Terremoto in Turchia: 2 morti e un centinaio di feriti a Simav

Terremoto in Turchia
Un violento terremoto di magnitudo 5,9 ha colpito la Turchia. L’epicentro è stato localizzato a Simav, città di 100mila abitanti che si trova nella provincia di Kutahya. Il bilancio delle vittime parla di 2 morti e un centinaio di feriti.

La terra trema, anche in Turchia. Un violento terremoto di magnitudo 5,9 ha colpito la Turchia attorno alla mezzanotte di ieri. L'epicentro è stato localizzato a Simav, città di 100mila abitanti che si trova nella provincia di Kutahya, a circa 300 chilometri a ovest di Ankara. Il terremoto è stato avvertito anche a Instanbul e a Smirne, al confine tra Grecia e Bulgaria. La prima scossa è stata seguita nella notte da altre 60, la più potente delle quali di magnitudo 4.6. Un primo bilancio, ancora provvisorio, parla di 2 morti e un centinaio di feriti. Le persone che hanno perso la vita sarebbero un uomo di Simav che si è gettato dalla finestra a causa di un attacco di panico, e una donna anziana della vicina Inegol, deceduta a causa di un'insufficienza cardiaca.

Secondo la protezione civile turca ci sarebbe anche una terza persona deceduta, ma al momento le autorità governative non confermano tale dato. Per quanto riguarda i feriti, 79 di loro sono ricoverati nell’ospedale di Simav: tra loro  ce ne sarebbe solamente uno in condizioni gravi. Altri 15, invece, sono stati portati nella vicina clinica di Usak.

Il terremoto ha causato pesanti danni agli edifici. A Kutahya è stata danneggiata la sede dell'università Dumlupinar; a Simav  una moschea. A Simav, inoltre, sarebbero saltati tutti i collegamenti telefonici e l'elettricità. Il governo sta rifornendo la zona di viveri e indumenti e si sta mobilitando per la costruzione di un accampamento provvisorio che possa ospitare fino a 5mila sfollati. La Protezione civile ha invece annunciato l’invio di 286 squadre di soccorso e di oltre 70 veicoli.

Il ricordo di molti è andato a quei 2 terribili terremoti di 12 anni fa che si accanirono sempre contro il Nod ovest del Paese. In quella circostanza a perdere la vita furono ben 20mila persone. Tra la popolazione locale c'è alto il timore che possano verificarsi altre scosse, anche perché la zona è forte rischio sismico.

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