Non c'è pace per la chiesa francese, agitata dallo scandalo pedofilia. Padre Bernard Preynat, l'ex parroco 74enne di Sainte-Foy-les-Lyon accusato di aver molestato sessualmente decine di bambini e adolescenti, almeno una ottantina, è tornato a riconoscere i fatti di cui è imputato durante il processo che si è aperto nella mattinata di oggi, martedì 14 gennaio, a Lione. "Non realizzavo il male che ho fatto ai bambini – ha dichiarato l'ex religioso secondo le dichiarazioni riportate su twitter dalla giornalista di France 24, Alexandra Renard -. Anni dopo, i genitori mi hanno fatto comprendere il male che avevo fatto ai loro figli. Per me, erano dei gesti di tenerezza. Mi è servito del tempo per capire che era male".

L'ex parroco, che era già stato ridotto allo stato laicale lo scorso mese di luglio da Papa Francesco, è alla sbarra per rispondere delle decine di accuse di violenze sessuali sugli scout che frequentavano la parrocchia tra il 1971 e il 1991, quando prestava servizio come cappellano nella regione di Sainte-Foy-lès-Lyon. Dieci dei suoi accusatori, tutti di età compresa tra sette e 15 anni al momento del presunto abuso, dovrebbero fornire prove in aula. Secondo le loro testimonianze, l'ex prelato li avrebbe più volte baciati sule labbra e toccati nelle parti intime. Rischia 10 anni di carcere e il pagamento di un risarcimento pari a 150mila euro. La sentenza verrà resa nota solo alla fine del processo, che dovrebbe durare quattro giorni. Il caso è diventato l'emblema dello scandalo pedofilia, coinvolgendo anche il cardinal Philippe Barbarin, tra le personalità più importanti della Chiesa cattolica in Francia, già condannato a 10 mesi con la condizionale per omessa denuncia e per aver consentito a Preynat di rimanere a contatto con i minori.