Svolta storica degli Stati Uniti che rinunciano alla protezione dei brevetti sui vaccini anti Covid. La decisione è stata salutata con un certo entusiasmo dal direttore dell'Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che in un messaggio condiviso sul proprio account Twitter ha voluto ringraziare il presidente Joe Biden per quello che ha definito un "momento monumentale per la lotta contro il Coronavirus, un potente esempio della leadership Usa per affrontare le sfide sanitarie globali. Ora muoviamoci tutti insieme rapidamente, in solidarietà, basandoci sull'ingegnosità e sull'impegno degli scienziati che hanno prodotto vaccini salvavita Covid-19″.

Le pressioni di India e Sudafrica

L'Oms da mesi chiedeva la rinuncia alla protezione dei brevetti, supportata in particolare da paesi come India e Sudafrica, sostenendo che ciò avrebbe aiutato ad incrementare la produzione degli antidoti e rendere i vaccini Covid-19 molto più accessibili per le nazioni più povere. Il direttore dell'Organizzazione si è scontrato ripetutamente con l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva iniziato a ritirare il suo paese dall'OMS prima che il suo successore, Joe Biden, revocasse immediatamente la mossa dopo essere entrato in carica a gennaio. "Questa è una crisi sanitaria globale. E circostanze eccezionali richiedono misure eccezionali. Noi crediamo fortemente nella protezione della proprietà intellettuale. Ma vogliamo mettere fine alla pandemia e quindi siamo a favore di una deroga per i vaccini contro il Covid-19″, ha spiegato ieri in una nota Katherine Tai, rappresentante per il Commercio, una delle più strette collaboratrici di Joe Biden. A questo punto il governo americano parteciperà ai negoziati già in corso nel Wto, World Trade Organization, ma la stessa Tai ha anche avvertito che ci vorrà tempo per raggiungere il consenso richiesto per revocare i brevetti in base alle regole del Wto.

Cosa cambia dopo la rinuncia Usa

La svolta è arrivata, dopo mesi di indecisioni sul da farsi, nelle ultime settimane, in seguito all'aggravarsi della situazione epidemiologica soprattutto in Brasile e India. In particolare, è stato il primo ministro del colosso asiatico Narendra Modi a chiedere direttamente all'inquilino della Casa Bianca di lasciargli usare la loro "formula per i vaccini".  Infine, ieri è arrivato il via libera di Biden. Nel concreto, stando alle valutazioni del Wto, diversi Paesi potrebbero essere pronti a produrre i vaccini nel giro di qualche mese: India, Bangladesh, Pakistan, Sudafrica, Indonesia e Senegal. La notizia è stata accolta con favore anche in Italia. "La svolta di Biden sul libero accesso per tutti ai brevetti sui vaccini è un importante passo in avanti. Anche l’Europa deve fare la sua parte. Questa pandemia ci ha insegnato che si vince solo insieme", è stato il commento via social del ministro della Salute, Roberto Speranza. Anche Medici Senza Frontiere applaude alla decisone Usa. "È fondamentale che questa rinuncia sospensione non si applichi solo ai vaccini, ma riguardi anche i farmaci e i test diagnostici in modo tale da per aiutare a frenare la diffusione della pandemia, come proposto nell’ottobre 2020. Questa importantissima decisione aiuterà ad affrontare le storiche e straordinarie sfide sanitarie globali che stiamo affrontando abbiamo davanti e aumentare un accesso equo ai vaccini salvavita contro il Covid-19 in tutto il mondo, contribuendo a porre fine a questa crisi per tutti. Più tempo ci vorrà per vaccinare tutte le persone del mondo, maggiore sarà il rischio per tutti, perché le nuove varianti avranno maggiori possibilità di prendere piede", ha commentato Avril Benoît, direttore generale Msf Usa.