Uk, scuse formulate male: si dimette il ministro della Cultura Maria Miller

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Maria Miller travolta dallo scandalo sui suoi rimborsi gonfiati, è finita sulla graticola per averci messo 32 secondi per dire “I am sorry”. Troppi per i colleghi e i media inglesi.

Con una lettera inviata al primo ministro inglese David Cameron, la conservatrice Maria Miller ha rassegnato le proprie dimissioni da ministro della Cultura, dopo lo scandalo sui suoi rimborsi spese. E' terminata così una vicenda che per settimane ha catalizzato l'attenzione dei media in Regno Unito. Anche perché il caso delle dimissioni della Miller è probabilmente unico nel suo genere. Come fa notare anche Repubblica, la ormai ex responsabile del ministero della Cultura britannico ha lasciato la sua poltrona per delle scuse formulate male (o troppo tardi). Andiamo con ordine. La Miller ha deciso di lasciare il proprio incarico perché, come ha spiegato nella missiva, la sua vicenda era diventata "motivo di distrazione" per il governo e per il Partito Conservatore. La donna era stata accusata da una commissione parlamentare di avere distratto 45 mila sterline di rimborsi spese per la residenza che ha nel suo distretto elettorale. Non è servita la restituzione di 5.800 sterline al ministero del Tesoro a placare le polemiche. Da più parti sono arrivate le richieste di un passo indietro e la base del partito aveva organizzato una petizione online che ha raccolto migliaia di firme in favore del suo allontanamento.

Cameron ha difeso fino all'ultimo il suo ministro, ma le ha comunque chiesto di presentare scuse ufficiali in Parlamento. La Miller lo ha fatto, ma evidentemente non come volevano i suoi colleghi. Ci ha messo infatti 32 secondi per dire “I am sorry”: per molti è equivalso ad una alzata di spalle. Insomma, quasi non ci fosse bisogno di chiedere perdono. E' stato il caos: per almeno una settimana il ministro è stato bersaglio delle critiche anche dei colleghi del partito conservatore, oltre che dei media e dell’opinione pubblica. Elementi che hanno portato la Miller a maturare la decisione di dimettersi. Nella sua lettera al premier, ha scritto di lasciare "con grande dispiacere" ma che "la situazione era diventata una distrazione per il lavoro vitale che questo governo sta svolgendo per cambiare il paese". Al posto della Miller è stato nominato ministro della Cultura Sajid Javid, conservatore di discendenza pachistana, che lascia il suo ruolo da sottosegretario al ministero del Tesoro.

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