Scopre di essere incinta, ma trova i messaggi del fidanzato a un’altra: si schianta a 151 km/h. Lui muore, lei condannata
Aveva appena scoperto di essere incinta quando, dopo una lite con il fidanzato, si è schiantata con l'auto contro alcuni alberi mentre viaggiava a circa 151 km/h nella contea di Flagler, nello Stato della Florida. Era il 9 febbraio dello scorso anno e Daniel Waterman, 22 anni, era rimasto paralizzato dal collo in giù: otto mesi dopo il suo cuore ha smesso di battere per una polmonite.
Ora Leigha Mumby, 25 anni, è stata riconosciuta colpevole di omicidio stradale e guida spericolata con lesioni personali gravi. La sentenza è arrivata mercoledì 14 ottobre, al termine di un processo durato due giorni. La donna rischia fino a 20 anni di carcere, ma la pena non è stata ancora stabilita come riferiscono l'emittente locale News4JAX e Court TV.
La lite furibonda dopo la scoperta della gravidanza
La lite risale, come detto, al 9 febbraio 2025. Secondo la ricostruzione dell'accusa, quella mattina Mumby aveva scoperto di aspettare un bambino da Waterman. Più tardi, durante la giornata, la donna avrebbe saputo che il fidanzato si stava sentendo con un'altra ragazza.
La vicenda è emersa durante il processo attraverso la testimonianza di Sarah Stappenbeck, cugina della vittima: dopo aver passato parte della giornata insieme alla coppia, i tre erano andati a una festa organizzata in occasione del Super Bowl, la finale del campionato di football americano. Avevano lasciato l'abitazione prima della fine della partita. Circa 20 minuti dopo, sempre secondo la testimonianza di Stappenbeck, Mumby l'aveva chiamata al telefono, arrabbiata perché il fidanzato stava messaggiando con un'altra.
In una seconda telefonata, sempre secondo la testimone, l'avrebbe accusata di prendere le parti del giovane. "Era così furiosa che ha chiamato la sua migliore amica per sfogarsi. Quando l'altra non ha reagito come avrebbe voluto, ha riattaccato bruscamente", ha racconto la procuratrice Melissa Clark durante l'arringa conclusiva.
Poco dopo si è verificato lo schianto sull'Interstate 95, nella contea di Flagler. Mumby era alla guida di una Honda Passport del 2019 quando il veicolo è uscito dalla carreggiata, finendo contro diversi alberi.
La ricostruzione dello schianto: Leigha Mumby viaggiava ad oltre 150 km/h
Durante il processo, l'accusa ha presentato i dati tecnici dell'auto e la testimonianza di un esperto nella ricostruzione degli incidenti. Secondo quanto riportato da Court TV, circa 3,5 secondi prima dell'impatto il veicolo viaggiava a 94 miglia orarie, pari a circa 151 km/h, con il pedale dell'acceleratore premuto all'87 per cento.
L'esperto Chip O'Toole ha spiegato che una brusca sterzata verso sinistra, con un movimento del volante di circa 45 gradi, avrebbe innescato la sequenza che ha poi portato l'auto fuori strada. Il veicolo ha finito per schiantarsi contro gli alberi ad oltre 110 km/h. L'esperto non ha individuato problemi meccanici precedenti all'incidente che potessero spiegare la perdita di controllo.
L'avvocato della difesa, Reid Hart, ha provato a replicare evidenziando che i dati mostravano anche un tentativo di correggere la traiettoria e ha chiesto alla giuria di valutare la possibilità che qualcosa avesse in qualche modo interferito con la guida della donna. La procuratrice Clark ha però fatto notare che non c'erano elementi a sostegno di una "causa esterna" e che la manovra era stata effettuata in una situazione di forte tensione.
Il fidanzato Daniel Waterman è morto otto mesi dopo
Nello schianto Leigha Mumby aveva riportato diverse fratture, tra cui quella a una gamba. Ad avere la peggio è stato sicuramente Daniel Waterman: una frattura al collo lo ha lasciato paralizzato dal collo in giù. Non ha più lasciato l'ospedale ed è deceduto l'8 ottobre 2025, otto mesi dopo l'incidente.
Durante il processo, il medico legale ha testimoniato che la morte era indiscutibilmente riconducibile allo schianto: "Senza le lesioni riportate nell'incidente – ha spiegato – Waterman "non avrebbe sviluppato la polmonite" che ne ha causato il decesso.
La giuria ha impiegato un'ora e 11 minuti per raggiungere il verdetto di colpevolezza. Mumby è scoppiata in lacrime in aula mentre veniva pronunciata la decisione ed è stata accompagnata fuori dal tribunale in manette, dopo che la giudice Dawn Nichols ha revocato la libertà su cauzione in vista della sentenza. Ora si attende la data dell'udienza nelle quale sarà stabilito l'ammontare della pena.