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Lanciata dal ponte senza corda in Brasile, i tre arrestati trasferiti in altro carcere: “A rischio incolumità fisica”

Gli indagati di 27, 32 e 42 anni sono stati trasferiti martedì. Per la procura che li accusa di omicidio con dolo eventuale, nessuno di loro avrebbe una qualifica in questo tipo di sport e lo facevano solo come secondo lavoro.
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Sono stati trasferiti in un altro carcere i tre addetti brasiliani accusati della morte della ventunenne Maria Eduarda Rodrigues de Freitas lanciata giù dal ponte da oltre 40 metri di altezza dimenticandosi di legarla con la corda. Stando al loro avvocato, il provvedimento è stato emesso dalle autorità a causa di un rischio per la loro incolumità fisica nel precedente penitenziario. L'amministrazione penitenziaria però non ha voluto dare altri dettagli sullo spostamento parlando di una semplice decisione amministrativa per i tre accusati di omicidio con dolo eventuale.

Gli indagati di 27, 32 e 42 anni sono stati trasferiti martedì dal Centro di Detenzione Provvisoria di Piracicaba al Centro di Detenzione Provvisoria II di Guarulho dove rimangono in custodia cautelare come disposto dalla magistratura brasiliana dopo il loro arresto in flagranza di reato sul luogo della tragedia: il Ponte do Esqueleto nel comune di Limeira, nell’entroterra di San Paolo. I tre sono stati interrogati più volte ma non hanno saputo dare una spiegazione su quanto accaduto sabato scorso quando nessuno dei tre si è accorto che la ragazza non aveva la corda necessaria lanciandola nel vuoto priva di qualsiasi attrezzatura di sicurezza.

Secondo la magistratura brasiliana, i tre, che hanno parlato di un blackout mentale e di non ricordare esattamente quei momenti che hanno preceduto la tragedia, non erano qualificati per svolgere tale attività e che lavoravano sul posto in aggiunta alle loro normali mansioni lavorative. I tre infatti sono rispettivamente un assistente di produzione, un pittore e un lavoratore autonomo e nessuno di loro avrebbe una qualifica in questo tipo di sport che non è vietato in Brasile ma non è nemmeno regolamentato.

Nel provvedimento di fermo e di custodia cautelare, la Procura sottolinea che "l'attività, di per sé, si rivela ad alto rischio, il che richiederebbe evidentemente la dimostrazione di qualifiche tecniche da parte degli indagati e degli altri soggetti coinvolti, qualifiche che non risultano dagli atti".

Secondo l'avvocato, però, il gruppo da circa un anno era impegnato  insieme di questa attività e non erano mai avvenuti incidenti. "È stato un vuoto totale. Facciamo questo lavoro da un po' di tempo, è stata una tragedia. Non riusciamo a capire cosa sia successo" ha dichiarato uno di loro alla polizia. L'uomo, al pari dell'altro addetto che ha lanciato la ventunenne, non sa specificare chi dei due avesse la responsabilità del controllo delle funi. Il terzo arrestato invece ha affermato con il suo ruolo era unicamente quello di fornire gli strumenti necessari ai clienti e di assisterli in una fase iniziale che non era suo compito legare chi partecipava all'evento.

Intanto, dopo le polemiche, le autorità locali hanno deciso di chiudere il ponte ferroviario incompiuto dove è avvenuta la tragedia che è stato interdetto attraverso alcune protezioni installate mercoledì mattina su richiesta del governo federale, che ha riconosciuto la propria giurisdizione sul ponte. Il comune ha dichiarato che i lavori sono temporanei ma che a breve verranno adottate misure definitive per impedire l'accesso anche in futuro. I progetti includono la costruzione di muri, fossati e la completa recinzione dell'area che però saranno a carico del governo federale.

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