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Trovato morto a Kyoto lo studente 20enne Usa scomparso: aveva litigato coi familiari per l’uso dell’IA

Si è conclusa con il ritrovamento del corpo vicino Kyoto la ricerca dello studente americano James “Weston” Higginbotham, scomparso durante un viaggio di famiglia in Giappone. Secondo le ricostruzioni, poco prima avrebbe avuto un breve litigio con la madre sull’uso dell’intelligenza artificiale per organizzare il viaggio.
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Si è conclusa nel peggiore dei modi la ricerca di James “Weston” Higginbotham, studente ventenne dell’Università di Auburn scomparso durante un viaggio in famiglia in Giappone. Il corpo del giovane è stato ritrovato in una zona montuosa impervia nei dintorni di Kyoto al termine di otto giorni di ricerche che hanno coinvolto forze dell’ordine, squadre specializzate e volontari internazionali.

La conferma è arrivata dalla famiglia nella giornata di sabato. In una dichiarazione diffusa dalla madre, Nancy Higginbotham, il ritrovamento è stato attribuito a una squadra volontaria di search and rescue impegnata nelle aree più difficili da raggiungere della regione. Le cause della morte non sono state rese note.

“La nostra famiglia è devastata”, ha scritto la madre sui social. “Il dolore che proviamo è impossibile da esprimere a parole”. Nel messaggio la famiglia ha espresso anche gratitudine per il sostegno ricevuto da Stati Uniti, Giappone e da diversi Paesi coinvolti nelle ricerche, chiedendo al tempo stesso rispetto e privacy: “L’ondata di gentilezza e supporto ci ha accompagnati nei giorni più bui della nostra vita”.

Weston era scomparso il 29 maggio mentre si trovava a Kyoto con la famiglia, in un viaggio organizzato per celebrare il fratello minore Grayton. Studente al terzo anno con specializzazione in ingegneria dei biosistemi e grande appassionato di attività all’aperto, si era allontanato temporaneamente dal gruppo durante la visita della città.

Secondo quanto ricostruito, poco prima della scomparsa vi sarebbero stati delle tensioni familiari, legate anche all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella pianificazione del viaggio. La madre aveva spiegato in precedenza che il figlio era molto critico verso la tecnologia per ragioni ambientali, in particolare per il consumo di risorse idriche associato ai sistemi di IA.

Le ultime tracce lo collocano nei pressi della stazione di Yamashina, nella zona est di Kyoto, nel pomeriggio del 29 maggio. I familiari avevano seguito i suoi spostamenti tramite l’app di localizzazione Life360, registrando alcune tappe in città e una successiva salita su un treno, prima che il segnale del telefono si interrompesse alle 20:29.

Le ricerche si sono estese per giorni tra aree boschive e sentieri montani, rese ancora più complesse da condizioni meteorologiche avverse che hanno interessato la regione. L’operazione ha visto il coinvolgimento della polizia giapponese, di elicotteri, unità cinofile e di numerosi volontari. Contemporaneamente la famiglia ha coinvolto alcuni gruppi indipendenti.

È stato proprio uno di questi team a rinvenire il corpo del giovane in una zona impervia al di fuori dei percorsi principali.

Le autorità locali non hanno ancora diffuso informazioni ufficiali sulle cause del decesso. La famiglia ha chiuso il suo messaggio con parole di dolore e riconoscenza: “Ti ameremo per sempre, Weston”.

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