Caso Provolo, ex suora condannata a 20 anni in Argentina: copriva i sacerdoti che abusavano di minori

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Protesta a S. Pietro contro i preti pedofili da parte delle vittime di abusi provenienti dall'Istituto Provolo di Verona
Il caso di Kumiko Kosaka, cittadina giapponese oggi 51enne ed ex suora cattolica. Il padre di una delle vittime: “Ottenuta la giustizia che cercavamo per mia figlia e per tutte le altre vittime del caso Provolo”

Prima l’assoluzione, poi la sentenza è stata annullata ed è arrivata una condanna a venti anni di reclusione. È il caso di una ex suora cattolica che è stata condannata in Argentina in relazione al noto “caso Provolo” venuto alla luce anni fa, così chiamato in riferimento all'Istituto Antonio Provolo di Mendoza. In quell’istituto decine di bambini ipoudenti hanno subito abusi per decenni.

L’ex suora condannata in Argentina è Kumiko Kosaka, cittadina giapponese che oggi ha 51 anni: la condanna è arrivata appunto nel suo secondo processo per abusi sessuali aggravati. Stando a quanto ricostruito, la religiosa avrebbe coperto altri sacerdoti colpevoli di aver compiuto abusi su bambini di età compresa tra i quattro e i 17 anni.

Il primo processo dopo che gli scandali dell’istituto Provolo sono venuti alla luce si è tenuto nel 2019: durante quel procedimento due sacerdoti, un giardiniere e un ex corista, sono stati condannati a pene comprese tra i 10 e i 45 anni. Poi nel 2023, in seguito a quanto emerso durante il primo processo, se ne è aperto un altro: questa volta si sono dovute difendere dall’accusa di aver coperto quegli abusi suore e altri membri del personale femminile.

Kosaka era stata accusata anche di abuso sessuale aggravato, altre otto donne di complicità, ma tutte erano state assolte al termine del processo. Lo scorso agosto però la Corte Suprema della provincia di Mendoza ha annullato l’assoluzione delle 51enne giapponese dando luogo a un nuovo processo che oggi ha portato a una condanna a venti anni di carcere.

Le prime reazioni dopo la condanna sono già arrivate: una di queste è di Ariel Lizarraga, padre di una delle vittime: ha detto di essere soddisfatto di essere "riuscito a ottenere la giustizia che cercavamo per mia figlia e per tutte le altre vittime del caso Provolo".

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