Terremoto in Turchia: salvo un ragazzo dopo cinque giorni (VIDEO)

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A più di 100 ore dal terremoto che ha colpito la Turchia è stato ritrovato vivo un ragazzo a Ercis. La situazione nel Paese è però critica e il bilancio delle vittime sale inesorabilmente.
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Un nuovo miracolo a Ercis, la città maggiormente colpita dal terribile sisma che ha colpito la zona est della Turchia. Sono trascorsi cinque giorni dalla prima, rovinosa, scossa di magnitudo 7.2, quando stamane è arrivata la notizia di un’ultima persona estratta viva dalle macerie: si tratta di un tredicenne, Ferhat Tokay, che da domenica era seppellito sotto le macerie della casa in cui si trovava.

Secondo le prime testimonianze il ragazzo è ferito ma non è in pericolo di vita ed è stato portato subito all’ospedale più vicino in ambulanza. “Ho fame e ho sete”, queste sarebbero state le prime parole ascoltate da un medico che ha partecipato ai soccorsi: “Abbiamo iniziato a scavare e, per prima, abbiamo visto la sua mano. Poi abbiamo iniziato a parlargli”.

Quando le speranze di ritrovare ancora delle persone in vita iniziano a venir meno, una notizia come questa che si aggiunge a quella del ritrovamento di altre persone negli ultimi giorni (compresa la neonata tirata fuori dalle macerie dopo 48 ore dal sisma), contribuisce a dare ancora la forza ai tanti soccorritori presenti nelle zone terremotate che non rinunciano a scavare ancora.

Se è vero infatti che ad oggi la Protezione civile turca (Afad) ha reso noto che il numero di morti accertati è salito a 570, è anche vero che sono 187 le persone tratte in salvo dalle macerie. Tra i feriti invece si contano almeno 2555 persone. Cresce anche il numero di case crollate o inagibili a causa di questo terremoto stimato come il più forte che ha colpito la Turchia nell’ultimo decennio.

Intanto Ankara ha cambiato idea sugli aiuti internazionali e ha detto che accetterà anche la proposta di solidarietà di Israele con cui i rapporti ultimamente erano estremamente tesi. La situazione in Turchia è tuttora molto difficile e la neve arrivata in questi giorni contribuisce ad aumentare la sofferenza dei tantissimi sopravvissuti che, nonostante le tendopoli allestite, sono ancora senza un riparo.

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