Luca Spada, gli audio delle intercettazioni: “Stai ammazzando un altro vecchio?”, “Hai fatto due morti? Bravo”

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Luca Spada che guarda nell'obiettivo della telecamera installata a bordo dell'ambulanza
Oggi, 15 ottobre 2026, inizia il processo a Luca Spada, autista della Croce Rossa accusato di aver ucciso sei anziani in ambulanza iniettando aria in vena. Nelle intercettazioni dice a un collega: “Ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire”

"Ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire". Lo dice Luca Spada in una conversazione con i colleghi della Croce Rossa (CRI) di Forlimpopoli. Non lo sa ancora ma è intercettato: la procura di Forlì sta indagando su di lui da quando un'altra soccorritrice ha segnalato una strana anomalia riguardo al numero di anziani morti nelle ambulanze su cui lui era di turno.

Oggi si aprirà il processo a suo carico per omicidio volontario con numerose aggravanti tra cui premeditazione e uso di mezzo insidioso. Il mezzo, in questo caso, è una siringa riempita di aria.

Spada, 27 anni, vive a Meldola e lavora come autista a bordo delle ambulanze della CRI. Proprio durante il servizio avrebbe ucciso sei anziani di età compresa tra 68 e 98 anni. L'ultima vittima è l'85enne Deanna Mambelli che lo scorso 25 novembre era in ambulanza con Spada per essere trasportata in una clinica dove l'attendevano per alcune terapie. Era un soggetto fragile, ma non era ritenuta in pericolo di vita. Il decesso però avviene proprio su quell'ambulanza e, secondo l'accusa, a provocarlo sarebbe stato Spada iniettandole dell'aria in vena.

L'udienza sarà a porte aperte e si svolgerà nella sala della Corte d'Assise in previsione della folla di giornalisti che sarà presente per quello che Max Starni, l'avvocato che rappresenta la famiglia della vittima, ha descritto a Fanpage.it come "uno dei più importanti casi di omicidi seriali della storia italiana". In aula saranno presenti i quattro figli di Mambelli, così come Spada, difeso dagli avvocati Gloria Parigi e Marco Matinez.

Il giovane è stato rinviato a giudizio immediato solo per questo presunto omicidio. Per gli altri cinque resta indagato. La tesi della Procura però è la stessa per tutti: Spada avrebbe preso di mira soggetti anziani accomunati dall'essere vulnerabili e dotati di un accesso venoso, cioè di un catetere in vena che permetteva attraverso una siringa di iniettare aria in meno di un minuto e senza lasciare tracce.

Una, secondo l'accusa, l'avrebbe lasciata e si tratterebbe proprio di una siringa ritrovata sul pavimento dell'ambulanza dove poche ore prima era morta Mambelli.

Le intercettazioni: "Hai fatto due morti? Bravo"

La lista di intercettazioni che Fanpage.it ha avuto modo di ascoltare è molto lunga. Coprono il periodo che va dal 31 ottobre al 28 dicembre 2025, con una pausa di due settimane a metà novembre dovuta a un ricovero ospedaliero di Spada. Tra gli intercettati ci sono anche la compagna e una collega.

Proprio con la compagna intercorrono due delle conversazioni ritenute di interesse dagli inquirenti, entrambe avvenute il 31 ottobre.

Spada: "Pronto buongiorno"

Compagna: "Stai facendo secco un altro vecchio?" 

Spada: “No, dobbiamo prendere una vecchia età per Ravenna…"

Compagna: “Bene…”

E la seconda:

Compagna: "Tutto ok? Hai lavorato?"

Spada: "Si, *** oggi ha fatto due morti"

Compagna: "Hai fatto due morti? Bravo" 

Spada: "Non io, *** ho detto"

Compagna: "Ah bene, gli hai lasciato il biglietto da visita?"

Spada: "No, li ha fatti lui, non li ho mica fatti io"

Il tema del biglietto da visita introduce quello dei rapporti tra l'imputato e le agenzia di onoranze funebri. In particolare nella chat dei colleghi della Croce Rossa di Forlimpopoli, "Gli amici di Cleston", emerge uno stretto rapporto tra Spada e queste attività. Invia suoi selfie con le bare, delle riesumazioni, e delle salme pronte per la cremazione. In un messaggio finito agli atti dice di dover incontrare il suo "socio delle onoranze funebri".

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Il selfie di Spada con le bare e le foto delle riesumazioni

Però, almeno a quanto appreso sino a questo momento, non sarebbero ancora stati provati rapporti lavorativi, e anzi è accertato che nessuna famiglia dei sei anziani ha organizzato il funerale con una ditta riconducibile a Spada, né sarebbe stato avvicinato da lui. A Fanpage.it, la titolare della ditta più nota a Meldola aveva spiegato che Spada era "un amico di famiglia" e basta. Oggi, sembra che potrebbe richiedere la costituzione come parte civile al processo a causa del danno d'immagine che la vicenda le avrebbe portato.

L'angelo della morte e il sadismo

C'è poi un'altra ipotesi, supportata anche da una nota del Racis dei Carabinieri in cui si fa riferimento all'angelo della morte, la più diffusa categoria di omicida seriale in ambito sanitario. Secondo gli esperti, chi commette questo tipo di delitto lo farebbe in risposta a un "bisogno di potere e controllo inteso come esercizio di dominio sulla vita e sulla morte delle vittime" e da "componenti di tipo sadico".

In questo senso avrebbero particolare rilievo gli accessi in pronto soccorso che Spada avrebbe effettuato in seguito a crisi respiratorie ritenute inspiegabili dai suoi stessi colleghi. Questi episodi sono stati interpretati dagli esperti del Racis come una "sperimentazione, verifica o affinamento delle modalità operative", ipotizzando che avesse voluto "sperimentare su di sé ciò che ha fatto provare alle sue vittime". Vittime presunte fino al termine del processo.

Ritenuta di interesse anche per delineare il profilo psicologico di Spada è un'altra intercettazione intercorsa il 21 novembre con un collega.

Spada: "Quindi è morto?"

Collega: "No l’abbiamo salvato"

Spada: "Dio bono ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire"

Collega: "Sì, ma non era dei tuoi questo, no lascia stare non ci facevi neanche un euro"

Spada: "Va beh ma quello bisogna lasciarlo agli altri, non è mica un problema"

Collega: "E va beh… è tutta la concorrenza"

Spada: "Economia circolare.

Collega: "No no no qua funziona così. su Forlì bisogna che per due mesi non muore più nessuno così le altre agenzie vanno in default"

Spada: "Va bene va bene va bene"

Collega: "Cominciano a chiudere tutti perché non ce la fanno a resistere a due mesi di lutto. a Forlì non deve morire più nessuno per due mesi"

Spada: "E a Meldola devono morire anche quelli di Forlì"

Non è un collega qualsiasi, e lo si apprende leggendo alcune chat intercorse tra i due. In una, Spada gli manda la scheda di un quarantenne deceduto, e lui risponde: "Questo se riesci a portarlo a casa è un operaio di Roma… Sono big money".

Si tratta dello stesso collega con il quale viene ripreso anche in un'intercettazione video il 26 novembre, giorno successivo alla morte di Deanna Mambelli.

I video a bordo dell'ambulanza: "C'è una telecamera lì"

Il giorno dopo la morte di quella che sarà la sua ultima vittima presunta, Spada porta il collega a bordo di quel mezzo. Gli inquirenti l'avevano installata lì nel pomeriggio del 25 novembre, ma proprio durante il trasporto di Mambelli, il sistema di registrazione ha avuto un problema di alimentazione elettrica risolto solo la mattina successiva. Non ha ripreso quindi la morte della donna ma l'ispezione dei due autisti di quel giorno.

Spada: "Ascolta, ieri c'era quella vite lì sopra che dopo l'ho riavvitata… C'è una telecamera lì nel mezzo…

Collega: "Quella è la vite?"

Spada: "No lì… Lì sopra per me c'è una telecamera".

Collega: "Ma dove?"

Spada: "O è predisposta e poi non l'han mai messa in moto… Lì c'è una cosa, non ti sembra una telecamera?"

Collega: "Questa? Ma va là…"

Sempre su quel mezzo verrà ritrovata una siringa dalla persona incaricata di fare le pulizie. La siringa era "in plastica, sottile, fuori dalla sua busta, con l’ago coperto dal tappino di sicurezza", ricorda la donna parlando con gli inquirenti. Un'altra siringa era già stata trovata a settembre nella divisa da lavoro di Spada a seguito di un controllo fatto proprio dopo aver notato lo strano numero di decessi sulle ambulanze su cui si trovava anche il giovane.

Nel periodo compreso tra il gennaio e novembre 2025, sono stati effettuati complessivamente 16.552 trasporti dalla Croce Rossa di Forlimpopoli, e solo in 8 casi si sono verificati eventi clinici rilevanti. Di questi, 5 hanno avuto esito mortale. Qui ci sarebbe l'anomalia: Spada era sempre a bordo del mezzo.

I numeri, uniti al ritrovamento, avevano stupito la sua collega, diventata poi una fonte degli inquirenti. I gli autisti infatti non possono usare bisturi o siringhe perché non sono infermieri e non hanno una formazione specifica. Da lì è partita l'indagine giunta fino al processo di oggi.

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