Usa, bimbo dichiarato morto e trovato vivo in obitorio: i genitori potrebbero essere incriminati per negligenza

Potrebbero essere incriminati per negligenza i genitori del bimbo di 18 mesi caduto in una piscina nel giardino di casa in Arizona (Stati Uniti), dichiarato morto per annegamento e trovato vivo poche ore dopo nell'obitorio dell'ospedale. La vicenda risale allo scorso febbraio.
Secondo i documenti relativi al caso, citati dai quotidiani esteri, agenti di Polizia di Gilbert avrebbero notato più volte segni di vita, ma il bambino era stato comunque portato in obitorio dopo essere stato soccorso. Ma un medico, identificato come il dottor Aryan Toosi, presente sul posto, avrebbe risposto loro: "Lasciatemi fare il mio lavoro".
I soccorritori erano intervenuti presso l'abitazione intorno alle 17.30 dell'8 febbraio per un annegamento. Avevano praticato le manovre di rianimazione al bambino prima di trasportarlo in ospedale, dove il piccolo era stato dichiarato morto.
Circa cinque ore dopo la polizia era stata informata che il bambino respirava ancora ed è stato trasportato in aereo in un altro ospedale. Il piccolo alla fine è sopravvissuto ed è stato dimesso.
A quanto si apprende, i genitori ora rischiano di essere incriminati per negligenza. Gli investigatori hanno affermato che nell'abitazione era presente un forte odore di marijuana e che le porte, lasciate aperte, consentiva l'accesso non sorvegliato alla piscina.
L'ufficio del procuratore della contea di Maricopa ha dichiarato di star esaminando il caso e, interpellato lunedì 6 luglio, ha rifiutato di rilasciare ulteriori commenti.
Intanto, il Mercy Gilbert Medical Center, dove è stato portato in un primo momento il bambino, ha dichiarato in un comunicato che l'ospedale sta conducendo "un'analisi approfondita di tutti gli aspetti dell'assistenza fornita per capire cosa è successo e apportare modifiche significative".
Proseguono anche le indagini sulla dinamica dell'incidente La polizia di Gilbert ha trasmesso gli atti alla Procura della Contea di Maricopa, ma al momento non è stata presa alcuna decisione su possibili incriminazioni.