Il Coronavirus, il virus che dalla Cina sta preoccupando tutto il mondo perché all'origine della polmonite virale che ha già fatto 25 morti e altri 616 contagi, potrebbe essere arrivato all'uomo dai serpenti. A lanciare l'ipotesi sono stati alcuni esperti delle Università di Pechino e Guangxi, Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, sul Journal of Medical Virology, dove ne è stata pubblicata la mappa genetica. Stando allo studio dei ricercatori, l'ormai famoso virus cinese 2019-nCoV sarebbe stato trasmesso da questi animali nei quali il virus stesso, trasmesso a sua volta dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato prima di passare all'uomo. Come è accaduto in passato con i virus dell'influenza aviaria e con la Sars, anche questa volta l'indice è puntato sui mercati di animali vivi molto comuni in Cina, dove accanto a quelli allevati nelle fattorie e ai pesci si vendono animali selvatici, come serpenti e pipistrelli.

"I risultati della nostra analisi evoluzionistica suggeriscono per la prima volta che il serpente è il più probabile animale selvatico serbatoio del virus 2019-nCoV", scrivono i ricercatori. Le analisi genetiche aggiungono così una tessera fondamentale al mosaico della composizione genetica del virus cinese, nel quale finora era chiaramente riconoscibile solo la sequenza della parte di virus ereditata dai pipistrelli e identificata fin dall'inizio come appartenente alla famiglia dei Coronavirus, la stessa che comprende quello della Sars, comparso nel 2002, e della Mers, del 2015, entrambe definite malattie virali zoonotiche, il che significa che i primi pazienti infetti hanno acquisito questi virus direttamente dagli animali. Restava da risolvere il mistero della provenienza dell'altra metà del virus. Adesso è chiaro che il virus che dalla città di Wuhan, in Cina, dove il primo caso è stato segnalato lo scorso dicembre, si sta diffondendo in gran parte del Sud Est asiatico è un mix di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di uno che arriva dai serpenti, tra bungaro (o krait) e cobra cinese, e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo.

Ricombinandosi geneticamente nei serpenti, quindi, il nuovo virus ha fatto il cosiddetto "salto di specie", acquisendo nuovi recettori che gli permettono di legarsi alle cellule del sistema respiratorio umano. "Le nuove informazioni ottenute dalla nostra analisi evoluzionistica – rilevano i ricercatori – sono molto importanti per il controllo dell'epidemia causata dalla polmonite indotta dal virus 2019-nCoV".