita 298 passeggeri.
Secondo quanto emerge dal rapporto dell’European Leadership Network a rendere particolarmente critica la situazione sarebbe stato il fatto che l'aereo da guerra russo, probabilmente per non essere visibile dai radar, avrebbe spento il transponder, il sistema utilizzato per la localizzazione dei velivoli. Secondo gli esperti episodi di questo genere si verificherebbero con una frequenza allarmante e rappresenterebbero un serio pericolo per i voli civili: "Siamo ai livelli della Guerra Fredda", sostengono gli analisti, secondo cui "emerge sempre più la volontà da parte di Mosca di condurre una politica del rischio calcolato fatta di frequenti provocazioni nei confronti della Nato, con la quale da mesi è in atto un braccio di ferro intorno alla vicenda dell'Ucraina.
L’European Leadership Network nel suo rapporto ha spiegato come alla fine di ottobre sarebbe stata individuata una "significativa e insolita" attività militare russa nello spazio aereo europeo, che avrebbe messo in allerta tutti i paesi dell'Alleanza Atlantica. Per la Nato, infatti, più di 26 cacciabombardieri russi avevano volato in 48 ore su Mar Baltico, Mar Nero, Mare del Nord e Oceano Atlantico, con "potenziali rischi per l’aviazione civile perché non hanno piani di volo e non usano trasponder, quindi il controllo aereo civile non può vederli né assicurare che non interferiscano con i voli civili".