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Si addormenta sulla spalla della mamma in aereo: Rachel muore in volo, aveva 44 anni

Rachel Green, 44 anni, è morta durante un volo da Minneapolis, negli USA, a Londra, addormentata sulla spalla della madre. Nel suo organismo erano presenti diversi farmaci prescritti e soffriva di una condizione cardiaca fino ad allora non diagnosticata.
A cura di Biagio Chiariello
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Rachel Green
Rachel Green

Si è addormentata durante il suo volo da Minneapolis a Londra e non si è più risvegliata. Rachel Green aveva 44 anni, stava viaggiando nel Regno Unito per lavorare al suo libro su Eleonora d’Aquitania quando il suo cuore si è spento per sempre.

Seduta accanto alla madre, Rachel si era addormentata sulla sua spalla. Nessuno, né la genitrice né l’equipaggio di cabina, è riuscita a svegliarla durante le sette ore e mezza di viaggio verso l'Europa. Solo all’arrivo si è scoperto l’irreparabile: Rachel era morta.

Un’inchiesta presso il West London Coroner's Court ha rivelato che nel suo organismo erano presenti numerosi farmaci su prescrizione. A complicare la situazione c’era una condizione cardiaca mai diagnosticata: una delle arterie coronarie era in parte ricoperta dal muscolo cardiaco, una malformazione congenita rara. Gli esperti hanno concluso che la combinazione di questi fattori ha probabilmente causato il decesso.

La sorella di Rachel, Roxanne Carney, ha ricordato la donna come “una santa” e “la migliore zia del mondo” per suo figlio Jack. “Abbiamo perso un angelo sulla Terra e ne abbiamo guadagnato uno in cielo”, ha detto, ricordando gli anni più difficili della sorella, segnati da una malattia improvvisa che l’aveva costretta a trasferirsi nella sua città natale per la riabilitazione. “Ha affrontato tutto con coraggio e determinazione, con una forza che pochi possiedono. Era una persona incredibile e generosa: trovava gioia nell’aiutare gli altri. Se tutti potessimo essere anche solo un po’ come Rachel, il mondo sarebbe un posto migliore.”

I passeggeri del volo hanno ricordato quell’annuncio: “Ci sono medici a bordo?” Una richiesta purtroppo rimasta inattesa, mentre i tentativi di rianimare Rachel si sono rivelati inutili. Gli esami post mortem hanno rilevato nel suo sangue antidepressivi, melatonina, cannabinoidi e una bassa concentrazione di alcol, senza eccessi. Non c’erano segni di uso ricreativo di droghe.

Durante l’inchiesta, Roxanne ha espresso dubbi sulla gestione medica: sua sorella assumeva un mix di farmaci senza però che fosse mai stata indagata a fondo la patologia di cui soffriva. “Come può accadere? Perché non è stata indirizzata a un cardiologo prima di ricevere questi farmaci?” ha chiesto, con il dolore che filtrava dalle sue parole.

Il coroner senior Lydia Brown ha spiegato che, purtroppo, Rachel non aveva avuto alcuna possibilità di essere salvata. “La morte è stata istantanea. I farmaci e la condizione cardiaca hanno contribuito al tragico epilogo. Non ci sono prove che Rachel avesse usato sostanze in modo improprio.”

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