Il presidente americano Donald Trump sarà messo in stato di accusa: lo ha detto oggi la speaker della Camera Nancy Pelosi, dando disco verde alla redazione degli articoli di impeachment. "Negli Usa nessuno è sopra la legge. Se consentiamo a un presidente di essere al di sopra della legge lo facciamo a rischio della nostra repubblica", ha detto la speaker dem, spiegando che "è in gioco la nostra democrazia", che "Donald Trump non ci lascia altra scelta che agire", e affermando che i fatti sono "incontestabili" e che il presidente "ha abusato del suo potere per beneficio personale a spese della sicurezza nazionale". Ha inoltre aggiunto che Trump "cerca di corrompere una volta ancora le elezioni a suo vantaggio". La commissione Intelligence della Camera ha approvato nei giorni scorsi il rapporto sull'impeachment del presidente. A favore hanno votato i democratici, che sono maggioranza. Contro invece tutti i repubblicani. Il documento di 300 pagine sarà usato come base dalla commissione giustizia della Camera per redigere gli articoli della messa in stato d'accusa. Con l'atto di accusa della Camera formulato oggi l'inchiesta di impeachment per Donald Trump entra in una fase cruciale.

La replica di Donald Trump – "I democratici, nullafacenti e di estrema sinistra, hanno appena annunciato che cercheranno di mettermi in stato d'accusa su niente. Hanno appena abbandonato la ridicola ‘cosa' di Mueller (l'inchiesta sul Russiagate, ndr), quindi ora appendono il cappello su due telefonate totalmente appropriate (perfette) con il presidente ucraino", ha replicato, come al solito con una serie di tweet, il presidente Donald Trump, sostenendo che "questo significa che l'importante e quasi mai usato atto dell'impeachment sarà usato in modo abituale per attaccare i futuri presidenti". “Questo non è quello che i nostri Padri fondatori avevano in mente – conclude – la cosa buona è che i repubblicani non sono mai stati così uniti. Noi vinceremo!”.