Stoccolma, quinta notte di scontri nelle periferie
La tensione è sempre più alta a Stoccolma dove per la quinta notte consecutiva la periferia viene messa a ferro e fuoco da bande di persone che oltre a bruciare cassonetti e auto in sosta hanno anche attaccato alcune stazioni di polizia. Questa notte almeno sei veicoli sono stati dati alle fiamme mentre due scuole e un commissariato di polizia hanno subito dei principi di incendio anche se fortunatamente non è stato segnalato alcun ferito. Dopo gli arresti dei giorni scorsi altre otto persone sono state fermate dopo che una pattuglia della polizia era stata aggredita e tre agenti erano rimasti leggermente feriti. Intanto la polizia di Stoccolma ha chiesto rinforzi e altri agenti stanno arrivando dal resto del Paese per far fronte ai disordini che non accennano a placarsi. I disordini che hanno riguardato in particolare le periferie della capitale svedese ad alta densità di immigrati stanno scatenando un dibattito molto duro nel Paese scandinavo sull'integrazione degli stranieri che ormai formano il 15 per cento della popolazione. Tutto è iniziato nel sobborgo povero di Husby quando la polizia ha ucciso un anziano di 69 anni armato di machete, una reazione giudicata eccessiva dagli abitanti del quartiere che sono scesi in piazza, le proteste poi sono dilagate alle altre aree periferiche della città dove lo scontento per l'esclusione sociale è più forte.