Terrorismo, Parigi: “Le tre arrestate preparavano attentato imminente a Gare de Lyon”

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Secondo la polizia francese, le tre donne di 32, 23 e 19 anni stavano preparando un attentato imminente quando sono state fermate. La 19enne Ines Madani ha anche accoltellato un agente durante il fermo ed è stata ferita.
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Le tre donne arrestate nelle scorse ore dalla polizia francese nell’ambito dell’indagine sull’auto con bombole di gas, ritrovata nel fine settimana nei pressi di Notre Dame, stavano preparando attentati imminenti contro obiettivi sensibili a Parigi. Lo ha affermato il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve parlando di una corsa contro il tempo da parte delle forze di polizia per fermare le tre donne. Secondo quanto rivelano i media francesi citando fonti anonimi del sicurezza interna, in particolare le tre donne avevano come obiettivo quello di attaccare la stazione Gare de Lyon di Parigi e quella di Boussy Saint Antoine.

Si tratta di tre ragazze si 32, 23 e 19 anni, quest'ultima figlia del proprietario della Peugeot 607 carica di bombole di gas lasciata vicino a Notre Dame la cui scoperta poi ha dato via alle indagini. Secondo indiscrezioni, la ragazza, Ines Madani, per stessa ammissione del padre, si era radicalizzata in breve tempo nell'ultimo periodo ed era già stata segnalata dai servizi segreti francesi proprio per questo motivo. Sarebbe stata proprio lei al momento del blitz degli agenti a resistere all'arresto tirando fuori un coltello e ferendo un poliziotto dei servizi di sicurezza francesi DGSI. La ragazza poi è stata ferita, sembra in maniera non grave, dai colleghi del poliziotto ed è stata ricoverata nell'ospedale di Kremlin-Bicêtre, in Val-de-Marne.

Secondo indiscrezioni la 19enne aveva prestato giuramento allo Stato islamico in una lettera che aveva lasciato in casa e in cui dava l'addio ai genitori e parenti. Insieme alla 19enne c'era la sorella e una terza donna anche loro arrestate. Secondo i media, una di loro risulta essere legata a Larossi Abballa che uccise una coppia di poliziotti lo scorso 14 giugno a Magnanville, mentre un'altra sarebbe stata in contatto con Hayat Boumedienne, la compagna di Amedy Coulibaly, il terrorista che il 9 gennaio 2015 si era barricato all'interno di un supermercato kosher di Parigi uccidendo quattro persone.

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